E l’anno sta finendo

da il dicembre 30, 2009 Letto:866 visite
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1528838471Lettera aperta ai miei cari lettori di Fascio…e Martello e “Tropea per amore”

Carissimi,

siamo al rush finale.

Il 2009 sta finendo,si porterà appresso tante brutte cose che vorremmo dimenticare al più presto.

Di alcune ne abbiamo parlato,con articoli che vi erano specificatamente dedicati,altri li abbiamo avuti presenti,come convitati di pietra in tutte le nostre diseguali conversazioni.

Io a scrivere e voi,forse, a leggere e ascoltare.

Ed abbiamo subito la grande crisi con recessione economica correlata,il terremoto dell’Aquila,Scaletta Zanclea e Giampilieri.

Tutte le altre catastrofi,grandi e piccole,che nel nostro disastrato paese,complice l’incuria di politici distratti ed affaristi corrotti,si verificano ad ogni temporale,ogni nevicata,ogni cambio di stagione.

Abbiamo subito la perdita di persone che ci rendevano meno aspro il cammino. Natuzza è salita al cielo in un triste matttino di ognissanti,tenendo per mano un’altra nostra protettrice,Alda Merini.

E vogliamo ricordare anche personaggi minuti,considerati minori,senza importanza,a torto.

Abbiamo perso Carmela Coscino, Carmeleja a Peppininna.

Ma non intristiamoci ulteriormente.

Divento sempre triste durante le feste,non vorrei comunicare a voi questo sentimento.

Papà,che era ragioniere,che i conti li sapeva fare tanto che pretendeva di verificare con la matita se quelli fatti con la calcolatrice erano esatti,mi spiegava che il bilancio si fa con due voci: entrate ed uscite,utili e perdite.

Abbiamo esaminato le perdite,le uscite,ora esaminiamo le entrate,gli utili,per potere emettere un giudizio definitivo sull’anno che se ne va.

Come per tante cose,anche per quanto riguarda il mio bilancio,lo vorrei con voi condividere,farvi partecipare agli eventuali utili,perché lo so mi siete stati vicini e mi avete confortato nel momento in cui subivo delle perdite.

Ed allora,sperando di non dimenticare nulla,cerco di fare un elenco.

Metto tra gli utili,senz’altro lo è,l’incontro con Francesca e Carmelo,i carusi di Fascio….e martello.

Da me conosciuti ed incontrati a Gela il 1 Maggio,nella Chiesa di Santa Lucia il cui Parroco,Luigi Petralia,è un prete antimafia.

Ci siamo subito capiti,al di la della differenza d’età. E’ grazie a loro che ho avuto la possibilità di far conoscere i miei pensieri,le mie emozioni,veicolandole in scritti un po strampalati,ma veri.

Il rincontro con Tropea,che credevo di amare io solo,di un amore disperato e non ricambiato,come tutti gli amori veri.

In Luglio,il 4 luglio, al premio letterario Tropea,ho avuto la possibilità di parlare di me,di sentire il calore della mia gente,dalle cui viscere provengo.

L’amicizia di Caterina,questa giovane maestra,un fiume in piena di domande a volte inespresse,di risposte regalate,di affetto offerto gratuitamente.

Il rincontro con Lucio,vulcanico ed eclettico organizzatore e cultore di Tropeanità che mi ha accolto e spinto a fare ciò che più mi aggradasse.

Mario,l’artista estroso presidente della Pro Loco,capace di commuoversi al ricordo degli anni infantili ed adolescenziali vissuti assieme.

Il professor Lino Daniele,a cui si deve la pubblicazione del libro che tali incontri mi ha procurato.

Il Maestro e poeta Umberto Donato,sarcastico,amaro,ironico,non domo.

Stefano delle Chiaie che con affetto ho abbracciato al Bar du ZZu ‘Ntoni Gattu,lasciatemelo chiamare così,nel riconoscerci,reciprocamente,la nobiltà di combattere per un ideale.

