- Ultima chance per la championsPosted 20 ore ago
- Manifestano i lavoratori della formazionePosted 4 giorni ago
- Il cercamarito BeghelliPosted 5 giorni ago
- Top/flop 37aPosted 6 giorni ago
- This is footballPosted 8 giorni ago
- La solita tiriteraPosted 9 giorni ago
- 9 Maggio 1943: Palermo si risveglia sotto i bombardamentiPosted 11 giorni ago
- Fieri di noiPosted 12 giorni ago
- Piazza Grande, un format di Stefano PiazzaPosted 15 giorni ago
- Si accodano al dolore della famiglia BorsellinoPosted 15 giorni ago
Ho conosciuto anche lei(Nilde Iotti)…fortunatamente
Il 4 dicembre del 1999, dieci anni fa, nella clinica romana villa Luana, di proprietà del Prof. Mario Spallone, noto terapeuta della nomenklatura comunista, assistita dalla figlia Luisa Malagoli Togliatti, si spegneva Nilde Iotti.
Così inizierà, quasi sicuramente, il pezzo, il cosiddetto coccodrillo che, in occasione del decennale, apparirà su tutti i giornali.
Io vorrei parlarvi di una Nilde Iotti inedita, quella che ho conosciuto e frequentato durante la mia permanenza alla Camera nella XI e XIII Legislatura.
Il nostro primo incontro avvenne nei drammatici giorni del maggio 1992, si votava per l’elezione del presidente della Repubblica.
Ero assieme ad una mia amica, deputata di Milano e sindacalista dei Cobas di Arese, lei indossava dei jeans sulla cui gamba dx aveva appiccicato una foto del Chè.
La Presidente si avvicinò a noi e, con molto garbo, chiese alla mia amica:
“Vorrei sapere cosa ci trovate voi giovani, in questo Guevara. Ne avete fatto un mito. Io, che l’ho conosciuto, posso dirti di averlo trovato molto noioso senza spessore né politico né rivoluzionario. Comunque – sempre rivolgendosi alla mia amica – ho ammirato ed apprezzato lo stile con cui hai avvicinato il Sen Agnelli per dargli il tuo volantino, il tuo cahier de doléance. Anche se, un episodio del genere, non si era mai verificato alla Camera”
La Compagna Emilia aveva messo in atto una singolare forma di protesta, distribuiva un volantino in cui erano scritte le rivendicazioni degli operai dell’Alfa di Arese. Lo distribuiva a senatori e deputati riuniti in seduta comune alla camera, l’aveva dato pure al Sen Gianni Agnelli a cui si era presentata dicendo:
“Sono una sua dipendente incazzata”
Il mio aspetto di barbuto e mal vestito deputato avevano, sicuramente, colpito la Presidente.
Da allora in poi, spesso, ci incontravamo e sedevamo sui comodi divani del transatlantico.
Lei continuava, monotonamente, a ripetere il suo giudizio negativo sul Chè. Per lei era un velleitario, mentre per me un utopista. Lei sosteneva, a ragione, che il Chè non era riuscito a coinvolgere i campesinos della Bolivia che, anzi, lo avevano in antipatia, tanto da spingerli a denunziarlo agli americani che facilmente lo avevano catturato ed ammazzato.
A me queste considerazioni facevano male anche se riconoscevo che avevano un certo fondamento, una certa fondatezza.
Altra cosa, secondo lei i partigiani, ne aveva fatto parte, i contadini li riconoscevano come loro rappresentanti, li nascondevano, li nutrivano, erano dalla loro parte.
La resistenza era stata lotta di popolo, avventuriero definiva il Chè.
Io cercavo di controbattere. I miei erano solo balbettii, anche per il notevole gap esistente tra noi, in me enormemente aumentato dal rispetto , la venerazione, propria di chi si trova di fronte ad una pagina di storia.
Moltissime furono le sue insistenze perché le dessi del tu, a cui alla fine cedetti,senza mai, però, chiamarla per nome.
Le davo del tu, ma era come se usassi il siciliano Voscienza, perché sempre lo facevo precedere dal titolo: “Presidente”.
Presidente era stata Leonilde Iotti, Nilde meglio conosciuta, dal 79 al 92, l’unica presidente donna, l’unica che riusciva ad ottenere il rispetto di destra e sinistra,anche perché, nonostante l’apparenza di donna severa, aristocratica, aveva rispetto e considerazione per tutti.
