L’innocenza certificata

da il aprile 30, 2010 Letto:867 visite
Il ministro Bassanini

Il ministro Bassanini

Ero deputato (non vi seccate amici miei se i miei colloqui con voi sono sempre basati sulla mia personale esperienza,non è colpa mia ma della storia che sempre si ripete) quando il Ministro Franco Bassanini presentò e fece approvare dal parlamento della XIII Legislatura Repubblicana il cosiddetto pacchetto delle norme sulla semplificazione nella pubblica amministrazione.

Da quel momento in poi non era più necessario presentare pacchi di documenti.

Bastava che il cittadino li dichiarasse,li autocertificasse.

Autocertificazione fu il nuovo termine che entrò nel nostro vocabolario,la parola magica che sembrò dovesse semplificarci la vita,farci vivere più felici con meno tribolazioni,si sperava.

In buona sostanza se mi presentavo ad un pubblico concorso non era più necessario che prima mi facessi rilasciare il certificato di nascita o quello di residenza.

Bastava dichiarare,in un foglio sormontato dalla parola magica autocertificazione,sotto la mia personale responsabilità che ero nato a Filadelfia e che risiedevo a Gela.

Per me fu una cosa stupenda.

Io partecipavo compulsivamente a moltissimi concorsi,salvo poi a non accettare il posto vinto,quasi sempre li vincevo quei concorsi.

Il fastidio più grande che mi procurava questa attività era quella relativa alla richiesta dei certificati.

Quello di nascita,in particolare.

Essendo nato a Filadelfia,per caso come per tante cose della mia vita,non avendo alcun parente residente in loco,la cosa era particolarmente,se non difficile,fastidiosa.

Evviva non dovevo più darmi da fare per cercare amici,disturbarli,farmi rilasciare il desiato certificato che attestava come io fossi nato,il 4 agosto 1942 in via Francesco Purita a Filadelfia ,nelle Serre Catanzaresi.

Oggi ho scoperto che qualcuno,più di me,ha goduto degli sforzi e dell’intuizione del Ministro Bassanini che,quale premio per le sue fatiche,ha ottenuto la scomparsa dalla vita politica.

Ad avvalersene è stato nientemeno che un ministro del governo Berlusconi.

Non un ministro qualsiasi.

Il ministro dello sviluppo economico.

Il ministro Claudio Scajola.

Quel ministro defenestrato dal dicastero agli interni,ai tempi,perché pare avesse definito rompicoglioni quel Prof. Biagi,giuslavorista poi ucciso dalle brigate rosse perché non protetto.

Adesso i fatti,nella loro crudezza,senza inutili commenti.

La magistratura,pare quella di Perugia,indaga su quel verminaio di porcherie legate alla protezione civile ed alla ricostruzione del post terremoto.

Sembra che al ministro siano stati dati assegni per novecentomila euro,necessari per l’acquisto di un prestigioso appartamento.

Sembra sia stato trovata traccia di un mucchietto di assegni da ottantamila euro l’uno,che il datore sostiene aver dato al ministro.

Scoppia lo scandalo,i giornali riportano la notizia,il ministro riferisce al consiglio dei ministri e dichiara:

”Sono tranquillo con la mia coscienza”

L’autocertificazione d’innocenza,appunto,in ottemperanza delle leggi Bassanini.

Il premier accetta l’autocertificazione e lo invita ad andare avanti,a difendersi con il coltello fra i denti.

Un piccolo commento,onorevole ministro,da parte di un cittadino che paga tutte le tasse,forse solo perché costretto dal’ineluttabilità di essere pensionato.

Ministro è vero che abbiamo ,come diceva il filosofo,la coscienza morale in noi ed il cielo stellato sopra di noi.

E’ vero che dobbiamo dare conto all’Altissimo,per chi ci crede,il più tardi possibile,s’intende.

Ma non pensa che ci sia anche una giustizia umana a cui dobbiamo dare conto?

