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SEL chiede al governo regionale una commissione di accesso a Catania

da il maggio 23, 2011 Letto:830 visite
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Si è svolta oggi , alle ore 11, presso i locali dell’associazione Itaca, organizzata dalla federazione catanese di Sinistra Ecologia Libertà, la conferenza stampa sul tema:
Scandalo servizi sociali: dopo richiesta di imputazione coatta per il reato di abuso di ufficio all’attuale sindaco Stancanelli ed altri funzionari pubblici, Sinistra Ecologia Libertà chiede al governo regionale una commissione di accesso nei comuni di Catania, Misterbianco e Paternò.

Sono intervenuti alla conferenza stampa Marcello Failla, responsabile commissione territorio e Giolì Vindigni, coordinatore provinciale di Sinistra Ecologia Libertà, che hanno reso noto l’ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari di procedere alla” l’imputazione coatta per il reato di abuso di ufficio all’attuale sindaco Stancanelli “ ed altri funzionari pubblici, coinvolti nello scandalo delle gare d’appalto dei servizi sociali di Catania, Misterbianco e Paternò, “per una condotta posta in essere al di fuori di ogni schema di legalità e di ogni interesse pubblico, finalizzata ad un indebito utile soggettivo.”

“L’ordinanza del GIP, “hanno detto Failla e Vindigni”, viene motivata con un elenco di atti delittuosi che giustificano l’imputazione di abuso di ufficio e di peculato.

In particolare il GIP ha contestato all’allora assessore regionale Stancanelli, oggi sindaco di Catania, “di avere designato, ed al dirigente comunale Camerini di avere nominato, nel febbraio 2006, i componenti le commissioni esaminatrici in violazione di criteri di legge. Veniva, in particolare, prospettata la violazione dell’art. 21 L. R. n. 7/2002 e della L. n. 328/2000, sui criteri di nomina dei componenti le commissioni di aggiudicazione delle gare d’appalto dei servizi assistenziali, su Catania e Misterbianco”, ed in particolare i Centri Diurni Anziani di Catania e Misterbianco, il Centro Diurno Diversabili, ed il Centro Diurno Minori, nonché per la gara telesoccorso del Distretto 16.

Dal fax della segreteria politica dell’odierno sindaco di Catania, infatti, partivano le segnalazioni che il dirigente del servizio Camerini trasformava prontamente in nomine.

Poco importava che i segnalati fossero del tutto incompetenti ed estranei al settore dei servizi sociali e che le nomine avvenivano in violazione dell’art. 7 del D.L.vo n. 165/2001 e dall’art. I commi II e 42 L. 30.1 2.2004 n. 311 (legge finanziaria 2005, contenente principi di contenimento della spesa anche per gli enti locali) e nonostante il “ divieto di legge di fare ricorso, quali esperti, a componenti esterni alla PA di appartenenza, a tutela delle norme in materia di spesa pubblica.”

Con quelle nomine venivano, infatti ricambiati favori politici, come confermato dalle dichiarazioni di alcuni imputati, a componenti le segreterie politiche, consiglieri comunali o semplici candidati dei partiti del centro-destra.

Inoltre appare gravissimo che a dipendenti comunali siano stati liquidati onerosi compensi in aperta violazione del ” principio di onnicomprensività della retribuzione”, attestando falsamente “che si trattava di mansioni ulteriori rispetto alle mansioni ordinarie, mentre si trattava di mansioni richieste dalla stessa amministrazione di appartenenza e, quindi, non ulteriormente retribuibili.”: in tal modo centinaia e centinaia di migliaia di euro furono distratti dai servizi sociali e dal sostegno ai soggetti più deboli della società, per essere destinati a compensi illegittimi e del tutto clientelari.

Questa gestione privatistica e clientelare della cosa pubblica non è più tollerabile.

Accanto al livello giudiziario, che farà il suo corso, è indispensabile attivare le forme di controllo e di verifica proprie delle istituzioni.

In tal senso, “hanno concluso Failla e Vindigni”, Sinistra Ecologia Libertà ha chiesto all’assessorato regionale agli enti locali di predisporre subito una commissione d’accesso per verificare la correttezza di tutta la scandalosa vicenda, a partire dall’aggiudicazione degli stessi appalti riguardanti i servizi sociali, sui quali, considerata la composizione clientelare e priva di competenza delle commissioni aggiudicatrici, ci sono tanti legittimi, dubbi.”

slovbrat

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