Per me aveva simpatia, nei noiosi e lunghi pomeriggi estivi, o durante le lunghe notti delle finanziarie, quando si bivaccava sui divani in attesa di votare, spesso veniva a cercarmi e mi raccontava episodi simpatici.
Mai giudicava severamente le persone, sempre aveva per tutti una giustificazione ed una parola buona.
Un pomeriggio ci capitò, non so come, di parlare di Cicciolina.
Me ne parlò molto bene, apprezzava il suo impegno nel sociale ed a favore degli emarginati, la sobrietà del guardaroba adottato per la Camera, mi descrisse il taierino verde che indossava la pornodiva in occasione della prima seduta del parlamento dopo la sua elezione nella lista dei radicali.
Aveva stupito tutti.
Pensavano chissà come si sarebbe presentata e lei aveva lasciato tutti di stucco.
Man mano che andavamo avanti aumentavano gli incontri.
Intanto io mi ero documentato ed avevo potuto vedere quale grande presidente fosse stata.
Purtroppo io avevo avuto la fortuna di incontrarla, non quella di averla come presidente, essendo la sua presidenza terminata con la X Legislatura, nel 92, ed essendo entrato io alla camera nel 92 ma per l’XI legislatura.
Già avevo avuto la fortuna di apprezzarla un numero infinito di volte prima di avere la fortuna di incontrarla e conoscerla personalmente.
Numerosi episodi avrei da raccontare. Per il momento ne voglio narrare solo due.
Molta impressione suscitò in me la lettura delle parole da Lei,ancora presidente in carica, pronunziate il 9 gennaio 1992 in occasione della consegna della medaglia d’oro della Camera a Paola Borboni che compiva 92 anni.
Le parole,misurate e profonde, bellissime,toccavano il cuore.
Il mio, che avevo conosciuto Paola da Maurizio Costanzo, lo toccarono particolarmente.
Io ero rimasto colpito da questa donna eccezionalmente affascinante, pur se di 92 anni.
Quando ci presentarono, io mi accingevo a farle il baciamano come atto di doveroso omaggio e Lei:
“Sulle guance caro,baciami sulle guance”
L’altro episodio si riferisce ad un pomeriggio di fine luglio 1996.
Deputato per la seconda volta, non ancora assegnati i posti definitivi, ognuno di noi sedeva nel settore politico di appartenenza, o centro o sinistra o destra, dove voleva, non in un posto predefinito.
Io,come ovvio,sedevo in uno scranno del settore di sinistra e, complice il caldo, la noia di una noiosa discussione in attesa delle votazioni, il pranzo consumato al ristorante della Camera, mi addormentai.
C’è una tecnica particolare per addormentarsi e non farsene accorgere, altrimenti ti beccano le telecamere della televisione e rimani sputtanato, basta appoggiare il mento su mano e braccio che fanno da stampella ed inforcare occhiali neri, il gioco è fatto.
Io avendo assunto questa posa dormivo e sognavo mari del Sud e fresche brezze, da questo paradisiaco stato mi fece uscire il vicino di banco scuotendomi energicamente.
Tra sonno e veglia percepii soltanto “Il Presidente…il Presidente”.
“O dio, il mio primo pensiero, vuoi vedere che Napolitano, era lui il Presidente della Camera, se ne è accorto e viene a cazziarmi?”
Di un altro Presidente si trattava, la Presidente Iotti.
“Scusami, caro. Io sono alla Camera dalla Costituente, ininterrottamente, e mi sono sempre seduta solo sullo scranno che tu adesso occupi. Ti spiace? A me spiace averti disturbato”.
“No, no ero solo soprappensiero, Scusami tu Presidente” farfugliai.
Ho avuto, infine, il privilegio di assistere all’ovazione che tutta la Camera, nessun deputato escluso, le tributò in occasione delle sue dimissioni, inviate per iscritto, lette dal Presidente Luciano Violante, pochi giorni prima che morisse.
Le sue parole, come sempre profonde ed alte, sono rimaste nel mio cuore,come testamento politico e morale.