Non pensa che ci sia una pubblica opinione che è giusto chieda conto a chi l’amministra o governa?

Anche a legislazione vigente che prevede l’autocertificazione ed a legislazione probabilmente subentrante (Lodo Alfano ter) che prevederà,la sospensione del giudizio in costanza del mandato di Ministro?

Ci pensi e ci dica

Federico Guglielmo Lento

Autore:

Nonno della sua stupenda nipote Chiara di 31 mesi,e di zio per il cane beagle di Chiara, Max, di cinque anni. Il tempo libero ,da questi impegni totalizzanti, lo trascorreva in quello che era stato il suo studio professionale,a Gela, in vico ruggeri 8. Lui lo chiamava l’isolachenonc’è (tuttattaccato). Un antro ed una specie di atelier con le mura tappezzate dai quadri del maestro Legname, le scansie delle librerie stipate di libri e di cd di musica latino-americana e di musica da discoteca,prodotta da suo figlio,l’ultimo dei maschi,Luca. A completare la location un impianto multimediale un computer sempre collegato in rete, una scrivania e due poltrone. Una per lui e l’altro per l’amico che a lui si rivolge e richiede, come nella bottega di Eduardo in l’oro di Napoli, saggezza. Il nostro è Federico Guglielmo Lento, già primario ospedaliero e direttore sanitario, deputato alla Camera nella XI e XIII Legislatura, membro del Consiglio d’Europa, docente di Parassitologia medica all’Università di Messina. Non lo speravamo ma, imprevedibilmente ha accettato la proposta di collaborazione ponendo tre condizioni, da lui definite irrinunciabili: 1. Non si sarebbe dovuto discutere di soldi , nel senso che non avrebbe accettato compenso monetario alcuno. 2. Avrebbe scritto se,quando e come avrebbe voluto. Inviando,per mail i pezzi dall’isolachenoncè. 3. Avrebbe firmato i pezzi con lo pseudonimo Onorevole….per caso corrispondente dall’isolachenocè. Queste condizioni, che avremmo potuto definire capestro, le abbiamo dovuto accettare senza proferir verbo alcuno. Dovete sapere che l’Onorevole, benché lo sia solo per caso, non ama essere contraddetto. Qualora si verifichi questo evento, benché cortesemente,tronca la discussione e chi s’è visto s’è visto. Chiaramente , i nostri lettori lo avranno capito,le dichiarazioni di intenti che precedono il corsivo non sono attribuibili alla redazione,ma sono state scritte di proprio pugno dal nostro corrispondente che, come la spada di Brenno, ha buttato sul tavolo delle trattative. Sono da considerare una ulteriore clausola vessatoria impostaci.Conoscendo il carattere e la caparbietà del soggetto abbiamo ritenuto di doverla accettare. Abbiamo fatto bene?Il tempo ed i lettori lo diranno

3 Comments

  1. Umberto Donato

    Umberto Donato

    2010/05/01 at 13:02

    …Sul ras ligure in questione ci sono dei riscontri oggettivamente schiaccianti…Eppure ha l’impudenza di negare l’innegabile…Figlio dei tempi e tempo delle figlie…mah!!!

  2. Caterina

    2010/05/01 at 15:29

    Vedrete: anche lui non avrà un minuto di titubanza a farsi giudicare dai tribunali italiani!!! Prenderà esmpio dal suo capo!!!

  3. Luciano Vullo

    2010/05/02 at 21:48

    Siamo proprio dei rompiscatole…..Volete mettere la parola di un ministro del cavaliere eccellente sullo stesso piano di un meschino inquisitore? Se Berlusconi si autoproclama Santo è santo. Se un suo ministro ha la coscienza a posto non bisogna turbarlo. Scaiola è proprio un puro, un verginello immacolato come il capo. Dovremmo essere felici di venerare tanto candore e amore del prossimo.

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