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L’articolo di Rossella Mungiello sulla rivista Cultura e Spettacoli
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UN VIDEO RICORDERÀ LE DATE SICILIANE DELLO SPETTACOLO CHE SBEFFEGGIA PROVENZANO “Do utDes” di Cavalli diventa un dvd di Rossella Mungiello
Lo spettacolo Do ut des, riti e conviti mafiosi dell’attore e drammaturgo lodigiano Giulio Cavalli (scritto con Francesco Lanza), sarà un dvd. Le registrazioni sono quelle di giovedì 28 agosto ad Alcamo, provincia di Trapani, seconda tappa della mini tournèe siciliana che ha portato Cavalli prima nella terra del sindaco antimafia di Gela, Rosario Crocetta, comune produttore dello spettacolo insieme a Lodi, e poi appunto ad Alcamo, venerdì 29 agosto. Il dvd, prodotto con la regia di Pietro Orsatti e la collaborazione, dell’emittente televisiva privata Telejato, di Arcoiris Tv, dell’associazione culturale Fascio e Martello e della testata telematica www.lostrillone.info, sarà messo in commercio nei prossimi mesi e fornirà una preziosa testimonianza dell’atmosfera che si respirava quella sera in piazza Ciullo, ad Alcamo, tappa decisamente più difficoltosa per la compagnia lodigiana.
«Abbiamo deciso di fare uno spettacolo che derida la formamentis mafiosa e che lascia poco spazio ai chiaroscuri; nella serata di Alcamo, sono riassunti positività e negatività del’esperienza siciliana, perché qualcuno ha deciso di manifestare apertamente il proprio dissenso sberleffo irriverente, lasciando rumorosamente la platea racconta Cavalli . A peggiorare la situazione è statala presenza dialcuni personaggi di comprovata appartenenza ai clan della città». Negatività azzerate, secondo, Cavalli, da tutti i siciliani onesti che hanno sostenuto lo spettacolo e che continuano ad impegnarsi attivamente nell’antimafia.«L’esperienza in Sicilia ci lascia la consapevolezza che questo non è uno spettacolo teatrale, ma una condivisione di intenti, una collaborazione proficua con tutti coloro che in questa lotta cimettono la faccia ela voce» ha detto ancora Cavalli. Una collaborazione che coinvolge in prima persona Pino Maniaci, coraggioso direttore dell’emittente televisiva privata locale Telejato, presente alla serata. «Ho osservato laserata da lontano e mi sono reso immediatamente conto di quello che stava accadendo spiega Maniaci .
Parlare di mafia in Sicilia è ancora un tabù, anche la solidarietà arriva a mezza voce, in pochi hanno il coraggio di urlare il proprio disprezzo, magari con un applauso, come sono pochi quelli che hanno il coraggio di opporsi apertamente a questo racket culturale. Non è stato semplice affrontare l’ostilità di una parte della piazza continua ancora Cavalli ma l’aspetto scenico è e sarà sempre secondario rispetto all’importanza civile di questo testo. Personalmente ho sempre preferito le reazioni sincere di qualunque genere esse siano rispetto ad un appoggio frutto di una scelta politica non genuina e sostanzialmente ipocrita».
A far discutere è stato anche il sospetto avanzato da alcuni siti di informazione locali che l’amministrazione comunale non abbia appositamente pubblicizzato l’evento. «Chi non conosce la Sicilia potrebbe anche sorprendersi di certe reazioni commenta Carmelo Di Gesaro, presidente dell’associazione culturale FascioeMartello ma essere ricordati come coloro che hanno applaudito a uno spettacolo che è di per sé straordinario, ma estremamente scomodo, non è facile».
Ma Cavalli, che sabato ha condotto insieme a Davide Savarè, l’edizione del tg “antimafia” di Telejato, ha già ribadito il suo impegno in Sicilia con una seconda tournée. In quell’occasione potrebbe essere organizzata una replica nelle stalle confiscate alla famiglia Riina nella campagne di Partinico, mentre sonopressoché certe le date di Corleone e Cinisi, programmate come una lezione di legalità alle scuole.
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