mariolorenzo
2009/12/04 at 10:36
Ciao Guglielmo
Nilde Iotti sarà stata una braca Presidente ma per quanto riguarda il suo giudizio sul Che , Forse, quel giorno che l’hai conosciuta avrà dormito con i piede di fuori……….
mariolorenzo
2009/12/04 at 11:00
CIAO GUGLIELMO
Nilde Iotti è stata senz’altro una brava Presidente ma …per quanto riguarda il suo giudizio sul CHE , forse avrà dormito con i piedi di fuori …..Vorrei sapere se anche tu la pensi allo stesso modo ….Asta Siempre !!!!!!!!!!!!!!
lonorevolepercaso
2009/12/04 at 11:56
caro mario sul mio capezzale ci sono due icone San Franciscu i Paula e San Chè Guevara. Altro dirti non vo….Resistere contro le banche e le multinazionali, se no ti restituisco la pergamena che generosamente mi hai dato.
La nilde Iotti,bonanima, era una delle fondatrici del partito democratico. Ma là dentro,almeno per ora,ce ne siamo in tanti per impedire che si facciano troppe cazzate. Berluska non lo cacceranno nè Niki,nè Di Liberto,meno che mai l’erremosciuto bertinotti. Persuaditi ciao e a presto,spero
mariolorenzo
2009/12/04 at 13:04
Per quanto riguarda le banche ….Stiamo resistendo !!!!!! per Berlusconi , invece, saranno gli Italiani a cacciarlo …..Non si gioca con i bisogni della gente …Gli illusionisti hanno sempre avuto vita breve ….W IL CHE !!!!!!!!!!!!!!!
mariolorenzo
2009/12/04 at 17:42
Ciao guglielmo
il bancomatt alla pro loco fino a quando ci sarò io non lo monteranno …..Se ci dovessero riuscire . dato che i locali sono comunali , chiuderemo gli uffici ….Noi siamo volontari e come tali non dobbiamo dar conto a nessuno
asta siempre comandante Federico
Umberto Donato
2009/12/04 at 19:05
…Guglielmo Tell centrò la mela posta sulla testa del figlio…Guglielmo Lento centra il cuore posto nel petto degli uomini (e delle donne…) di buona volontà…
P.S. Se penso che la seconda donna, dopo la Iotti, a rivestire la prestigiosa carica fu la Pivetti…comprendo facilmente che quello fu forse l’inizio della fine…
exquindicenne
2009/12/04 at 20:15
dieci anni!
)
io all’epoca ne avevo 15 e la adoravo!
Avevo letto una biografia di Togliatti e la storia della Iotti mi incuriosì! saltavo la scuola per trascorrere le mattine nell’emeroteca della biblioteca a cercare articoli che parlassero di lei…libri che parlassero di lei (perfino quelli di andreotti e gervaso!!!
le sue dimissioni e la sua morte sono forse il primo ricordo di un dolore grande e inconsolabilmente legato al rammarico per non averla mai conosciuta. Dolore tristemente solitario accolto dalla mia famiglia e amici come un atto di fondamentalismo politico che solo una quindicenne poteva manifestare. Quando ho ascoltato (paradossalmente) Stagioni di Guccini sul “Che” (mi sembra uscito lo stesso anno )ho riconosciuto le emozioni che avevo provato per la morte della Presidente Iotti.
Sono passati 10 anni
la vita è storia ed io sono cambiata …. meno impegnata forse più egoista, tutto sommato più sola (politicamente) , ma l’ammirazione e l’amore (sembra esagerato ma è vero) nei confronti di questa grande donna è rimasto invariato!
non conoscevo questo blog…ho scritto “Nilde Iotti” su google ed eccomi qui…
…alla fine dopo dieci anni è bello sapere che siamo tanti a sentire la sua mancanza.
lonorevolepercaso
2009/12/04 at 20:20
spero di arrivare a questa ex quindicenne che mi ha fatto commuovere in questa triste serata invernale di pioggia palermitana.Potresti essere mia nipote e come un nonno ti prego mantieniti così come sei non abbandonare l’impegno politico. La politica ha bisogno di anime belle come la tua.Il resto…….è munnizza ,te lo dico alla siciliana
lonorevolepercaso
2009/12/04 at 20:31
caro Umberto,
sei un osservatore fin troppo acuto ed avrai notato come,volutamente ho scritto che una sola donna è stata presidente della Camera:Nilde Iotti. E’ quello che penso. Altro dirti non vo nè so