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Giovanardi e gli ultimi

da il novembre 10, 2009 Letto:1.242 visite
giovanardi

giovanardi“Stefano Cucchi è morto perché anoressico, drogato e sieropositivo” Dichiara il sottosegretario alla Presidenza On. Carlo Giovanardi alla trasmissione “24 Mattino” su “Radio 24”

Povero Stefano Cucchi, assassinato per la seconda volta.

Le parole di Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza con delega alle tossicodipendenze, mi lasciano sconvolto.

Come uomo, come cattolico,come persona che ha avuto per un lungo lasso di tempo, quasi dieci anni, la ventura di essere suo collega.

Lo ricordo come uomo spesso adirato ed iracondo, che aveva, quasi sempre, toni sopra le righe.

Mai, però, avrei pensato, che potesse arrivare a tanto.

Solo il cardinale Siri c’era arrivato, all’inizio dell’epidemia di AIDS, dichiarò pubblicamente, in buona compagnia con Carlo Donat Cattin:

”l’AIDS se lo prende solo chi se lo cerca”

Intendevano dire, il porporato ed il ministro, cattolici entrambi, che tale patologia era retaggio ed appannaggio solo di coloro i quali tenevano condotte sregolate e strampalate, omosessuali e tossicodipendenti in testa, che se la cercavano , e proprio per questo, a nessuna pietà avevano diritto.

Faceva specie, allora,visto da che pulpito veniva la predica, l’Archidiocesi di Genova ed il ministero della sanità.

Titolare della prima un eminente porporato, per definizione Cattolico, del secondo un ministro, democratico e Cristiano.

Io penso che questi cavalieri dell’apocalisse, questi crociati, avrebbero ben volentieri, se si fossero trovati nelle condizioni, preso a calci in culo Maria di Magda, la Maddalena.

Laddove il Maestro l’aveva accolta, abbracciata, rassicurata.

“Molto ti sarà perdonato perché molto hai amato”.

Mi pongo un quesito,può un uomo di governo, cattolico dichiarato e praticante, insultare ed inveire contro un povero ragazzo morto, forse assassinato?

“Navigammo su fragili vascelli

per affrontar del mare la burrasca

ed avevamo gli occhi tanto belli

che la pietà non vi rimanga in tasca”.

Questo diceva un grande poeta, un grande uomo, un uomo sicuramente dotato di pietas.

Dovresti vergognarti tu, sottosegretario Giovanardi,tu che la pietà l’hai lasciata in tasca.

Federico Guglielmo Lento

Autore:

Nonno della sua stupenda nipote Chiara di 31 mesi,e di zio per il cane beagle di Chiara, Max, di cinque anni. Il tempo libero ,da questi impegni totalizzanti, lo trascorreva in quello che era stato il suo studio professionale,a Gela, in vico ruggeri 8. Lui lo chiamava l’isolachenonc’è (tuttattaccato). Un antro ed una specie di atelier con le mura tappezzate dai quadri del maestro Legname, le scansie delle librerie stipate di libri e di cd di musica latino-americana e di musica da discoteca,prodotta da suo figlio,l’ultimo dei maschi,Luca. A completare la location un impianto multimediale un computer sempre collegato in rete, una scrivania e due poltrone. Una per lui e l’altro per l’amico che a lui si rivolge e richiede, come nella bottega di Eduardo in l’oro di Napoli, saggezza. Il nostro è Federico Guglielmo Lento, già primario ospedaliero e direttore sanitario, deputato alla Camera nella XI e XIII Legislatura, membro del Consiglio d’Europa, docente di Parassitologia medica all’Università di Messina. Non lo speravamo ma, imprevedibilmente ha accettato la proposta di collaborazione ponendo tre condizioni, da lui definite irrinunciabili: 1. Non si sarebbe dovuto discutere di soldi , nel senso che non avrebbe accettato compenso monetario alcuno. 2. Avrebbe scritto se,quando e come avrebbe voluto. Inviando,per mail i pezzi dall’isolachenoncè. 3. Avrebbe firmato i pezzi con lo pseudonimo Onorevole….per caso corrispondente dall’isolachenocè. Queste condizioni, che avremmo potuto definire capestro, le abbiamo dovuto accettare senza proferir verbo alcuno. Dovete sapere che l’Onorevole, benché lo sia solo per caso, non ama essere contraddetto. Qualora si verifichi questo evento, benché cortesemente,tronca la discussione e chi s’è visto s’è visto. Chiaramente , i nostri lettori lo avranno capito,le dichiarazioni di intenti che precedono il corsivo non sono attribuibili alla redazione,ma sono state scritte di proprio pugno dal nostro corrispondente che, come la spada di Brenno, ha buttato sul tavolo delle trattative. Sono da considerare una ulteriore clausola vessatoria impostaci.Conoscendo il carattere e la caparbietà del soggetto abbiamo ritenuto di doverla accettare. Abbiamo fatto bene?Il tempo ed i lettori lo diranno

4 Comments

  1. Francesca Scaglione

    Francesca

    2009/11/10 at 20:17

    Quella del Ministro Giovanardi è stata un’uscita assolutamente volgare, inopportuna e miserabile. Nessun rispetto nè per un ragazzo morto “per cause ancora da accertare” nè tantomeno per la sua famiglia, costretta a subire anche questo duro colpo. Non è screditando la memoria di qualcuno che si impedirà di indagare per accertare le responsabilità. E se c’è un assassino, deve pagare.

  2. Umberto Donato

    Umberto Donato

    2009/11/10 at 20:36

    …Fisiognomicamente parlando, Giovanardi avrebbe fatto la felicità sia di Darwin che di Lombroso…per opposti motivi in lui congruenti…Quale che sia insomma la teoria antropologica presa in considerazione, lui è stato, è e sempre comunque sarà un aborto di Anello Mancante…

  3. Caterina Sorbilli

    2009/11/10 at 20:40

    Bello Guglielmo, bello e toccante. Avere pietà è un dono dell’anima, presupposto all’Amore e alla Fede!

  4. simonetta

    2009/11/11 at 00:09

    Lavativo, viscido, omertoso. Anche senza scomodare la fede, sconcerta l’ipocrisia di chi mente sapendo di mentire. L’aggravante è che lo faccia da un posto di alta responsabilità.

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