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Corsi e Ricorsi: Roma, “a guera è guera”
<p style=”text-align: justify;”><img class=”alignleft size-thumbnail wp-image-8645″ title=”Claudio Ranieri” src=”http://www.fascioemartello.it/images/stories/2009/09/Claudio-Ranieri-150×150.jpg” alt=”Claudio Ranieri” width=”150″ height=”150″ />“Totti (Tutti) pazzi per Mary”, ricordate il titolo di un film di qualche anno fa. E io aggiungerei: Giacomo Losi “er core de Roma” ;Giuseppe Giannini “er principe”; Nils Liedholm “ er barone”;</p>
<p style=”text-align: justify;”>Sabrina Ferilli “ a meglio de Roma tutta”.</p>
<p style=”text-align: justify;”>Er venticello de Roma, si diceva negli anni Sessanta (periodo della Dolce Vita) che facesse male ai campioni che arrivavano in casa giallorossa. A Roma con nomi altisonanti come, Valentin Angelillo, Pedro Manfredini (detto Piedone, per via di una misura di scarpa 45, ndr), Francisco Lojacono, John Charles, Joaquim Peirò , Nevio Scala e Giancarlo De Sisti , ma sto scudetto non arrivava mai. Il primo della storia romanista arrivò in pieno regime fascista e, si disse allora, voluto da influenti gerarchi romani. Siamo nella stagione ’41-42, campionato a 16 squadre a c’è ‘a guera.<!–more–></p>
<p style=”text-align: justify;”>A fornazione:Masetti, Brunella, Andreoli, Donati, Mormese, Bonomi, Krieziu, Cappellini, Amadei, Coscia, Pantò. Allenatore Alfred Schaffer</p>
<p style=”text-align: justify;”>Poi er venticello cessa e arriva il barone Liedholm e dopo il trionfo mondiale i romanisti si coccolano Bruno Conti (è ancora nella Roma) e arriva il sospirato scudetto nella stagione ’82-83, la Ferilli ancora non si spoglia, ma la festa c’è lo stesso e Antonello Venditti scrive per l’occasione “Grazie Roma”. La formazione: Tancredi, Nela, Vierchowod, Ancellotti, Falcào, Maldera III;</p>
<p style=”text-align: justify;”>Bruno Conti, Prohaska, Pruzzo, Di Bartolomei, Iorio. Allenatore Nils Liedholm.</p>
<p style=”text-align: justify;”>Poi arriva la stagione 2000-01, il terzo scudetto e la Ferilli si spoglia per la gioia non solo dei romanisti.</p>
<p style=”text-align: justify;”>C’è Don Fabio Capello in panchina. Ora non si usa citare la formazione base, con le tre sostituzione e gli organici composti da più di 24 elementi, non esiste più.</p>
<p style=”text-align: justify;”>Passiamo agli ex. Bartolomeo Tarantino, palermitano e padre del più famoso Massimo (ex Catania, Napoli, Bologna, ndr) giocò nella Roma, facendo la principale riserva (come si usava dire allora) di Giacomo Losi. Gaetano D’Agostino (palermitano di Corso dei Mille) era già da allora il regista della Primavera della Roma e giocò anche una partita nella stagione del terzo scudetto. Brescia- Roma 2-4, il 5 novembre 2000. Cesare Bovo e Fabio Liverani sono romani de Roma. Altro romano de Roma ed ex rosanero è Claudio Ranieri. Giocò da libero nel Palermo nella prima stagione, 1984-‘85 in cui il Palermo nella sua storia conobbe la serie C.</p>
<p style=”text-align: justify;”>Il tifoso che scrive ricorda la formazione di quell’anno, con il lutto per l’assassinio del presidente Roberto Parisi e la scomparsa poco tempo dopo, per una grave malattia del buon Tom Rosati, l’allenatore dei rosa in quella stagione: un vero esperto della serie C. Come era anche l’attaccante calabrese d’origine Gabriele Messina; veniva acquistato dalle squadre che volevano vincere il campionato e Messina non si smentiva a suon di gol, ma solo in C. In A e B, non riuscì ad essere protagonista.</p>
<p style=”text-align: justify;”>Palermo:Paleari, Falcetta, Guerini, De Biase (oggi allenatore), Bigliardi, Ranieri (mercoledì siederà nella panchina della Roma al Renzo Barbera), Piga, Majo, Messina, Maiellaro, De Vitis. All. Tom Rosati. In quella squadra facevano i primi passi due palermitani doc, Onofrio Barone e Giovanni Costa. Fu acquistato come goleador un certo Hubert Pircher, non segnò neanche un gol.</p>















Roberto Catalano
2010/03/18 at 05:36
bellissimo reportage, degno di un grande giornalista come Piero Ciccarelli. Complimenti. Personalmente ho provveduto a stampare tutto quanto e custodire gelosamente il foglio con l’articolo. Grazie ancora all’autore e complimenti.