AMIA, il pozzo senza fondo

da il giugno 17, 2009 Letto:590 visite
raccolta-differenziata

da Maurizio Pellegrino – Consigliere comunale PD

raccolta-differenziata AMIA: già bruciati gli 80 milioni dello Stato, emerge un fabbisogno di altri 270 milioni di Euro. Gli 80 milioni di euro concessi dallo Stato per il “ripianamento dei debiti del Comune” nei confronti di AMIA sono stati infatti già  tutti assegnati all’Azienda partecipata. Ai 35 milioni utilizzati per coprire il disavanzo del 2007 se ne sono aggiunti altri 10 per azzerare altri debiti nei confronti dell’Azienda e ulteriori 35 a copertura del debito da sempre rivendicato da AMIA e mai riconosciuto dal Comune, per la gestione post-mortem della discarica di Bellolampo.

Emerge, inoltre, un debito che, a tutt’oggi, ammonterebbe ad altri 150 milioni di euro. A questi vanno aggiunti i 48 milioni di euro oggetto del falso in bilancio già oggetto delle indagini giudiziarie e altri 70 milioni per ripianare il deficit di bilancio per il 2008 e 2009.

Queste sono le notizie che emergono dall’incontro dei capigruppo al Comune di Palermo con neodirettore dell’Azienda, Lo Cicero.

Emergerebbe, inoltre, una incompatibilità tra la carica di Direttore Generale del Comune attualmente ricoperta dallo stesso Lo Cicero e quella di Amministratore unico dell’AMIA. Ma anche la nomina ad Amministratore unico sarebbe di difficile attuazione visto che gli altri due componenti del Consiglio di Amministrazione si sono ben guardati dal dimettersi.

E’ questa la situazione di ingovernabilità finanziaria e amministrativa che si va delineando; situazione che getta un’ombra gravissima sul futuro della Società e sullo stesso Comune di Palermo, socio unico dell’Azienda.

Sono, ancora una volta, smentite le parole rassicuranti spese ancora di recente dal Sindaco e si manifesta, per l’ennesima volta, il risultato di anni di malgoverno, di bugie, di scelte amministrative approssimative.

Sono stati bruciati anni e dilapidati altre decine e decine di milioni di euro prima di arrivare all’attuale presa d’atto della realtà.

La città tutta è davanti a un bivio: fallire insieme alla propria Azienda oppure percorrere strade nuove che prevedano scelte di mercato che si pongano insieme gli obiettivi di salvaguardare tutti i lavoratori, di fornire un servizio efficiente alla Città e di evitare di dilapidare inutilmente altre risorse.

 

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