Nuovo scoop del nostro corrispondente dall’isolachenoncè L’Onorevole…per caso
Scoperto il luogo dove vengono addestrati e conseguono prestigiosi Masters tutti gli uomini del Cavaliere attivi nelle istituzioni, nella stampa, nelle comunicazioni.
E’ Riesi, in provincia di Caltanissetta, piccolo centro agricolo nel Centro della Sicilia.
Almeno così sembra, al nostro.
Unanimi, in questi giorni, i commenti sui giornali patriottici italiani, a proposito delle disavventure muliebri del premier.
Libero, in testa, seguito a ruota dal Giornale e da tutti quegli altri che si accodano o con commenti favorevoli e giustificatori dei comportamenti del Lìder, o con silenzi complici e assordanti. Fastidiosi, irriguardosi, irriverenti, irridenti, disfattisti, sono gli aggettivi che vengono affibbiati a coloro i quali non si accodano agli esegeti e che, fedeli al loro ruolo di informatori liberi, pongono quotidianamente domande (dieci ne pone monotonamente il quotidiano capofila dei rivoltosi) che, immancabilmente rimangono prive di risposte.
Ultimamente anche numerosi giornali stranieri si sono intruppati nelle file dei ribelli.
Queruli pongono le stesse domande, fanno gli stessi commenti, filano gli stessi ragionamenti.
Facile individuare il mandante, il magnate televisivo australiano Murdoch, padrone di giornali, di reti televisive, al quale, però, finora, non è stato consentito di assumere ruoli di responsabilità nella pubblica amministrazione. Troppo palese il conflitto di interessi.
Per Lui.
L’australiano, lo sappiamo tutti, non ha digerito il provvedimento dell’aumento dell’IVA per le TV satellitari che, lui dice, ha favorito la concorrenza, Mediaset, danneggiandolo.
Ance se, ad onor del vero, negli ultimissimi giorni i toni sembrano essere un pò cambiati.
Si sono un pò ammorbiditi. Si comincia con qualche ammissione. Si tratterebbe di ingenuità, intendiamoci, attribuibili alla intima essenza dell’uomo, troppo buono e troppo fiducioso nel prossimo, tanto da cadere vittima, di gente che tale fiducia non meritava.
Ma lui è fatto così
Questa la tesi degli esegeti.
Non si è pentito e continuerà ad agire come sempre.
Come il protagonista della canzone di canzone di Vasco Rossi, vuole una vita spericolata.
Il suo comportamento, a suo dire, piace ai suoi sudditi, al 61% di loro, secondo i suoi personali sondaggi, l’unica cosa che conti per l’uomo.
Se poi c’è qualcosa che non va, saranno sempre i suoi sondaggi che glielo diranno,solo a lui, sottovoce,sussurrando, e gli suggeriranno, anche, come correggere la rotta.
Mutu tu e mutu i, secondo l’adagio siciliano.
Senza tutto questo bordello che fa male a lui ed all’italia intera.
Cosa vogliono questi farisei di Famiglia cristiana. Così sono stati definiti i seguaci del giornale cattolico “Famiglia Cristiana” da senatori liberi che, ai tempi, hanno combattuto i pacs, tacciato di omicidio il povero Beppino Englaro, definito fuori ortodossia il vescovo di Terni Monsignor Paglia, già fondatore della comunità di S. Egidio, che prendeva le distanze da don Gelmini, solo omonimo (nomen omen) della ministra.
I guardiani della rivoluzione, insomma.
Sorge, a questo punto, una domanda. Dove si sono formati culturalmente, moralmente, antropologicamente questi che potremmo definire appartenenti alla tribù dei “bella tempra di pensatori”
Troppo facile pensare al venerabile maestro aretino.
Ma forse la risposta è più a portata di mano.
Come un lampo mi viene alla mente un episodio del passato.
Viveva in Riesi, comune della Sicilia Centrale, un mio congiunto, appassionato di agricoltura, tale Paolino, don Paolino lo chiamavano i viddani, in un appezzamento di terreno, coltivato a vigna, vicino la casa rurale coltivava un orto.
Ogni giorno ci andava per accudirlo, come un familiare.
Un bel giorno, giunto in orario inconsueto, scoprì che due braccianti spesso da lui ingaggiati per lavori vari, avevano fatto raccolta di verdura ed in un sacco, la stavano portando a casa loro.
Don Paolino li chiamò e si fece riconsegnare il mal tolto.
Il suoi gesto non doveva rimanere senza conseguenze, la sera venne affrontato dal genitore dei due ladri di verdura. Un uomo dal fisico di gigante, alto quasi due metri.
“Don Paulì, vossia non s’avi a permettere di trattare accussì du patri di famigghia”
“E cchi avia a fari”
“Vossia mi chiamava e io l’avissi rimproveratu”
Per amor di patria non elenchiamo tutte le soperchierie che dovette subire a partire da allora il buon don Paolino.
Tutte conseguenze di quella sua azione.
Tutto torna lo schema è preciso, identico. Tale comportamento non poteva che essere il frutto di teorie che si apprendono solo in scuole serie.
La scuola di Riesi, appunto.
La scuola del Patri ranni.
Questa, senza dubbio alcuno la risposta al nostro quesito.
In questa scuola hanno studiato i guardiani della rivoluzione.
Dall’isolachenoncè
L’Onorevole..per caso






8 commenti
Che dire spettacolare racconto che si intreccia con le soverchierie di una sicilia arcaica
Berlusconi è fatto così che ci possiamo fare
Grandioso. Il tuo racconto ha dato vita ad uno dei più bei sillogismi che abbia mai letto. Questi omini, anche secondo me hanno studiato alla scuola di Riesi del “Patri ranni”. Grande Onorevole
Ma che diavolo dite?
