Ora:

Requiescat…Brenda

da il novembre 20, 2009 Letto:927 visite
brenda

brendaRicordo, da quando ho memoria, di essermi occupato del mondo degli esclusi. Di quelli che il Vangelo chiama gli ultimi.

I miei ricordi risalgono ai primi anni del dopoguerra, periodi duri, ma dove si poteva riscontrare una grande solidarietà e condivisione.

Erano, sarebbero dovuti essere, gli anni spensierati dell’infanzia, quelli che io trascorsi nella casa di vico Manco, nel cuore di Tropea, nei pressi della Cattedrale Normanna.

Non eravamo ricchi, ma, anche in quelli che erano tempi di ristrettezze, nulla ci mancava.

Molti poveri salivano le scale di casa nostra per ricevere o il piatto di minestra avanzata, o fatta apposta avanzare, o la ricetta dello sciroppo espettorante al creosoto,custodita gelosamente da mammà,eredità del nonno Peppe, farmacista a Faicchio (una volta servì anche per curare la polmonite di una nostra gallina).

Papà era votato al servizio di un altro genere di emarginati.

Impegnato in politica con la Democrazia Cristiana, organizzava in Cooperative i pescatori e i “rigattieri”, con questo appellativo erano conosciuti, a Tropea, i pescivendoli.

Il tropeano abate Ierocades così li aveva immortalati in un poemetto:

“ Genia di pescivendoli

Senza coscienza e fede

Ladri, cornuti, eretici

Che l’avo generò”

Sempre papà, la sera, ci leggeva delle favole, quella che mi colpì di più, e che di più mi segnò fu “La piccola Fiammiferaia.

Con questi esempi, con questi insegnamenti, la mia strada era segnata.

Da piccolo facevo la colletta tra i miei compagni di scuola per comprare la frutta ai vecchietti dell’Ospizio, da giovanetto mi interessavo degli abitanti delle borgate di Roma, da medico dei malati del reparto di malattie infettive, le nuove emarginazioni: tossicodipendenza, omosessualità, transessualità, degrado sociale.

Là conobbi Carmelina, quando morì fui io ad imporre che fosse vestita da donna con stivali, mini e top che lasciasse intravedere il prosperoso seno.

Fui io a fare questo atto di prepotenza, toglierle il ridicolo doppio petto blu, fornitole dalla famiglia,”per l’occhio sociale”.

Solo in occasione della morte si ricordavano di lei, lui per loro.

A tutto questo penso stamattina,tutto questo affiora dal profondo del conscio e dell’incoscio e del subconscio, leggendo la notizia ferale.

“Brenda è morta”

L’hanno trovata carbonizzata a casa sua, sulla Cassia, a Roma.

Ha avuto l’onore della prima pagina solo perché coinvolta nello scandalo del governatore del Lazio. Altrimenti solo due righe in cronaca nera, da cui si sarebbe potuto dedurre il retropensiero: uno in meno.

In questo caso no, si scava nella sua povera vita di emarginata.

Si riferisce che è la seconda vittima dell’”affaire”. Si insinua, forse, il coinvolgimento di strani poteri, forse segreti.

Non una parola, non una lagrima per la vita spezzata di una povera, infelice, sfortunata ragazza.

Di una ragazza che, per sfuggire alla favela in cui era nata, in cui viveva, in cui giovane sarebbe morta, in cui i liquami scorrevamo per strada, a cielo aperto, era scappata.

Sfortunata, era capitata in una cloaca massima,una capitale occidentale sentina di tutte le nascoste turpitudini, consumistica,edonista postideologica.

Che tutto consuma, tutto distrugge, anche la povera vita di una povera ragazza.

Il cui unico peccato era stato di nascere nel posto sbagliato, destinata a morire in solitudine in un posto peggiore.

Per lei, oggi, ho versato delle lagrime, la sua vita spezzata vorrei ricordare, questo fiore reciso vorrei onorare.

