Si è concluso il processo contro le estorsioni nel quartiere Noce di Palermo. Sono otto condanne per  un totale di circa ottanta anni di carcere, sei le assoluzioni.
Ad emettere la sentenza è stata la terza sezione del Tribunale di Palermo, collegio presieduto da Vittorio Alcamo, a latere Lorenzo Chiaramonte e Salvatore Fausto Flaccovio, dopo otto ore di camera di consiglio. Le condanne riguardano, Pierino Di Napoli, “boss” del quartiere che ha avuto 18 anni, in continuazione con altre sentenze di condanna, altri tre mafiosi e tre commercianti che non avevano ammesso di avere pagato il pizzo: questi ultimi sono Tommaso La Rosa, Natale De Caro e Giovanni Ottaviani, che hanno avuto otto mesi ciascuno. Gli altri condannati sono Eugenio Rizzuto, che ha avuto 15 anni, Salvatore Alfano, Giovanni Vitrano e Pietro Di Maio, condannati a 12 anni ciascuno, per mafia ed estorsioni.

Assolti gli impuntati Antonino Vernengo (la proposta in questo senso era stata avanzata dagli stessi pm Maurizio De Lucia e Roberta Buzzolani) Fabio Chiovaro e Francesco Picone.
Scagionati anche i tre commercianti Salvatore Castelllo, Giovanni Scimone e Alessandro Buscemi. Riconosciuto il diritto al risarcimento del danno per le parti civili costituite: Addiopizzo, la Federazione antiracket, Sos Impresa, Confcommercio e Confindustria, oltre alla Provincia di Palermo, che avranno una provvisionale di 40 mila euro ciascuna.
I commercianti condannati dovranno risarcire anche Addiopizzo e Fai con 500 euro ciascuno; una cifra simbolica di 1.000 euro a testa dovrà essere versata anche in favore della Provincia.
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