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L’ombra della rivoluzione su Palermo

da il maggio 29, 2007 Letto:389 visite
rivoluzione

Ho sentito parlare di rivoluzione in modo convinto e deciso. Ho visto sui volti di queste persone l’audacia e l’intraprendenza dei grandi strateghi. Ho avuto paura, perché a Palermo diciamocelo pure, è pesante anche sollevare i piedi da terra per camminare. Ho creduto in un improvviso risveglio delle coscienze e dei cervelli, persone e personalità capaci di spingere tutti verso il cambiamento, verso un nuovo obiettivo diverso dal lamentarsi tutti i giorni di ogni cosa rimanendo seduti a grattarsi.. la pancia.

Ho ascoltato, per scoprire i loro piani e capire quando sarebbe partita questa tattica sovversiva nei confronti del vuoto politico e morale che ci circonda.

Poi ho guardato bene e ascoltato ancora meglio: mi trovavo a bordo di un autobus Amat e il dialogo si svolgeva tra il conducente e un ex sessantottino, anziano ma cazzuto ( permettetemi la licenza). Il primo inneggiava a questa ipotetica rivoluzione, contro questi politici che ci amministrano, il secondo affermava che in Italia non ci sarebbe mai stata alcuna sommossa di questo tipo, perché la gente sa lamentarsi ma non ha voglia di agire.

Per un attimo la mia fantasia aveva costruito una nuova realtà, poi ascoltando le parole profetiche del sessantottino che diceva con voce da baritono e dandosi un tono: non insinuare l’ombra del sangue dove regna un piatto di minestra! ( citando un certo Karl Marx) , praticamente voleva dire che finchè la gente avrà un pezzo di pane non si muoverà una virgola, è crollata ogni speranza. Quindi capitolo chiuso.. Chissà però che cosa sarebbe potuto accadere… Un rivoluzione culturale ci avrebbe salvato dal vuoto e dall’assopimento generale che regna sulla nostra terra.

Francesca Scaglione

Autore:

Nata e cresciuta a Palermo, la città più contraddittoria del mondo. La passione per la politica e per il giornalismo sono sempre state al centro della mia vita fin da piccola. Tant'è che da bambina partecipavo volontariemente a estenuanti riunioni nel mio quartiere per ascoltare il sindaco, piuttosto che l'assessore parlare. Luoghi in cui l'età media sforava i 40/50.. da allora posso confermare che gran parte delle parole ascoltate quando avevo pochi anni, sono rimaste tali :)..

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