canottieraGuardando in questi giorni la tv, e precisamente il buon Alfredo Lo Bianco del Grande Fratello, che non è un titolo nobiliare, ma quella pessima trasmissione per guardoni su canale cinque, mi sono ricordato di un viaggio fatto nell’ormai lontano 2001. Ero nel corso principale di Modena , non mi ricordo il nome della strada in questo momento, quando vidi 4 tipi dall’espressione tipicamentente familiare. Mi avvicinai in religioso silenzio e cercai di capire. Ad un tratto udii quelle graziose e soavi vocine gracchianti, a mo di radio che non prende frequenza, proferire le paroline magiche “CHI EEEEE? MA CHI STA RICIENNU! MA CHI A MINCHIA!” (il maiuscolo rappresenta l’urlato). A quel punto ricollegai tutto e fui “felice”. Mi sentii proprio a casa…

Fu così che imparai a riconoscere il PALERMITANO EMIGRANTE che adesso proverò a standardizzare.

corpoStatura: E’ una delle variabili più difficili per standardizzare il profilo, dai 15 ai 35 anni il nostro uomo in genere è secco scheletrico con le spalle strette (vedi foto a lato), collo alto ed evidente, un abbozzo di muscolatura da cantiere e busto molto corto quasi attaccato alle gambe, in pratica senza bacino. Superata la soglia dei 35, probabilmente a causa di un precoce matrimonio, si tarsforma in impiegato dell’i.n.p.s. o se non conoscete la tipologia prendete spunto dai cassieri della posta . Improvvisamente infatti l’emigrante comincia a prendere la forma del gabibbo, robusto con il busto tozzissimo, praticamente senza collo, le braccia attaccate direttamente alla testa e le gambe incollate al bacino con la panza che si è via via rilassata sulla cintura a mo di coperta, una sorta di involtino. Alcuni sostengono che il problema della pancia sia dovuto alle eccsive dosi di birra, Forst chiaramente.

Altezza: Generalmente tra 1,58 e 1,74

Viso e Capelli: Anch’essi dipendono fortemente dal fattore età, i più giovani hanno la cosiddetta forma a pera. Capelli con l’attaccatura altissima, “scrima”(riga) nel mezzo e con la “spumatura” (sfumatura) sui lati. Altri soggetti invece vanno sul classico modello a spazzola, una sorta di riccio scolpito grazie ad una dose massiccia di gel (vedi foto sotto). Il colore risente fortemente delle dominazioni arabe e normanne della nostra regione, nerissimi o biondissimi, quasi sempre tendenti al blu per via dell’impomatamento massiccio (con il classico gel da discount conservato nelle buste trasparenti a mo di tasca da pasticciere), non è difficile riscontrare in taluni soggetti anche dei grumi sul collo di colore bluastro, forse la lunghezza del collo e la sua scopertura serve proprio per far defluire i residui di gel, ancora questo fenomeno lo devo studiare. Le sopracciglia sono sempre molto in alto sulla testa, folte molto distanti tra loro, gli occhi assumono quasi sempre una posizione “sbarrachiata” (sgranati) , a mo di espressione tra lo “spirdato” (spiritato) e lo stupito. Tocco finale le orecchie, belle grandi ed a sventola con l’immancabile orecchino, preferibilmente a croce o ad anello di grosse dimenzioni.

Passiamo poi al modello Cinghiale. Il cinghiale in genere nasce già bello tondo, da li il detto “chi nasce tondo non può morire quadrato” o ci diventa dopo il matrimonio. Nell’uomo-suino, la testa è rotonda e le orecchie sono piccolissime, i capelli sono quasi sempre ricci e neri con l’immancabile spalmata di gel. A differenza dell’uomo Pera però i capelli praticamente incollati alla testa, le sopracciglia si uniscono all’attaccatura senza lasciare spazio libero alla fronte, praticamente sono installati a campata unica (come il ponte sullo stretto). Gli occhi convergono molto spesso verso l’interno, il naso svetta verso l’alto, ma non alla francese, bensì è rotondo e piatto a mo di maiale, l’espressione risulta essere sempre grugnita.