Requiescat

Federico Guglielmo Lento

Autore:

Nonno della sua stupenda nipote Chiara di 31 mesi,e di zio per il cane beagle di Chiara, Max, di cinque anni. Il tempo libero ,da questi impegni totalizzanti, lo trascorreva in quello che era stato il suo studio professionale,a Gela, in vico ruggeri 8. Lui lo chiamava l’isolachenonc’è (tuttattaccato). Un antro ed una specie di atelier con le mura tappezzate dai quadri del maestro Legname, le scansie delle librerie stipate di libri e di cd di musica latino-americana e di musica da discoteca,prodotta da suo figlio,l’ultimo dei maschi,Luca. A completare la location un impianto multimediale un computer sempre collegato in rete, una scrivania e due poltrone. Una per lui e l’altro per l’amico che a lui si rivolge e richiede, come nella bottega di Eduardo in l’oro di Napoli, saggezza. Il nostro è Federico Guglielmo Lento, già primario ospedaliero e direttore sanitario, deputato alla Camera nella XI e XIII Legislatura, membro del Consiglio d’Europa, docente di Parassitologia medica all’Università di Messina. Non lo speravamo ma, imprevedibilmente ha accettato la proposta di collaborazione ponendo tre condizioni, da lui definite irrinunciabili: 1. Non si sarebbe dovuto discutere di soldi , nel senso che non avrebbe accettato compenso monetario alcuno. 2. Avrebbe scritto se,quando e come avrebbe voluto. Inviando,per mail i pezzi dall’isolachenoncè. 3. Avrebbe firmato i pezzi con lo pseudonimo Onorevole….per caso corrispondente dall’isolachenocè. Queste condizioni, che avremmo potuto definire capestro, le abbiamo dovuto accettare senza proferir verbo alcuno. Dovete sapere che l’Onorevole, benché lo sia solo per caso, non ama essere contraddetto. Qualora si verifichi questo evento, benché cortesemente,tronca la discussione e chi s’è visto s’è visto. Chiaramente , i nostri lettori lo avranno capito,le dichiarazioni di intenti che precedono il corsivo non sono attribuibili alla redazione,ma sono state scritte di proprio pugno dal nostro corrispondente che, come la spada di Brenno, ha buttato sul tavolo delle trattative. Sono da considerare una ulteriore clausola vessatoria impostaci.Conoscendo il carattere e la caparbietà del soggetto abbiamo ritenuto di doverla accettare. Abbiamo fatto bene?Il tempo ed i lettori lo diranno

11 Comments

  1. Lucio

    2009/11/20 at 15:08

    Solo le beatitudini, solo esse Guglielmo sono la VERITA’…fondamentalista, cocciuto, irrefrenabile e sempre maggiormente più “intollerante” di fronte a qualsiasi altra proposta o pseudo verità. Altrimenti Disperazione è. Del pensiero, dell’anima e del cuore. Nichilismo o beatitudini. Dialettica eterna dell’uomo che questo aborto chiamato “secolo breve” ha rimesso in essere. Questo mostro del Novecento mi fa paura se ci penso. L’unto, il Cristo è per loro, più che per noi. Tutto per loro, li attende lì, nello spirito dell’amore per sempre, il consolatore li abbraccia, li ammanta d’amore, li riempie di verità, li santifica con la sua sostanza. Consolati amico mio e conserva la tua pietas, essa sola è la chiave per aprire la porta del cielo e dell’amore eterno. Piangi sempre ad ogni morte e permetti all’amore di aprirti la luce della verità. La lente d’ingrandimento è solo Lui, il “fatto uomo”, l’unto, il paraclito. Un abbraccio virtuale ma dell’anima ti giunga e una prece per questa sventurata falla dire agli amici di questo giornale. Alle 15,00 di oggi un minuto di silenzio per Brenda. Questo propongo.

