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L’interrogazione: il Papa a Palermo, violati principi fondanti dell’UE

da il ottobre 16, 2010 Letto:319 visite

Pubblico qui di seguito l’interrogazione parlamentare che ho presentato alla Commissione Europea sulla visita del Papa a Palermo il 3 ottobre scorso, durante la quale sono avvenute gravi violazioni della libertà di espressione e di principi fondanti dell’UE. Sempre a questi gravi fatti ho dedicato il mio “one minute speech” alla seduta plenaria di mercoledì 6 ottobre.

Premesso che:

- nella giornata di domenica 3 ottobre il Papa Joseph Ratzinger si è recato a Palermo (Sicilia) in visita pastorale;

- da quanto risulta già durante il vertice per l’ordine pubblico in Questura era stato dato ordine ai dirigenti di polizia di prestare attenzione agli atti anche non violenti di dissenso (es. ‘gesti con le mani’);

- le forze dell’ordine, presidiando la città per mantenere l’ordine, hanno anche controllato innocui striscioni e ne hanno addirittura fatto rimuovere uno con un intervento dei vigili del fuoco a mezzo di scale mobili sul quale era riportata una frase tratta dal Vangelo (“La mia casa è casa di preghiera, ma voi …ne avete fatto una spelonca di ladri”);

- all’interno della libreria “Altroquando”, una delle librerie storiche di Palermo, il titolare aveva affisso, dietro il vetro della porta, uno striscione ironico con la frase “I love Milingo”, in riferimento al vescovo zambiano dimessosi dallo stato clericale nel 2009;

- alcuni dirigenti della DIGOS (Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali della Polizia di Stato) sono entrati nel locale privato e hanno preteso di rimuovere lo striscione, ovviamente senza alcun mandato da parte dell’autorità giudiziaria;

- i dirigenti della Digos hanno tentato di rimuovere anche altre locandine e piccoli poster nella libreria, per esempio uno su cui c’era scritto soltanto “papamobile”, minacciando il titolare di portarlo in questura;

- il tutto è stato ripreso con un telefonino ed è riportato in questi giorni nelle principali testate giornalistiche nazionali;

- secondo quanto riportato dagli organi di stampa le persone che hanno esposto tali striscioni risulterebbero essere state identificate e denunciate (la Procura di Palermo starebbe verificando se nel contenuto di manifesti e striscioni siano ravvisabili gli estremi di qualche reato);

Si chiede alla Commissione:

  • se questo caso non configura una violazione grave dell’art. 2 del TUE, dell’art. 7 (relativamente al rispetto del proprio domicilio), dell’art. 10 (libertà di pensiero, coscienza e religione) e dell’art. 11 (libertà di espressione) della Carta dei diritti fondamentali dell’UE;
  • se ritiene di dover intervenire, domandando informazioni più approfondite sull’accaduto allo Stato italiano.

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