Superata l’età giovanile, che varia a seconda del mestiere, muratore 27 anni, carpentiere 32 anni, vetraio 18 anni, etc…, le trasformazioni sono evidenti. Nel tipologia a Pera nel viso si formano delle crepe verticali, quasi dei gran canyon, si ha un piccolissimo arrotondamento della mascella. La pettinatura varia di giorno in giorno, dalla riga al centro si passa alla riga di lato, poi al riporto per aprire il campo alla definitiva piattaforma per areomobili. Il Cinghiale in genere non perde i capelli, nei pochi casi riscontrati si passa da folto e riccioluto e stempiato con i lati a trivella lasciati lunghi e sfidando la gravità sospesi in aria (come le parrucche dei clown per intenderci). Esiste anche la variante catrame, i capelli diventano improvvisamente lisci ed assumono il colore e la forma del catrame bagnato, si narra che sia dovuto ad una eccessiva sudorazione ed una profonda allergia all’acqua.

La particolarità di questi soggetti sta nel mutare della pelle, in genere infatti, spuntano delle squame che si screpolano sugli accessori (sciarpe, guanti,etc)

spazzola

Pettinatura a Riccio

collo

Collo largo dell'uomo Pera

primopiano

Scrima e Spumatura dell'uomo Pera

cing

Dentatura dell'uomo Cinghiale

Dentatura: La dentatura dell’uomo viaggiante palermitano è veramente singolare per questo merita un approfondimento rispetto alle altre parti del volto.

I denti sono più o meno comuni per tutte le specie, con delle piccole differenze sempre distinguibili tra i soggetti pera o cinghiale.

Lunghi e difformi per i peroidali, con i due centrali più accentuati e sporgenti con spizzicatura di almeno uno dei due. La spaccatura in genere è dovuta ad incidenti col “motorino” o a cadute dalla bicicletta. La colorazione è tendente all’avorio, a tratti leopardata, sono presenti infatti visibilissime macchie nere provocate dall’eccessivo abuso di sigarette. Piccoli e corti per i cinghialodi, molto stretti tra loro quasi come una dentiera di plastica (vedi foto accanto), praticamente saldati alle gengive, praticamente costruiti come dammusi. Sovente a causa della caduta della chiave di volta sono visibili dei vuoti ai lati. La colorazione è sul giallo post-it.

Altra variante presente anch’essi in entrambi i soggetti è la dentatura a denti alternati, uno lungo, uno corto, uno di lato, uno lungo, uno corto, uno spizzicato, etc etc…

Mani: Le mani sono evidentemente da lavoratore che fa ampio uso della manualità e poco di creme idratanti, sono quasi sempre spaccate dal freddo e dalla fatica e con evidenti tagli. Nel cinghiale non passano inosservati i segni del fumo nei polpastrelli che assumono una perenne colorazione giallastra. La mano della pera invece è solitamente atroce da vedere, l’assenza delle unghia ed i contorni delle dita sanguinanti non ti fanno certo venire voglia di stringerla.

Gambe: Il soggetto pera le ha ad arco, molto magre, sembra perennemente sceso da cavallo. Il cinghiale le ha tubalari come un gasometro e particolarmente corte ed in continuo sfregamento.

tascioAbbigliamento: Il tipo Pera nella versione estiva-lavoro ama vestirsi con canottiera nera o rossa in alternativa ad al petto nudo. Sotto va sempre di moda un jeans celeste molto corto, come se avesse appena subito un allagamento a casa, con la mutanda sempre in evidenza, ai piedi gli immancabili scarponi da cantiere con la punta in acciaio.

Il cinghiale in versione estiva da il meglio di se. Ama il petto nudo e non si nasconde dal mostrarlo in pubblica piazza. Nella versiona pudica lo troviamo con camicia logora a righe verdi sbottonata con pancia-melone in bella vista, il jeans è anche per lui celeste ma va portato calato dietro con la “spaccazza” sempre in mostra. Come la Pera ai piedi c’è sempre lo scarponcino da cantiere.

la panza si posa sulla cintura

la panza si posa sulla cintura

In inverno invece l’abito da sera-giorno-sportivo-elegante per il modello Pera è il bomberino in fase di spennamento, sotto una camica di finto lino nera trasparente abbianata ad un jeans cinese della Rich. Ai piedi la scarpettina da tennis grigio mettalizzata o laminata oro anch’essa tarocca marca Rich. Il modello cinghalinvernale ama la sobrietà di un giubbino Wampum abbinata al jeans celeste, maglioncino lana merinos marrone con perfilino dorato e blu, sotto si intravede una magliettina intima biancha con colletto sporco da multi utilizzo (diventa infatti maglia per la notte). Variabile al maglioncino la camicia a scacchi modello tovaglia da tavola. Il jeans va sempre sotto la pancia e tenuto retto dalla cintura, ai piedi l’elegante mocassino nero lucido con calzettoni di spugna bianchi

cinghiAccessori: la Pera adorna il suo corpo con collanine d’oro giallo, anelli tribali, orecchini a cerchio molto larghi rigorosamente a sinistra, pacchetto di sigarette sempre in bella mostra spesso in mano o avvolto nel risvolto della manica corta, cellulare sul fianco a mo di pistolero.

