I magi non arriveranno. Sono stati fermati alla frontiera

da il gennaio 11, 2010 Letto:591 visite
san_calogero_301

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San Caloriu, i Re Magi e l’Arcivescovo di Agrigento.

Favola Siciliana nella mia calza, quest’anno, ho trovato solo carbone, sarà perché non sono stato abbastanza buono. Ad addolcire e rendere meno cocente la delusione una caramella Rossana,in ricordo, forse, delle caramelle Nugatine che faceva cadere la Madonna, credevo, se io, bambino, con la faccia rivolta al muro, pregavo con fervore. Chiara, la mia nipotina di tre anni, per la prima volta ha appeso la calza alla sponda del letto, ad Agrigento. L’indomani, svegliandosi,l’ha trovata piena. La Befana era passata ed aveva lasciato i suoi doni: un succo di frutta e degli ovetti di cioccolata. I doni avevano reso felice la bimba che me lo aveva comunicato dichiarando che la Befana era stata Brava. Nella stessa Agrigento un altro bimbo, di pochi giorni, sarà rimasto deluso, a lui niente doni. Non glieli avrebbe dovuto portare la Befana ma, secondo tradizione, a lui che era il re del cielo li avrebbero portati tre re astronomi,maghi o meglio Magi, lo avrebbero raggiunto seguendo la cometa ed erano i soliti regali doni: oro, incenso e mirra. Non sono venuti. Lui è rimasto ancora di più al freddo e al gelo. Non sono potuti giungere a lui i Re Magi, sono stati fermati al largo perché non in regola con le leggi sull’immigrazione, senza permesso di soggiorno. Lo ha fatto comunicare l’arcivescovo di Agrigento, Mons. Francesco Montenegro,delegando all’uopo il sacerdote Valerio Landri. Il caritatevole prete ha provveduto a piazzare nel presepe della Cattedrale dedicata a San Gerlando un inequivoco cartello che,in tono burocratico, annunziava non la lieta novella,ma il triste evento: “Si avvisa che quest’anno Gesù Bambino resterà senza regali:i Magi non arriveranno, sono stati respinti alla frontiera assieme agli altri immigrati”. Il solerte prelato,successivamente, si premurava di far sapere con un comunicato stampa che il tutto era stato concordato con l’arcivescovo. Noi lo avevamo sospettato, diciamo pure che ne eravamo certi. L’illustre Presule non è nuovo ad iniziative di questo genere. Uomo di Carità, pastore che si mescola con il suo gregge, lo guida e lo accompagna. Lotta pure assieme a loro come nel caso della battaglia per l’acqua, o contro la chiusura dell’Ospedale, o di un’altra clamorosa iniziativa, nel mese di luglio in occasione dei festeggiamenti per San Calogero.

Allora si verificò un episodio traumatizzante, nell’omelia, il Metropolita, ricordò la probabile modalità dell’arrivo del Santo Negro,a bordo di un barcone, con pochi soldi e senza permesso di soggiorno. Partendo da ciò arrivava alla conclusione che si sarebbe dovuto cacciare dagli altari il Santo,per essere coerenti ed obbedienti alle leggi dello stato. Date a Cesare quel che è di Cesare…. Questa è una favola Siciliana,solo in Sicilia poteva accadere, la vorrei raccontare ad uno, forse a più di uno, che si arroga il diritto di interpretare il pensiero Cristiano,ed imporlo, così trasformato, sì imporlo, a tutti quanti gli altri.

Prima, però, vorrei citare dei passi tratti dal LIBRO, che credo siano funzionali al nostro discorso:

1. Ero straniero e mi avete accolto. (Mt 25,35)

2. Trattate lo straniero che risiede tra di voi come colui che è nato tra voi,tu l’amerai come te stesso. (Deuteronomio 10,19)

3. Quando un forestiero dimorerà presso di voi,nel vostro paese,non gli farete torto (Levitino 19,33) .

Molti i politici che tentano di estorcere il nostro consenso con argomenti che sembrano rifarsi a principi morali etici e religiosi alti,che non condividono,non capiscono e spesso citano solo per sentito dire senza mai averli letti. Che sicuramente non capiscono e non condividono. Così facendo imitano il gelese Arnaldo che faceva il gioco delle tre carte,solo che lui lo faceva per mantenere la famiglia.

