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Gli ultrasuoni spodestano i profilattici
Girovagando un pò su interent, alla ricerca di qualche cosa di nuovo da scrivere, ho trovato un articolo alquanto interessante non solo a livello scientifico, ma anche a livello sociale e…sessuale.
Si direbbe che un team di ricercatori della “University of North Carolina” stia mettendo a punto un tipo di contraccettivo per il sesso maschile che non si basa sugli ormoni, bensì sulla scarica di ultra-suoni nei cosiddetti testicoli. Pare che sia in grado di fermare temporaneamente (circa 6 mesi) la produzione degli spermatozoi.
Un procedimento comunque sicuro e reversibile, poichè alla scadenza del sesto mese, il maschio ritorna di nuovo fecondo e capace di poter procreare.
Avverrebbe una grande ed importante rivoluzione con effetti che porteranno a un nuovo cambiamento alla base del rapporto sessuale tra sessi diversi.
James Tsuruta, al capo della ricerca, ha dichiarato al Times che si tratta di nuovo contraccettivo economico, affidabile, senza l’uso più di terapie ormonali.
I ricercatori hanno già testato la tecnica sui topi, ottenendo dei risultati soddisfacenti e, grazie alla Bill e Melinda Gates Foundation, con un finanziamento di ben 100mila dollari, potranno sperimentare finalmente la terapia anche sull’uomo. Gli studiosi affermano che sarà un trattamento indolore, addirittura capace di produrre una sensazione di piacere e di calore (i soliti fortunati!).
Pareri positivi da questi risultati provengono anche dal nostro stivale, in particolare dal Prof. Giovanni Colpi, direttore dell’unità di Andrologia dell’ospedale di San Paolo di Milano, il quale sostiene che la nuova tecnica anti-concezionale sia una grande risposta dopo 35 anni di domande irrisolte. Una esperienza medica comunque non del tutto nuova, in quanto l’utilizzo degli ultrasuoni come anti-concezionali sia stato sperimentato negli anni ’70 dal professor Fahim, e inoltre testato in pazienti con cancro alla prostata.
Sebbene sia una tecnica buona per prevenire la moltitudine di nascite, specie nei paesi del terzo mondo, non si è ancora risolto il più grande problema che invade la sfera sociale, ossia la trasmissione sessuale di malattie molto gravi, come l’Hiv ad esempio. Il che ovviamente richiede un’ulteriore e altrettanto approfondita ricerca da parte degli studiosi, che speriamo ottengano a breve risultati rilevanti al riguardo.