Il Cinghiale sicuro di se e della sua prestanza fisica indossa catene , grandezza stile nave, in oro giallo, anelli per mignolo e/o pollice in oro giallo, il cellulare viene aggangiato al centro della pancia come in riga di partenza in caso di gara con il membro. Se fumatore, porta fiero le sigarette sulla tasca destra del jeans aderente al corpo.

stadioAbilità:

L’uomo Pera sa:

  • entrare allo stadio scavalcandolo dalle gradinate;
  • sputare con lo sgriccio (in pratica da uno dei buchi presenti nella dentatura);
  • soffiarsi il naso con la mano passando dal naso fino ai capelli in un unico gesto, sapersi toccare una infinità di volte il sistema riproduttivo durante una conversazione.

L’uomo Cinghiale sa:

  • ruttare intonando tutte le canzoni che gli vengono richieste o citando nomi di persona a ritmo
  • sputare delle chiazze 100×100 colore giallo canarino definite pezzi di 500 (in memoria delle vecchie lire);
  • fare la pigghiata di bella (si muovono testa, braccia e gambe nello stesso momento spingendole in avanti a mo di testata, pugno e calcio);
  • utilizzare in modo corretto nelle fiere il gioco del pugno risultando sempre un Superman.

cassateCibo preferito: vale per entrambi

Antipasti; stigghiola, panelle, crocchè. Primi piatti; pasta cu sucu, pasta ca nciuova, pasta chi sardi, pasta o furnu, pasta chi vruocculi arriminata, pasta chi sparacieddi. Secondi piatti; pane di paese con olio, pomodoro e mozzarella, milza, frittola, caldume, sasizza, carne di crasto, puntine di maiale, scurmu arrustutu, sardi arrustuti, baccalà. Frutta; mellone agghiacciato, cachi, mannarini. Dolci;cassata,cannuola,genovesi,sfince ca ricuotta e sciù ca ricuotta.

Ovviamente questo è veramente un riassunto delle cose che più gradisce, il palermitano mangia veramente di tutto anche contemporaneamente.

A chi si ispira: Pera è chiaramente ispirato ai personaggi di Maria de Filippi, belli, sexy, in forma e pieni di donne, anche se ad attirarli, per successo e fama, restano attuali sempre i miti del “loro ce l’hanno fatta”, Francesco Benigno e Totò Schillaci. Cinghiale è da sempre influenzato da Mario Merola, ma non si sente lontano da qualsiasi cantante napoletano di dubbia fama. In genere comunque sono entrambi dei narcisisti convinti.

Mete preferite: Il Peroidale lo ritrovi un pò dovunque, preferisce l’Emilia Romagna, Venezia, Vicenza, Torino e Genova. Il Cinghiale ama i luoghi delle sue canzoni Napoli, Roma, Bari ma lo puoi trovare anche nei paesini più nascosti dell’Emilia Romagna e della Toscana.

Musica Ascoltata: Musica House, “Canzoni” Napoletane (non classiche), Eros Ramazzotti e Laura Pausini (quando trovano la fidanzata).

Squadra del Cuore: Napoli, Juventus, Milan, Inter e ora Palermo.

Mezzi di trasporto: Il loro sogno resta sempre la bella Fiat Uno anni 90, targata To,Mo,Mn,Mi, colore nera o rossa, motore turbo 1.1 D, coprisedile spugnato stile Gt, cerchioni in finta lega dorati, marmitta grandezza canale di scarico fognario, ma soprattutto impianto stero hi-fi, con sub “gufer” 2900 watt sotto il sedile, autoradio con tv lcd 8 pollici, cassa stereo da 4000 watt da incastrare nel cofano, all’interno disseminati decine di pupazzi tarocchi degli originali e agganciate ai vetri delle maxy ventose con dei finti diddle (da me chiamati topol). In alternativa una buona Y10 e per i ricchi una bella punto. Restano sempre mitiche le 112 autobianchi nere con asso di mazze sul cofano anteriore e indiano con dito medio sul posteriore. Il Lapino meglio conosciuto come “Ape” prodotto dalla Piaggio , utilizzato per spostamenti familiari o per lavoro.

Mi piacerebbe che raccontaste i vostri incontri raccivvinati con un palermitano da esportazione.

Scrivete, Scrivete, Scrivete….

N.B.

Le foto sono puramente a titolo esemplificativo

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