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Antinoro e i voti della mafia

da il settembre 20, 2010 Letto:599 visite

Come ricorda Umberto Lucentini sull’Espresso, il 4 ottobre inzierà a Palermo il processo in cui è imputato per voto di scambio con la mafia un volto noto della politica siciliana nonchè, ahimè, mio collega al Parlamento Europeo, ovvero Antonello Antinoro, eletto con l’Udc. L’uomo di Totò Cuffaro e Saverio Romano è accusato di aver pagato 3.000 euro al clan di Resuttana di Palermo per un pacchetto di 60 voti per le elezioni regionali dell’aprile del 2008.

Ad aspettare Antinoro, sembra esserci una condanna scontata, visto anche il processo parallelo in cui erano imputati i quattro boss cui Antinoro si sarebbe affidato sono stati condannati per mafia e voto di scambio. Nelle motivazioni della sentenza il Gip Mario Conte scrive:

Non appare minimamente in discussione l’esistenza di un accordo tra gli odierni imputati, Antonino Caruso, Agostino Pizzuto, Vincenzo Troia e Antonino Genova, nella qualità di rappresentanti della famiglia mafiosa della zona, ed il candidato Antinoro, avente ad oggetto la corresponsione della somma di tremila euro in cambio di sessanta voti“.

A leggere queste parole mi sembra abbastanza scontato che presto ospiteremo a Bruxelles il primo condannato per scambio di voti con la mafia. Un primato che sicuramente darà visibilità e prestigio all’Italia, che nella formazione dei condannati schiera già in attacco Aldo Patriciello, Mario Borghezio e Vito Bonsignore. Una terna offensiva che Berlusconi comprerebbe in toto per il suo Milan. Si profila all’orizzonte una situazione tale che mi spinge a premere sull’acceleratore del progetto Parlamento Europeo Pulito, a cui lavoriamo già dal maggio 2009, e di cui siamo riusciti a far accettare all’ufficio di presidenza una dichiarazione scritta sulla quale stiamo cercando di trovare un consenso all’interno dei vari gruppi parlamentari. In Europa, almeno in Europa, non vogliamo condannati, chiediamo troppo?

Tornando al nostro eroe e collega siciliano, ad inguaiarlo ci sono le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Michele Visita: “Ho partecipato a riunioni a scopo elettorale di fronte a casa di Agostino Pizzuto, da un dottore del quale non ricordo il nome, dove è venuto Antinoro, ed erano presenti Troia figlio e padre, Pizzuto, Caruso ed il dottore di cui sopra. La prima volta si discusse del fatto che noi della famiglia di Pallavicino avremmo dato voti in cambio di 5 mila euro. Ricordo che Troia ed il Pizzuto parlavano con il dottore e l’Antinoro aderì alla richiesta. [...] Questi due incontri sono avvenuti prima delle elezioni del 2008. Il dottore diede al Pizzuto, portandogli direttamente a casa, anche dei volantini”.

Anche Manuel Pasta, altro uomo dei clan, riconosce Antinoro in una foto e dichiara: “Alla foto 30 riconosco il dottor Antinoro. Preciso che la conoscenza è dovuta chiaramente al fatto che è uomo pubblico e non lo conosco direttamente. So però che la famiglia Genova lo ha sempre appoggiato e che durante le elezioni fece avere 3.000 euro come acconto per la famiglia di Resuttana e doveva dare successivamente un altro saldo di 6-7.000 euro e che questi soldi dovevano essere giustificati come soldi di attacchinaggio e spese di campagna elettorale“.

Cari colleghi del Parlamento Europeo, preparate l’emiciclo, addobbatelo a festa e indossate le vesti più belle, tra qualche tempo forse tornerà in mezzo a noi Antonello Antinoro, fregiato del titolo di “disonorevole italiano”. Da parte mia le più sincere scuse.

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