<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Fascio e Martello &#187; Lucio Ruffa</title>
	<atom:link href="http://www.fascioemartello.it/author/lucio-ruffa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.fascioemartello.it</link>
	<description>l&#039;informazione alternativa a Palermo</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 May 2013 19:32:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>Calabria ‘sommersa’</title>
		<link>http://www.fascioemartello.it/15059/calabria-sommersa/</link>
		<comments>http://www.fascioemartello.it/15059/calabria-sommersa/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 May 2010 10:29:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucio Ruffa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[capo colonna]]></category>
		<category><![CDATA[capo rizzuto]]></category>
		<category><![CDATA[cinquanta]]></category>
		<category><![CDATA[diamante]]></category>
		<category><![CDATA[flora e fauna]]></category>
		<category><![CDATA[fondali marini]]></category>
		<category><![CDATA[immersioni]]></category>
		<category><![CDATA[isola di dino]]></category>
		<category><![CDATA[isolette]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario]]></category>
		<category><![CDATA[lucio]]></category>
		<category><![CDATA[metri]]></category>
		<category><![CDATA[picco sul mare]]></category>
		<category><![CDATA[praia a mare]]></category>
		<category><![CDATA[provincia di reggio calabria]]></category>
		<category><![CDATA[regione calabria]]></category>
		<category><![CDATA[riserva marina]]></category>
		<category><![CDATA[ruffa]]></category>
		<category><![CDATA[sabbia]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Messina]]></category>
		<category><![CDATA[Tropea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fascioemartello.it/?p=15059</guid>
		<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo un articolo del nostro amico e collaboratore della redazione calabrese, Lucio Ruffa. Nel pezzo che vi proponiamo una bella panoramica sui fondali della Calabria. I fondali marini della Calabria, che riflettono in gran parte le caratteristiche dei paesaggi emersi, si presentano prevalentemente sabbiosi o fangosi: apparentemente sembrano desertici anche se in realtà la vita [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.fascioemartello.it/15059/calabria-sommersa/">Calabria ‘sommersa’</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.fascioemartello.it">Fascio e Martello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Pubblichiamo un articolo del nostro amico e collaboratore della redazione calabrese, Lucio Ruffa. Nel pezzo che vi proponiamo una bella panoramica sui fondali della Calabria.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_15060" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/05/1484677262.jpg"><img class="size-medium wp-image-15060" title="fondali calabresi" src="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/05/1484677262-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a><p class="wp-caption-text">fondali calabresi</p></div>
<p style="text-align: justify;">I fondali marini  della Calabria, che riflettono in gran parte le caratteristiche dei  paesaggi emersi, si presentano prevalentemente sabbiosi o fangosi: apparentemente  sembrano desertici anche se in realtà la vita sulla sabbia è tutt&#8217;altro  che povera. Sott&#8217;acqua infatti, nonostante la scarsa presenza di dorsali  rocciose e scogliere, la biodiversità è sempre notevole. Il profilo  costiero della regione si presenta, salvo eccezioni, piuttosto basso  e graduale nel suo procedere verso la profondità. Una differenziata  morfologia del fondale e cromatismi cangianti di flora e fauna ci conducono  a visitare, sul versante tirrenico, le uniche due isolette calabresi,  l&#8217;Isola di Dino e l&#8217;Isola di Cirella, i vicini centri rivieraschi di  Praia a Mare, Scalea e <a href="http://tropeaperamore.myblog.it/archive/2009/05/09/perle-calabresi-diamante.html" target="_blank">Diamante, con le loro incantevoli scogliere,  Amantea e la sua Oasi WWF, e poi </a><a href="http://tropeaperamore.myblog.it/archive/2009/07/02/vacanze-briatico-la-citta-la-storia-ed-il-mare.html" target="_blank">Briatico</a>, con l&#8217;area circostante il promontorio  di <a href="http://tropeaperamore.myblog.it/tag/monte+poro" target="_blank">Monte  Poro</a>, Tropea e <a href="http://tropeaperamore.myblog.it/archive/2009/04/07/tropea-ed-i-suoi-itinerari-ricadi-capo-vaticano.html" target="_blank">Capo vaticano</a>, per finire poi lungo le altre pareti  a picco sul mare della Costa Viola, tra <a href="http://tropeaperamore.myblog.it/archive/2009/07/14/palmi-un-balcone-sul-tirreno-sulla-costa-viola.html" target="_blank">Palmi</a>, Bagnara e <a href="http://tropeaperamore.myblog.it/archive/2009/06/03/un-balcone-sullo-stretto-di-messina-la-leggendaria-scilla.html" target="_blank">Scilla</a>, e quindi all&#8217;area dello Stretto di  Messina, dove la Calabria sommersa offre il meglio di sé sotto ogni  profilo.