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Rigassificatori e aiuti di Stato: la Commissione apre un’indagine
A maggio ho presentato un’interrogazione scritta alla Commissione relativa ad una presunta violazione da parte dello Stato italiano per ciò che riguarda le agevolazioni concesse per la costruzione dei rigassificatori, in particolare l’impianto di Porto Empedocle. A tal proposito ho sostenuto e dato voce alla denuncia del comitato “Salviamo la Valle dei Templi” e di altri cittadini che avevano posto la questione con una petizione alla Commissione, senza ricevere però risposta.
Le notizie positive a tal proposito sono due. La prima che a seguito dell’interrogazione la Commissione ha inviato tempestiva comunicazione ai cittadini che avevano promosso la denuncia. La seconda è che nella risposta che ho ricevuto la Commissione riferisce che ha avviato un’indagine per valutare se vi sia una violazione dell’art. 107, par. 1 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea relativo agli aiuti di Stato. Sta attendendo infatti i documenti che ha richiesto alle Autorità italiane per valutare meglio la situazione e assicura che “perseguirà fattivamente la questione e che, a tempo debito, informerà i denuncianti circa la posizione adottata”.
Inoltre, come richiesto alla Commissione, riceverò tutti i documenti interni relativi alla procedura e ne renderò tempestivamente conto attraverso il blog in maniera tale da renderle accessibile.
Di seguito il testo della risposta della Commissione
E-4831/10IT
Risposta di Joaquín Almunia a nome della Commissione (12.08.2010)
Nel 2009 la Commissione ha ricevuto due denunce relative al meccanismo previsto all’articolo 13, paragrafo 2, della delibera 178/2005 dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, il cui obiettivo è incentivare la costruzione e il miglioramento degli impianti di rigassificazione. A parere dei denuncianti, detto meccanismo costituisce un aiuto di Stato illegale.
Nell’ambito dell’indagine sugli aiuti di Stato relativa alle denunce suddette, registrata con riferimento CP 81/2009, la Commissione ha trasmesso alle autorità italiane una versione non riservata delle denunce e, al momento, attende le osservazioni dell’Italia in merito, che dovrebbero pervenire alla DG Concorrenza della Commissione nell’agosto 2010.
In questa fase dell’indagine non è possibile prevedere, nemmeno a titolo indicativo, una data entro la quale la Commissione avrà completato l’esame delle denunce, dato che la durata di un’indagine dipende da molti fattori, tra cui la rapidità con cui lo Stato membro fornisce le informazioni, la completezza di tali informazioni e la complessità della questione in esame. Inoltre, nell’interesse generale dell’UE, la Commissione può assegnare diversi gradi di priorità alle denunce che le vengono sottoposte .
In merito al contenuto della misura (ricavi garantiti per i nuovi impianti di rigassificazione), viste le informazioni limitate di cui dispone in questa fase e lo stadio effettivo di avanzamento dell’indagine, la Commissione non è al momento in grado di esprimersi sulla sua possibile configurazione come aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE.
La Commissione può tuttavia assicurare all’onorevole parlamentare che perseguirà fattivamente la questione e che, a tempo debito, informerà i denuncianti circa la posizione adottata.
Per quanto riguarda la richiesta dell’onorevole parlamentare di accedere alla documentazione prodotta dalla Commissione nel corso dell’indagine, essa sarà evasa dai servizi competenti, conformemente al regolamento (CE) 1049/2001 .








