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Situazioni comiche capaci di suscitare ilarità, di far scompisciare gli spettatori, nell’immediato dopoguerra, erano costituite da scenette in cui il comico veniva malmenato da un prepotente.
Noi, appena usciti da quel clima triste e di miseria,cercavamo di denegarli, di mettere in soffitta quei comici, di dimenticare loro e quei tempi.
Il comico che usava maggiormente questa tecnica era il grande Totò.
Ricordo, anche perché periodicamente la ritrasmettono periodicamente le varie televisioni, una scenetta in cui mentre il solito prepotente lo picchiava lui rideva, le botte continuavano e lui continuava a ridere. Ad un passante che, stupito, chiedeva: “Ma lui ti massacra e tu continui a ridere? Perché?” “Voglio vedere dove tenta di arrivare, questo stupido”
Anch’io, stamattina mi domandavo dove volessero arrivare con le loro continue e ripetute cavolate, i leghisti. Me lo domandavo leggendo, per una mia personale rassegna stampa quotidiana, gli articoli riportati da Repubblica.
Ve le vorrei riferire. Analizzare e commentare assieme a voi.
Il ministro Bossi, il senatur, discetta su un giornale su un grande uomo di fede scienza e carità, il cardinale Tettamanti.
A lui si rivolge, chiamandolo Onorevole Tettamanti, ponendosi questo quesito:
“Cardinale o Imam”.
Poi ci rivela il suo profondo pensiero.
Sappiamo che il ministro, da giovane ha frequentato la Scuola Radio Elettra, dove notoriamente ci si forma sui sacri testi e si ha accesso ad antichi e preziosi incunaboli. Lì si è formato, da lì derira la sua profonda conoscenza di fede e morale.
Per questo è in di porsi e porci queste perle:
“La gente oltre alla Cristianità da peso alla tradizione (troppo profondo non lo seguiamo) e si sente sicura se la tradizione è rispettata, a rischio se facciamo venire troppa gente che porta le proprie tradizioni. Sono da salvare i simboli della Cristianità, come il presepe”
Il Carroccio gli da man forte:
“Il Cardinale non si occupa di quel che teoricamente dovrebbe interessare di più la Chiesa, come la sentenza Europea sul Crocifisso”
Quindi, cerchiamo di interpretare il Legapensiero,se il Cardinale riempisse di crocifissi tutti i luoghi di Milano, poco importerebbe, poco dovrebbe imporare il radere al suolo i campi Rom.
Se questi uomini venissero privati anche di quel precario riparo,simile alla grotta dove nacque il bimbo della tradizione a loro tanto cara.
Penultima testimonianza quella di Radio Padania.Una Nordica,che bontà sua si dichiara Cristiana, si lamenta ed afferma:”Non abbiamo più guance da porgere”
Noi la comprendiamo, poverina, peccato non ricordi il vangelo.
Glielo rammentiamo.
Un discepolo pone al Maestro una risposta:
“Quante volte bisogna perdonare, Rabbi?”
“Settantasette volte sette”
La inequivocabile risposta.
Per chi conosca,anche superficialmente la cultura ebraica, è chiaro che tale formula, settantasette volte sette, sta ad indicare un numero indefinito se non infinito.
Omologo del detto siciliano: “Pi canusciri na pirsuna cià manciari ‘nsemmula setti sarmi i sali”.
La ciliegina, però, come al solito, l’aggiunge il dentista Calderoli,mio collega alla Commisssione affari Sociali nella X Legislatura.
La sua è un’agghiacciante dichiarazione:”Il Cardinale è come il prete mafioso Siciliano”.
E’ in questo clima che ci rivolgiamo al Rabbi,gli poniamo due domande:
“Dove vogliamo arrivare?”
“Quante volte dobbiamo sopportare”
sperando non ci risponda:
“Settantasette volte sette”.















Umberto Donato
2009/12/10 at 19:13
…Fino a quando, Guglielmo, i nuovi barbari abuseranno della nostra pazienza? Hai ascoltato l’intervento delirante di Berlusconi all’Assemblea del PPE a Bruxelles? Quale soglia di tollerabilità dovrà essere superata prima che gli Italiani si ribellino allo strapotere arrogante e fascista di questo Piccolo Duce??? Un abbraccio.
Umberto Donato
2009/12/10 at 19:21
…rettifico: al Congresso del PPE a Bonn…
guglielmo
2009/12/10 at 20:04
fusse ca fusse