Chi ha dissentito dalle mie idee,come Rosario il giovane,presumo,che mi rimanda al blog di Massimo Caparra per farmi leggere Antonio Socci,a cui consiglio,modestamente e sommessamente,la lettura del Vangelo nel mentre lo prego di scusarmi se gli ho causato scandalo.

A questi,e quanti altri ancora.

E,quindi,come potrei dire che il bilancio non è abbondantemente positivo?

Mio padre,dopo averlo modificato usando,come al solito,la sua matita FABER,mi direbbe che ho sbagliato.

Stringiamo i denti,quindi,ed andiamo avanti.

Sperando solo di continuare ad avere la vostra amicizia e la vostra compagnia per il 2010,vi auguro un ottimo anno nuovo

Federico Guglielmo Lento

Autore:

Nonno della sua stupenda nipote Chiara di 31 mesi,e di zio per il cane beagle di Chiara, Max, di cinque anni. Il tempo libero ,da questi impegni totalizzanti, lo trascorreva in quello che era stato il suo studio professionale,a Gela, in vico ruggeri 8. Lui lo chiamava l’isolachenonc’è (tuttattaccato). Un antro ed una specie di atelier con le mura tappezzate dai quadri del maestro Legname, le scansie delle librerie stipate di libri e di cd di musica latino-americana e di musica da discoteca,prodotta da suo figlio,l’ultimo dei maschi,Luca. A completare la location un impianto multimediale un computer sempre collegato in rete, una scrivania e due poltrone. Una per lui e l’altro per l’amico che a lui si rivolge e richiede, come nella bottega di Eduardo in l’oro di Napoli, saggezza. Il nostro è Federico Guglielmo Lento, già primario ospedaliero e direttore sanitario, deputato alla Camera nella XI e XIII Legislatura, membro del Consiglio d’Europa, docente di Parassitologia medica all’Università di Messina. Non lo speravamo ma, imprevedibilmente ha accettato la proposta di collaborazione ponendo tre condizioni, da lui definite irrinunciabili: 1. Non si sarebbe dovuto discutere di soldi , nel senso che non avrebbe accettato compenso monetario alcuno. 2. Avrebbe scritto se,quando e come avrebbe voluto. Inviando,per mail i pezzi dall’isolachenoncè. 3. Avrebbe firmato i pezzi con lo pseudonimo Onorevole….per caso corrispondente dall’isolachenocè. Queste condizioni, che avremmo potuto definire capestro, le abbiamo dovuto accettare senza proferir verbo alcuno. Dovete sapere che l’Onorevole, benché lo sia solo per caso, non ama essere contraddetto. Qualora si verifichi questo evento, benché cortesemente,tronca la discussione e chi s’è visto s’è visto. Chiaramente , i nostri lettori lo avranno capito,le dichiarazioni di intenti che precedono il corsivo non sono attribuibili alla redazione,ma sono state scritte di proprio pugno dal nostro corrispondente che, come la spada di Brenno, ha buttato sul tavolo delle trattative. Sono da considerare una ulteriore clausola vessatoria impostaci.Conoscendo il carattere e la caparbietà del soggetto abbiamo ritenuto di doverla accettare. Abbiamo fatto bene?Il tempo ed i lettori lo diranno

2 Comments

  1. Umberto Donato

    Umberto Donato

    2009/12/30 at 18:58

    …In questa “partita doppia”, non ragionieristica, ma del cuore, dell’anima e dello spirito…tu, Guglielmo, puoi tranquillamente conteggiare un grosso, grossissimo “attivo di bilancio”…perchè sei una vera e propria BANCA DEI SENTIMENTI…che elargisce tantissimo, ma senza scopo di lucro…Con l’assoluta certezza, però, di ricevere tutto il nostro affetto… di tuoi affezionati lettori ed amici!

  2. Caterina

    2009/12/30 at 21:28

    ……CHE BELLEZZA!

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