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385° Festino: tra babbaluci e lacrime in una Palermo in coma
C’è una Palermo che scende in strada per assistere alla festa, con fotocamere digitali e telecamere al seguito, una Palermo che guarda i fuochi d’artificio dai circoli privati della costa mangiando “babbaluci” e col sorrisetto fare affermazioni del tipo “ma come faranno a mangiare questa roba..” (e in realtà svacantanu i pignati).
C’è poi una Palermo che vive all’ombra, che non viene mai raccontata, perché forse è troppo triste e si sa, di una città è sempre meglio raccontare il bello, anche a costo di inventarlo.
E’ la Palermo che racchiude storie di disperati, disadattati e di gente che ha perso la speranza.
Pensare che si tratti di una minoranza sarebbe un grosso errore, oggi 30 palermitani su 100 vivono in situazioni di estremo disagio, nell’abbandono assoluto da parte delle istituzioni e di un’amministrazione comunale troppo impegnata a distribuire consulenze e a elemosinare soldi al Governo centrale per tappare i buchi delle proprie incapacità, per pensare alla gente che ogni giorno cerca di sopravvivere, nell’angoscia e nella disperazione di un presente nero, gente a cui è stata negata per nascita, la speranza di avere un futuro.
Queste sono le persone che il 14 luglio scendono in strada per chiedere la grazia alla Santuzza. Si aggrappano alla veste della santa perché ormai è l’unica “istituzione” che in questa città gode di credibilità e che malgrado tutto, ogni anno abbraccia i cittadini e non li abbandona.
La nuova peste che ha colpito Palermo si chiama indifferenza. E le cure tentate sono sempre palliative. L’indignazione di qualcuno e la protesta di altri, quasi sempre vengono risucchiate da coscienze assopite e distanti.
Il 385° festino ha raccontato storie che sarebbe meglio non sentire mai, ma che esistono ed è giusto conoscerle. Che piaccia o no.
Alla festa “ufficiale” si è affiancato il contro-festino, organizzato dal gruppo di protesta dei senza casa “Comitato 12 luglio”. Al leader di questo movimento, Tony Pellicane, la Questura di Palermo nei giorni scorsi, aveva intimato di non manifestare, pena la denuncia e l’arresto, come lui stesso ha raccontato. Malgrado questo, ieri tutto si è svolto secondo i programmi. A piazza della vergogna, sede del Comune, i manifestanti hanno voluto raccontare la loro storia, distribuendo volantini e intonando slogan, senza intralciare le commemorazioni ufficiali, senza “disturbare” nessuno. Una Santa Rosalia commossa, Mimma, che da mesi assieme a molte altre famiglie vive il dramma di vivere senza un tetto sulla testa, ha guidato il gruppo.
Alla fine tutto è andato bene. Un carro triste e spoglio ha percorso le vie del centro e infine i “giochi di fuoco” a dare il tempo agli ultimi momenti dei festeggiamenti in onore della Santuzza. Tutti con il naso all’insù i palermitani, per un attimo distanti dai problemi di ogni giorno a sognare che quando riabbasseremo la testa e guarderemo il presente, la peste sarà già passata.
Nel video le interviste a Tony Pelicane movimento dei senza casa palermo, Fabrizio Ferrandelli consigliere comunale Idv, Alfio Scuderi direttore artistico festino.
2a Parte
3a ed ultima parte














