I Giovani Democratici di Palermo scrivono al Presidente Lombardo

da il ottobre 10, 2010 Letto:845 visite
gd palermo

On. Presidente della Regione Siciliana

Le scrivo in quanto, come certamente Ella saprà bene, giovedì 14 ottobre approderà alla Camera dei Deputati il DDL Gelmini di riforma del sistema universitario italiano.
Le confesso che mi risulta molto fastidioso utilizzare il termine “riforma” di fronte al caos nel quale è stato cacciato il sistema universitario nazionale e di fronte agli effetti già prodotti dalla 133 lo scorso anno. La riforma Gelmini in discussione nei prossimi giorni alla Camera dei Deputati si inserisce perfettamente in questo contesto di disinvestimento complessivo nel sistema formazione. L’università diventerà un luogo antidemocratico, in cui tutto il potere sarà incentrato nelle mani del Rettore, che dovrà tra l’altro nominare soggetti privati nel Consiglio di Amministrazione. Le rappresentanze studentesche saranno ridimensionate. I ricercatori che verranno assunti avranno una carriera precaria ed a tempo determinato, e per quanto riguarda quelli che oggi reggono la nostra offerta formativa sembrano non esserci chance di carriera.

Onorevole Presidente, l’Università rappresenta oggi un nodo nevralgico nella strategia di ripresa del Mezzogiorno d’Italia. L’accesso ai saperi, gli investimenti in ricerca, ma soprattutto il ruolo di traino e di punto di riferimento che un Ateneo deve avere per il territorio ci portano a dire che l’approvazione del DDL Gelmini comporterebbe un danno gravissimo per le Università siciliane. Sulla base dei criteri “meritocratici” di assegnazione dei fondi premiali, gli atenei considerati virtuosi e quindi premiati con fondi aggiuntivi sono stati Bologna, Padova, Milano e Trento. Un’ennesima beffa, in assenza di sussidi adeguati alla mobilità studentesca, per tutti i giovani siciliani che loro malgrado non hanno la possibilità di andare a studiare oltre lo stretto. E’ chiaro che (come in parte è già oggi) studiare in Sicilia non sarà una scelta ma un ripiego per chi non può fare altrimenti, e le nostre università diventeranno atenei di serie B. È forse un sistema basato sulla solidarietà nazionale quello che immagina di giudicare gli Atenei (e conseguentemente tagliare le risorse) sulla base dell’occupazione prodotta tra i laureati? È un sistema sano quello che vuole giudicare i ricercatori sulla base dei risultati delle loro ricerche e poi per funzionare ha bisogno di sottrarli alla loro funzione per mandarli a supplire alle carenze didattiche? È giusto penalizzare gli atenei con molti studenti fuoricorso senza che questo dato sia ponderato sulla base del fatto che nelle università del sud ci sono molti più studenti lavoratori, e quindi molti meno studenti a “tempo pieno”? È un sistema moderno quello che vede uno dei più bassi investimenti in ricerca in rapporto al PIL e che non riconosce la centralità del Diritto allo Studio nel sistema formativo?

Vede, on. Lombardo, le sfide che abbiamo davanti sono molte ed il bene della Sicilia non si determina soltanto a Palazzo d’Orleans. Siamo nella fase in cui le contraddizioni del sistema sono esplose e si stanno gettando le basi per voltare davvero pagina. La revoca della gara per la costituzione dei termovalorizzatori voluti dal precedente governo è un passo importante, ma nullo se non supportato da una seria politica che metta al centro la raccolta differenziata. Lo stop al grande affare della gestione privata della distribuzione dell’acqua può essere un passaggio epocale soltanto se dalle parole si passerà in tempi brevi ai fatti. L’utilizzo dei fondi strutturali per immaginare una seria politica infrastrutturale che dia alla nostra Regione una prospettiva moderna è un tema ormai ineludibile. L’abolizione delle province, ma in generale il tema della razionalizzazione della spesa pubblica, rappresentano una delle sfide più alte al sistema incrostato e pachidermico che frena la crescita della nostra Regione. Ma una politica così determinata è monca se non ha il coraggio di andare fino in fondo!

Il Partito Democratico, decidendo di sposare questa scelta innovatrice, ha assunto parecchi rischi, specie verso il proprio elettorato. Ma la politica, quella vera, quella che non teme di misurarsi con la sfida del cambiamento, è fatta di rischi. Me lo lasci dire tuttavia, anche il Movimento che Lei rappresenta dovrà assumersi l’onere di una scelta netta, come fatto in alcuni passaggi parlamentari. Aiuti l’opposizione al DDL Gelmini, aiuti il sistema universitario italiano ed in particolare siciliano, neghi i voti dei parlamentari del Movimento Per l’Autonomia a questo disegno scellerato di smantellamento del sistema formativo italiano!

Giovanni Pagano
Segretario Giovani Democratici Palermo

Blog

Autore:

Profilo generico del blog fascioemartello.it

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>