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Corsi e Ricorsi: A Lazio de sor Cesare

da il settembre 26, 2009 Letto:1.202 visite
Paolo Di Canio

<p style=”text-align: justify;”><img class=”alignleft size-thumbnail wp-image-8713″ title=”Paolo Di Canio” src=”http://www.fascioemartello.it/images/stories/2009/09/Paolo-Di-Canio-150×150.jpg” alt=”Paolo Di Canio” width=”150″ height=”150″ />“Sei da Lazio o da Roma? A li mortacci!! Ora er povero Zenga non se confonne?</p>
<p style=”text-align: justify;”>Ammaze, in 4 giorni, prima a Roma e mo a Lazio. A Roma gli ha torto du punti. Bono er tuffo de Rubinho, na piscina der Barbera”.</p>
<p style=”text-align: justify;”>“Ma che dichi, a sor Cesare, hai visto er Nela nostro com’era bravo a fa er tifo pa Roma sua”</p>
<p style=”text-align: justify;”>“ E, mo, chi ce mettemo a far er comento tecnico pa Lazio nostra, a sor Romolo?</p>
<p style=”text-align: justify;”>“Ce sarebbe, er Paolo Di Canio nostro, quello der saluto romano. Quello è bello tosto, davero”.</p>
<p style=”text-align: justify;”>Media Premiun, non si spreca. Come laziali in giro c’è Vincenzo D’Amico, ma è alla Rai. Meglio per tutti… Di Canio va benissimo. <!–more–></p>
<p style=”text-align: justify;”>Ma torniamo ai tempi in cui i giornalisti non facevano capire alla Radio e anche nei primi tempi della televisione- quella seria, senza piccoli o grandi fratelli, x-y-z fattors, isolotti degli sconosciuti – di quale squadre erano simpatizzanti. Er pomentino, soffiava anche per i giocatori da Lazio negli anni Sessanta. Altro che scudetto! Altalena fra serie A e B. Eppure vi giocavano due futuri giornalisti come Paolo Carosi e Nello Governato, Can Bartù, talento e nazionale turco. Poi arrivarono dall’Internapoli, serie C, un libero nato a Darlington, Giuseppe Wilson e un gigante (che tanto buono non era) Giorgio Chinaglia e un allenatore che alla faccia del cognome, Maestrelli, si rivelò un grande maestro di tecnica e di saggezza. E stagione 1973-74, vince il primo scudetto della storia da Lazio.</p>
<p style=”text-align: justify;”>Formazione tipo: Pulici, Petrelli, Martini, Wilson, Oddi, Nanni; Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, Badiani e Vincenzino D’Amico ancora non commentava e criticava il lavoro degli altri.</p>
<p style=”text-align: justify;”>Schillaci, Schillaci, Schillaci… Gridava il buon Bruno Pizzul. Ma quello era Totò, mentre Antonio Maurizio Schillaci, il cugino faceva faville nella Lazio agli ordini di Eugenio Fascetti. Per Maurizio Schillaci, talento e genio facevano tutt’uno. Purtroppo solo in campo. E’ a Lazio del Re der frumento, dott. Sergio Cagnotti, a vincere il secondo scudetto da Lazio nel 2000. E chi ci trovi? Il dott. Nello Governato che smette di fare il giornalista va a fare il diesse e il dott. Felice Pulici, da portiere a organizzatore di mercato. Mentre Luigi Martini, (quello del primo scudetto) smette di fare il sindacalista dei piloti e va fare l’onorevole per A.N. Ora alla presidenza c’è un altro dottore, Claudio Lotito, ma questo è dotto, nell’accezione di colto e ricercato nel parlare. Tirchio o oculato? Fate voi. Lo scudetto non arriva. Arriva, invece, la Coppa Italia. E cosa fa Lotito? Per premio non rinnova il contratto all’allenatore Delio Rossi e prende dal Palermo Davide Ballardini. Domenica lotta fra calvi in panchina. Chi ha meno capelli vince la gara. Meno capelli hai, più intelligente sei.</p>
<p style=”text-align: justify;”>Stagione ’73-’74, l’anno del primo scudetto da Lazio, settimo posto in serie B per il Palermo, ma i tifosi devono aspettare 31 anni per tornare in serie A. In compenso, grazie al signor Gonella di Torino e la furbata di Bulgarelli, perdiamo la finale di Coppa Italia. Guarda caso proprio all’Olimpico. Tocchiamo…</p>
<p style=”text-align: justify;”>Formazione: Girardi, Zanin, Cerantola; Arcoleo, Pighin, Barlassina; Favalli, Ballabio (61’ Vullo), Magistrelli, Vanello, La Rosa (46’ Barbana). All. Corrado Viciani</p>

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