Ad un politico in particolare mi voglio riferire nella presente circostanza, al piemontese Cota attuale capo gruppo alla camera della Lega Nord e candidato governatore del Piemonte. Con grande faccia tosta sostiene di essere lui e la sua coalizione il portatore dei valori della civiltà cattolica,non la governatrice Bresso ,i cui principi sono esattamente antitetici. Sia meno arrogante, rilegga o legga il libro,umilmente ascolti la parola dell’arcivescovo di Agrigento, che nel suo schietto parlare ci fa ripensare all’evangelista Matteo: “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”.

Federico Guglielmo Lento

Autore:

Nonno della sua stupenda nipote Chiara di 31 mesi,e di zio per il cane beagle di Chiara, Max, di cinque anni. Il tempo libero ,da questi impegni totalizzanti, lo trascorreva in quello che era stato il suo studio professionale,a Gela, in vico ruggeri 8. Lui lo chiamava l’isolachenonc’è (tuttattaccato). Un antro ed una specie di atelier con le mura tappezzate dai quadri del maestro Legname, le scansie delle librerie stipate di libri e di cd di musica latino-americana e di musica da discoteca,prodotta da suo figlio,l’ultimo dei maschi,Luca. A completare la location un impianto multimediale un computer sempre collegato in rete, una scrivania e due poltrone. Una per lui e l’altro per l’amico che a lui si rivolge e richiede, come nella bottega di Eduardo in l’oro di Napoli, saggezza. Il nostro è Federico Guglielmo Lento, già primario ospedaliero e direttore sanitario, deputato alla Camera nella XI e XIII Legislatura, membro del Consiglio d’Europa, docente di Parassitologia medica all’Università di Messina. Non lo speravamo ma, imprevedibilmente ha accettato la proposta di collaborazione ponendo tre condizioni, da lui definite irrinunciabili: 1. Non si sarebbe dovuto discutere di soldi , nel senso che non avrebbe accettato compenso monetario alcuno. 2. Avrebbe scritto se,quando e come avrebbe voluto. Inviando,per mail i pezzi dall’isolachenoncè. 3. Avrebbe firmato i pezzi con lo pseudonimo Onorevole….per caso corrispondente dall’isolachenocè. Queste condizioni, che avremmo potuto definire capestro, le abbiamo dovuto accettare senza proferir verbo alcuno. Dovete sapere che l’Onorevole, benché lo sia solo per caso, non ama essere contraddetto. Qualora si verifichi questo evento, benché cortesemente,tronca la discussione e chi s’è visto s’è visto. Chiaramente , i nostri lettori lo avranno capito,le dichiarazioni di intenti che precedono il corsivo non sono attribuibili alla redazione,ma sono state scritte di proprio pugno dal nostro corrispondente che, come la spada di Brenno, ha buttato sul tavolo delle trattative. Sono da considerare una ulteriore clausola vessatoria impostaci.Conoscendo il carattere e la caparbietà del soggetto abbiamo ritenuto di doverla accettare. Abbiamo fatto bene?Il tempo ed i lettori lo diranno

One Comment

  1. Umberto Donato

    Umberto Donato

    2010/01/11 at 13:09

    …Anche qui, come su “Tropeaperamore”, ribadisco che la Chiesa di oggi ha assoluto bisogno di sacerdoti di questo tipo se non vuole tradire se stessa nella sua originaria essenza, ma anche, correggimi Guglielmo se sbaglio, per non rinnegare lo spirito innovatore del Concilio Vaticano II…Io sento il bisogno di questi Pastori che sappiano reinfondermi speranza in un mondo migliore…Un abbraccio.

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