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Contro Tantillo su mancata votazione “anagrafe degli eletti”: uno dei punti più bassi della politica cittadina
Trovo scandaloso il comportamento del capogruppo della ex maggioranza relativa a palazzo delle Aquile.
Cosa teme, chi vuole coprire o cosa vuole nascondere?
Credo che la votazione della mozione presentata da IdV a sostegno dell’anagrafe pubblica degli eletti sia quanto di più trasparente ed etico un consigliere comunale sia chiamato a fare nei confronti del proprio elettorato e della cittadinanza tutta.
L’idea di base, lanciata da una campagna radicale nel 2008, è quella di pubblicare su internet i dati riguardanti le presenze, lo svolgimento dei lavori, i risultati, gli stipendi, gli emolumenti, le consulenze, i pagamenti, di tutti i politici eletti e di tutte le persone che ricoprono un ruolo politico pubblico.
Noi dell’idv crediamo nella responsabilità politica e forti della nostra storia e del nostro impegno chiediamo a gran voce che venga consentito a Palermo di sapere da chi e come è amministrata.
Ieri la baruffa tra me e Tantillo che ci ha impedito per la seconda volta di votare un atto così importante ha segnato uno dei punti più bassi della politica palermitana.
Un amministratore pubblico non può pensare che i cittadini che sono destinatari dei provvedimenti da lui votati debbano restare all’oscuro del proprio comportamento.
Chiederò ogni giorno, di qui alla chiusura della consiliatura, la votazione della nostra mozione e invito tutti coloro che non hanno nulla da nascondere e che ritengono etico spiegare ed approfondire ogni punto che i cittadini vogliono chiarito ad unirsi a noi in questa battaglia di civiltà e trasparenza.
Sono certo di interpretare il pensiero dell’intero centro sinistra e della stragrande maggioranza dei cittadini palermitani ormai stufi di questa classe politica.
Noi non apparteniamo alla casta ma alla gente per cui non abbiamo nulla da nascondere.