<span id="more-15059"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sul versante  ionico, degni di nota  sono i fondali della provincia di Reggio Calabria  e quelli di Crotone, con il bel promontorio di <a href="http://tropeaperamore.myblog.it/archive/2009/05/10/perle-di-calabria-isola-capo-rizzuto.html" target="_blank">Capo Rizzuto</a>e Capo Colonna, dove da tempo  esiste una riserva marina molto importante; per il resto lo Ionio è  quasi tutto sabbioso, con pochi insediamenti rocciosi lontano dalla  costa e molti relitti di navi di epoche diverse, oasi di ripopolamento  naturale e ambiente interessante, oltre che ricco di spunti, per il  turista subacqueo un po&#8217; più evoluto, esperto in immersioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Iniziamo insieme  un itinerario virtuale intorno alla Calabria, con la testa sott&#8217;acqua,  mantenendo idealmente un orizzonte visibile dalla superficie del mare  fino ai cinquanta metri di profondità; in questo modo proveremmo a  scoprire le sorprese che questo mare può riservarci lungo i diversi  lidi, nuotando lentamente e costeggiando a distanze non superiori a  un miglio da riva.</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo dalla  spiaggia di Praia a Mare e nuotiamo subito intorno all&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Dino" target="_blank">Isola di Dino</a>, per osservare le sue pareti di calcare  sprofondare nel blu; l&#8217;isola è traforata da grotte emerse e sommerse,  con giochi di luce che non stancano mai. La fauna amante del buio nasconde  i suoi colori avvolgendoli all&#8217;ombra delle ampie volte all&#8217;ingresso  delle grotte. Solo un buon fascio di luce artificiale può svelare il  colore reale di tutti gli invertebrati che colonizzano la superficie  delle rocce: sembra di scoprire la tavolozza sordinata di un artista,  macchiata da mille tinte, a ognuna delle quali corrisponde in realtà  una specie animale. Poco più a sud, intorno all&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Cirella" target="_blank">isolotto di Cirella</a>, i raggi del sole si riflettono su  lingue di pietra chiara che scivolano e svaniscono nel blu. Ai piedi  dell&#8217;isola, lato mare, alghe ed inverterbrati si contendono ogni centimetro  di fondale, creando l&#8217;habitat ideale per molte specie di pesci. Verso  riva, l&#8217;isola poggia invece su un fondo di sabbia interrotta soltanto  da praterie di<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Posidonia_oceanica" target="_blank">Posidonia  oceanica, </a>pianta  marina simbolo del mediterraneo. Tra le lunghe foglie nastriformi di  questa pianta verde e al confine fra queste e la sabbia, animali che  vivono a contatto col fondo sono ben mimetizzati e poco visibili; persino  i pesci hanno livree chiare che si confondono col sedimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Procedendo  verso sud incontreremo presto le scogliere di Scalea e <a href="http://tropeaperamore.myblog.it/archive/2009/05/09/perle-calabresi-diamante.html" target="_blank">Diamante </a>non molto alte ma frastagliate e traforate  e, quindi, popolate da una discreta fauna litoranea. Un lungo tratto  di sconfinati arenili ci accompagnerà poi fino ad Amantea, dove  grandi scogli isolati, alcuni emergenti (come gli scogli di Isca allo  Ioni tutelati dal wwf) e altri completamente sommersi, si presentano  come vere e proprie isole di roccia sulla sabbia. Quest&#8217;ultima caratteristica  rende queste enormi pietre centro di raccolta per moltissime specie  di pesci: ognuno alla ricerca di un luogo ideale per &#8216;metter su famiglia&#8217;.  Molto pesce bianco, come saraghi e salpe, e pesce stanziale, come serranidi  e labridi, sono incontri frequenti che rendono piacevole l&#8217;osservazione  subacquea. Il tutto a modeste profondità, che di rado superano i 20/25  metri. Sono una secca, detta &#8217;la limoncella&#8217; per la forma assunta  dall&#8217;agglomerato roccioso, si trova a profondità maggiori, che non  superano comunque i 35 metri.</p>
<p style="text-align: justify;">A sud di Amantea,  dopo aver superato Falerna e Pizzo un altro lungo tratto di sedimenti  sottili che separa un nuovo litorale nuovamente roccioso: quello che  da Briatico si spinge verso Capo vaticano, comunemente denominata Costa  degli Dei. A Briatico nuoteremo  nuoteremo un po&#8217; più a largo per vedere  la secca di S.Irene, una vasta scogliera sommersa molto popolata da  pesce stanziale e situata ad una profondità che dai 15-20 metri scende  verso quote ragguardevoli man mano che si procede verso il lrgo.</p>