Non conosco tali scuole a Riesi, ne ho mai assorbito certe culture in 35 anni che ci vivo. Perchè invece di affidarvi a false congetture ed inutili pregiudizi non chiedete a chi ci abita veramente a Riesi? Il fatto che qualcuno abbia avuto una brutta esperienza non significa che tutti quelli che ci abitano sono così! Sono fatti che succedono in tutta Italia, o voi vi ritenete “immacolati”?
Immagino che non sapete nemmeno dove si trova Riesi. E’ un giudizio tipico di chi sente cose da chi ecc.
@Cix è evidente che non hai colto l’ironia del pezzo e non hai seguito l’evolversi del racconto. Rileggilo e forse ti chiarirai le idee. Non c’è alcun pregiudizio te l’assicuro
cosa dire, io sono riesino e quando sento tirare in ballo il mio paese l’istinto mi induce a difenderlo a prescindere. Poi fai mente locale, rifletti e pensi che fatti come quello narrato possono essere successi sicuramente, ma non perchè Riesi fosse all’avanguardia dell’arretratezza culturale ma perchè Riesi è parte integrante di quel profondo sud “ricco” per così dire di storie “a la patri ranni” .
Comunque sia anch’io penso che berlusconi abbia studiato in una scuola così.
Credo che chi ha scritto questo specie di articolo non si è reso ancora conto che ha soltanto offeso tutti i Riesini, popolo stupendo con i suoi nei(normale come in tutte le parti del Mondo).Ha pure diffamato gli iscritti al PDL e lo stesso Silvio Berlusconi. Io mi presento, mi chiamo Russo Salvatore, coordinatore dei Giovani del Popolo della Libertà di RIESI, un paese stupendo, meraviglioso, tutto sommato Tranquillo.Io parlo da riesino e da “uomo del Cavaliere” (perchè secondo il tizio siamo arruolati).Voglio assicurare a questo giornalista da strapazzo che la maggior parte dei Riesini sono persone Oneste e non insegnano in alcuna scuola del genere (nemmeno fuori sede), mi dispiace deluderlo per sua mancata conoscenza del territorio. In secondo luogo, io sono un dirigente del PDL e devo assicurargli che purtroppo per lui non rubo e non sono arrogante, almeno non quanto lui.Il PDL con a “capo” Silvio Berlusconi ha un progetto politico ben definito, in quest anno ha lavorato tantissimo e bene(se qualcuno non è convinto di ciò vada nel sito della Camera dei Deputati a vedere le mozioni e le ordinanze del giorno e quelli passati).Avrei molte cose da raccontare su Riesi e sul suo livello culturale, mi limito dicendo che a Riesi esistono persone veramente istruite, dotte, sapienti e erudite(esempi sono stati: Rosario Pasqualino Vassallo, il senatore D’antona, il medico Iannì e tanti altri: “signor giornalista lei li conosce queste persone oppure la sua ignoranza non conosce l’esistenza?”).Queste persone hanno dato un altro tipo di insegnamento e se permettete è quello che il PDL ha impartito a me (politicamente e socialmente parlando). Inviterei all autore dell articolo ad identificarsi con un nome e un cognome e dire se è un Riesino,se ha mai vissuto gli ambienti del PDL e se desidera qualche lezione di Storia del nostro paese, io posso essere a sua completa disposizione, ma di presenza. Concludo dicendo W Riesi, W il mio popolo e la mia gente.
al grido di viva riesi mi unisco con grande piacere, essendo, da più di 40 anni, innamorato di questo luogo ameno, sono stato equivocato, caro salvatore, forse perchè giornalista non sono, nemmeno di quella subcategoria che tu definisci da strapazzo. Me ne dolgo e ti chiedo scusa. Cerco di fare ammendo chiariamo:
1) A riesi è la scuola , intendevo dire, e non riesi è la scuola.
2) Il massimo rispetto per tutti i partiti politici, anche per il PDL.
Non credo che tutti loro sono venduti, che obbediscono ciecamente. La maggior parte di loro ragiona con la sua testa , e fa bene. Mi riferisco a quei pochi che, per opportunismo, si infiltrano in tutti i partiti. Solo a Loro.
3) Riesi è abitata da gente onesta, onestissima, ma ci sono pure, come in tutto il mondo, persone che come il padre dei trafugatori di verdura ritengono che il male non sia rubare ma rimproverare chi ruba ed è scoperto con le mani nel sacco.
4) Grazie per avermi ricordato gli uomini illustri di Riesi, li conoscevo. Uno in particolare, il Sen. Prof. D’antona che, ti rivelo un fatto, Fu maestro di un mio prozio, il Sen Prof. Pascale che gli succedette nella cattedra e nel seggio senatoriale e che lasciò tutti i suoi beni in favore dell’istituo per la cura dei tumori Di Napoli.
Spero, di aver calmato la tua agitazione, cospargendomi il capo di cenere e dicendo le cose che penso. Amo Riesi meravigliosa città patria anche di uomini che si ribellano. Ti ricordo la rottura dele urne e la fondazione della repubblica di Riesi.
Un consiglio, continua pure a militare dove ritieni opportuno, ed a ragionare con la tua testa. Ciao
Quando si è troppo dotti e sapienti capita di cadere in gaff come quella del Maestro Supremo di Riesi del popolo della libertà vigilata.
Soprattuto è la modestia e l’umiltà che vi contraddistingue, la sagacia e la furbizia, la sopraffina intelligenza che non vi fa capire la satira, una cosa che proprio non riuscite a decriptare, manco con un manuale scritto sottoforma di abecedario.
E’ veramente assurdo.