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La protesta contro la casta corre sul web. “Siamo pronti a scrivere a Napolitano”

da il agosto 18, 2011 Letto:595 visite
ars

Cresce il numero dei siciliani che attraverso Internet hanno creato gruppi di mobilitazione per contestare i costi della politica. In cantiere anche una missiva per il presidente della Repubblica. “Ma i deputati regionali non rinunceranno ai loro privilegi”
di CARMELO CARUSO. Repubblica Palermo del 17/08/2011

“La Sicilia deve dimezzare il numero dei deputati regionali”. Sul web nascono gruppi e movimenti. E c’è chi pensa di scrivere a Napolitano. “Più che uno statuto è diventato un salvagente per galleggiare nel mare dei privilegi. Sanno soltanto usarlo a convenienza. Ma come si fa a parlare di scelte illiberali, come quel deputato (Guglielmo Scamacca della Bruca ndr) quando ci sono paesi che non hanno neppure l’acqua in Sicilia? Alla fine non recepiranno la manovra e si faranno scudo delle loro prerogative”.

Mobiliterebbe un’isola, Antonio Passalacqua, lui che si accontenta di mobilitare la sua città sul sito “Mobilita Palermo”, eppure quando si parla di manovra e del rischio che l’Ars possa non recepire la norma che impone il taglio dei deputati da 90 a 50, sbotta: “No, non ridurranno il numero dei deputati. I tagli fatti dall’Ars, finora sono stati solo di facciata. Dovrebbero cominciare davvero a tagliare le loro indennità in silenzio”.

Insomma, passa dall’Ars la decisione di recepire la manovra che si appresta ad essere presentata in Parlamento e che di fatto porterebbe a un ridimensionamento del numero dei parlamentari dell’Ars. Anche se i più stentano a crederci, soprattutto tra chi incendia il web con i link che smascherano quella che per loro rimarrà sempre una casta “indifferente”, come la definisce Serena Potenza di “Forchette rotte”: “Non possono dire: non lo facciamo. Scherzano? Non dovrebbero esitare un istante. Va bene un rimborso,
ma la politica è vocazione e rinuncerei perfino io – sempre Serena – alla mia indennità di consigliere di circoscrizione. Se non dovessero recepire la manovra, scriveremo al presidente Napolitano. Ne sono certa, questa volta una protesta del genere ci unirebbe tutti, intendo sia i ragazzi di destra che di sinistra”.

Usano invece la penna quelli del “Movimento 5 Stelle” di Beppe Grillo con la convinzione che sarebbe “una buffonata non recepire una legge nazionale”, come per Riccardo Nuti che a proposito dei costi fa sua l’idea del movimento: “Raccogliamo firme per chiedere la rendicontazione di tutte le spese dell’Ars, ridurre l’indennità lorda a 6 mila euro e calcolare le spese dei trasporti partendo dai consumi di un’auto di piccola cilindrata. Manifesteremo in piazza se non dovessero fare loro qualcosa che addirittura avrebbero dovuto fare già prima”.

“E se semplicemente ci adeguassimo all’Europa?”, si chiede Alessandro Bruno, di “Palermo indignata”. “La media europea è di 4 mila euro, – dice Bruno – si va dalla Svizzera dove l’attività politica non è retribuita alla Germania dove l’indennità media si aggira appunto sui 4 mila euro. Ma nessuno raggiunge i livelli dell’Isola. La manovra è appunto il banco di prova, anzi sarà l’esame siciliano. Intanto noi pensiamo a dei flash mob, di sicuro qualcosa faremo”.

E neppure i colori chiari del Portogallo, dove è stato insieme ai suoi amici, fanno desistere Carmelo di Gesaro di “Fascio e Martello” dalla polemica: “È giusto percepire uno stipendio, non si chiede di rinunciare in toto all’indennità, ma la finiscano di usare lo statuto per eludere i problemi. L’autonomia ci ha solo danneggiato, almeno per come l’abbiamo intesa”. Prendono invece tempo i coordinatori dei movimenti giovanili di partito, “un attimo, può richiamare dopo”, ma neppure loro possono fare a meno di chiedere un esempio: “Sì, ci vuole l’esempio da parte dei deputati regionali, anche se il governo Lombardo con i suoi sottogoverni…”.

Ma protestereste o no? “Perché no – dice Duilio Pecorella, coordinatore di Giovane Italia, movimento del Pdl – Non dimentichiamo che siamo stati i più critici nei confronti della classe dirigente siciliana”. E pure per Salvo Nicosia, segretario regionale dei Giovani democratici, anche lui in vacanza, ridurre è una necessità. “Allora posso dire che se non verranno segni di discontinuità anche noi sposeremo la protesta, sarà una battaglia nostra anche per contrastare l’antipolitica”, conclude Nicosia.

(17 agosto 2011)

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