  2. CARMEN PALMIOTTA

    2009/11/20 at 15:29

    Nessun uomo è un’isola,
    completo in se stesso;
    ogni uomo è un pezzo del continente,
    una parte del tutto.
    Se anche solo una zolla
    venisse lavata via dal mare,
    l’Europa ne sarebbe diminuita,
    come se le mancasse un promontorio,
    come se venisse a mancare
    una dimora di amici tuoi,
    o la tua stessa casa.
    La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce,
    perché io sono parte dell’umanità.
    E dunque non chiedere mai
    per chi suona la campana:
    suona per te.

    John Donne – Meditation XVII

    NON TROVO ALTRE PAROLE PER COMMENTARE QUESTA BARBARIE

  3. Giuseppe Lazzaro Danzuso

    2009/11/20 at 15:59

    Onore a Brenda

  4. Clada

    2009/11/20 at 17:29

    Si è perso di vista il valore della vita umana. La nostra società si ubriaca del vero veleno sociale: l’assassinio, giustificato in vari modi per rendere grazie ad una nuova piramide di bisogni dove il successo sazia più del pane quotidiano.
    Mi sono commossa davanti l’immagine di Brenda sbattuta nelle prime pagine, usata anche da morta. Mi unisco all’abbraccio di Lucio rivolto a Guglielmo, la nostra indignazione, le noste lacrime ed il nostro sentimento di pietà saranno la giusta risposta all’orrida indifferenza.

  5. Carmelo Di Gesaro

    carmelo

    2009/11/20 at 17:32

    Certo la morte di Brenda sinceramente mi preoccupa, a questo punto comincio a capire la paura che provava Marrazzo. E’ incredibile questa vicenda

  6. Caterina

    2009/11/20 at 18:18

    LA PAURA LA DOBBIAMO PROVARE NOI. MA QUALE CIVILTà STIAMO VIVENDO?

  7. luca

    2009/11/20 at 19:04

    ma,secondo me è morta per asfissia e basta
    l’opinione publica stà montando un caso mediatico inutile
    tra un paio di giorni non se ne parlarà piu

  8. Umberto Donato

    Umberto Donato

    2009/11/20 at 19:21

    …Ah, Federico, Federico, come sai toccare le corde giuste nell’animo degli uomini di buona volontà! Ma quali tetri fantasmi si stanno aggirando oggi tra le macerie del cuore di questo mondo sordo e violento in cui viviamo? Non ho una risposta, nessuno forse ce l’ha…Avverto solo, sempre più acuto ed insistente, un profondo senso di estraneità nei confronti del genere cui, mio malgrado, appartengo…Pensa per un attimo a Leonardo Sciascia e cerca di spiegarmi se questo sentimento negativo, da “corda pazza”, pirandelliana, possa rappresentare, in qualche modo, il prologo angoscioso di una resa,, senza condizioni, della civiltà, alla barbarie che avanza inesorabilmente…

  9. Guglielmo

    2009/11/20 at 20:31

    veramente l’hanno trovata carbonizzata, ma il restare indifferenti davanti ad una disgrazia di questa portata e fare del dietrismo mi fa più male,mi sconvolge di più della disgrazia stessa . possibile che siamo arrivati a questp punto?

  10. Anita Lo Piano

    2009/11/20 at 20:55

    Carissimo Guglielmo, sei riuscito a toccare le corde del mio cuore. Solo chi, come noi, dedica la propria vita a dar voce a chi voce non ha, può capire e condividere il dramma di Brenda e di tutti gli emarginati che la società moderna non considera neppure esseri umani………………..!!!!!! Che amarezza!!!!!!!!!!!!!!

  11. elisa nuara

    2009/11/22 at 12:52

    cogliere l’essenziale delle strane cose della vita è un privilegio intellettuale che hanno in pochi ….Guglielmo è tra i pochi ….crudo, senza inutili retoriche sente e trasmette

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>