La campagna elettorale per le elezioni amministrative riberesi continua a riservare colpi di scena. Lo scenario è quello di una competizione elettorale viziata alla radice da quello che i responsabili di S.O.S Democrazia definiscono “un colossale imbroglio e da un raggiro sostanziale della legge”.  Cerchiamo di capire perchè.

Sul banco degli imputati l’Udc e i suoi dirigenti. Il partito dell’On.le Ruvolo avrebbe inferto un colpo basso alle regole democratiche. Se è vero, infatti, che le elezioni sono il cuore pulsante della democrazia, dobbiamo ritenere che, a Ribera, i principi democratici hanno probabilmente subito un attacco mortale.Il vulnus democratico si è verificato al momento della presentazione delle liste elettorali quando l’Udc decide di affiancare a Carmelo Pace, candidato unico e nipote dell’On.le Ruvolo, un candidato per non avere problemi di quorum. Si tratta di Lillo Smeraglia, esponente di spicco dello stesso partito.

A dissolvere ogni dubbio la composizione della lista di consiglieri collegata al “candidato” Smeraglia che annovera, tra gli altri, la mamma, la moglie e il cognato dell’altro candidato Carmelo Pace e l’ammissione della circostanza in televisione e sui palchi da parte dello stesso Pace e dei dirigenti Udc.

Dove sta lo scandalo?

Se così effettivamente fosse sarebbe palese il raggiro effettuato nei confronti della normativa elettorale. La legge prescrive che in caso di candidato unico le elezioni siano valide solo se si reca alle urne almeno il 50% più uno degli aventi diritto a e prevede altre importanti guarentigie democratiche. La legge impone, quindi, che i cittadini abbiano la possibilità di scegliere se eleggere o meno il candidato unico. La predisposizione del secondo candidato  e della relativa lista impedirebbero così qualsiasi tipo di competizione democratica e consegnano, di fatto, la carica di sindaco prima del voto.

La reazione popolare si è concretizzata nella costituzione di un comitato cittadino apartitico dal nome emblematico: “S.O.S democrazia”. I ragazzi del comitato hanno fin da subito esposto il loro striscione di protesta ad ogni comizio pubblico. Lunedì scorso l’epilogo doloroso. I manifestanti di “S.O.S democrazia” vengono aggrediti mentre espongono il loro striscione ad un comizio di quartiere. Una persona prima li insulta pesantemente e poi cerca di passare alle mani. Prontamente respinto da un ragazzo del comitato torna alla carica minaccioso riuscendo, questa volta, a danneggiare il supporto dello striscione.

Un aspetto della vicenda che produce i brividi è che i comizianti, dopo un attimo di esitazione, hanno continuato la loro oratoria e si sono ben guardati dal condannare o prendere le distanze da quel gesto violento.

Sul palco erano presenti oltre ad alcuni candidati al consiglio comunale, il candidato a sindaco Carmelo Pace ed anche l’On.le Giuseppe Ruvolo.

La violenza non è mai accettabile, la redazione di Fascio e Martello esprime piena solidarietà ai manifestanti, con la speranza che tra le parti possa iniziare un dibattito civile. Se qualcuno volesse replicare, ovviamente, siamo pronti ad accoglierlo.

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