<p style="text-align: justify;">Bassa e frastagliata  è invece la scogliera di <a href="http://tropeaperamore.myblog.it/archive/2009/07/02/parghelia.html" target="_blank">Parghelia</a>, che si svolge lungo la riva poco  prima di Tropea. Qui ci divertiremo ad osservare i bassifondi fortemente  luminosi e ad immergerci pochi metri sotto il pelo dell&#8217;acqua, per scrutare  fra gli anfratti alla ricerca di un simpatico polpo, un paguro o una  stella di mare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sedimento  grossolano di Tropea e Parghelia è famoso per la consistenza dei  granuli e il caratteristico colore paglierino; un sedimento che, movimentato  dai marosi, si deposita rapidamente sul fondo lasciando l&#8217;acqua del  mare quasi sempre limpida e trasparente.</p>
<p style="text-align: justify;">Da Tropea iniziamo  a perlustrare un vasto tratto di fondo marino caratterizzato da roccia  e prateria di posidonia molto estesa: ci muoviamo tra una serie di scogli  affioranti, chiamate comunemente le &#8216;Formiche&#8217;, cosiddette proprio per  l&#8217;emersione di un cospiquo numero di queste che, nell&#8217;insieme, offrono  l&#8217;idea di un gruppo di formiche vaganti sulla superficie del mare. Di  fronte Torre Ruffa, al largo della spiaggia del Tuono, emerge come un  sommergibile la sommità dello scoglio Vadaro, uno dei luoghi d&#8217;immersione  sicuramente più interessanti della costa. Stiamo nuotando a circa 800  metri dalla riva, anche se la profondità non supera i 25 metri.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo ormai  nel Tirreno meridionale, dove il promontorio di Capo Vaticano si  protende in mare con antistanti alcuni grandi scogli, emergenti poco  sopra la superficie e situati a distanze diverse dal bagnasciuga. I  fondali sono inizialmente piatti e monotoni, ma diventano interessanti  in corrispondenza di un vasto agglomerato roccioso situato a profondità  che oscillano tra i 15 e i 25 metri, a circa un chilometro di distanza  dalla costa. Tra gli scogli della zona più prossima alla riva, avremo  invece modo di osservare lo Scoglio della Galea e il Mantineo o Mantinello,  monoliti di medie dimensioni ideali per un tranquillo giro subacqueo;  a soli 15 metri potremo già fare incontri piuttosto interessanti, come  quello con buffi pesci balestra e polpi nelle rloro tane. Poi di nuovo  la sabbia. La scogliera più profonda, conosciuta come Secca del Monaco,  si trova ovviamente più a largo di tutte, quasi di fronte al promontorio  di Capo vaticano; è una zona poco frequentata dai subacquei per via  delle quote impegnative da raggiungere; il suo sommo si trova a -37  m., mentre la base è introno ai -50 m.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro sguardo  di semplici osservatori si perderà nel blu profondo e con un po&#8217;  di fortuna sarà colpito dalla presenza di grandi cernie e maestosi  trigoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Tirreno  calabrese ci offrirà il meglio di sé ancora più a  sud, poco prima di incontrare lo Ionio in prossimità dello stretto  di Messina. Siamo giunti nel mare della Costa Viola, dove si trova  il tratto di litorale forse più interessante di tutta la regione. Per  un paio di miglia vedremo una catena montuosa costiera precipitare direttamente  in mare da altezze di circa 500 metri essendo alle pendici del monte  S.Elia. Sotto la superficie resteremo impressionati dalla verticalità  delle pareti che sprofondano nel blu: lasciamo che il nostro sguardo  di &#8216;turisti subacquei&#8217; si perda nell&#8217;ignoto del mare più profondo di  tutta la Calabria. A poca distanza da terra avremo profondità pari  dell&#8217;ordine di 50-100 metri. Il mare della Costa Viola, tra Palmi e  Bagnara, e poi quello fra Scilla e Cariddi, ci lasceranno sicuramente  senza fiato. Su un fondale fatto di valloni scoscesi e in forte pendenza  verso le profondità del Tirreno, vedremo innalzarsi all&#8217;improvviso  e svettare verso la superficie grandi montagne sommerse. I colori dominanti  di questi indescrivibili ambienti sottomarini sono il giallo e il rosso:  un celenterato coloniale appariscente e abbondante è il responsabile  di tali intensi cromatismi: la gorgonia Paramuricea clavata. Un fondale  Mediterraneo così colorato non lo si trova certo con facilità. La  &#8216;foresta di gorgonie&#8217; lascia spazio a molti altri celenterati, tra cui  risultano secolari esemplari di Cerianthus membrenaceus, grosse attinie  con estese corone di tentacoli bianchi. In questa esaltante scenografia  è possibile incontrare creature molto particolari oltre che rare. Come  il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zeus_faber" target="_blank">Pesce  San Pietro</a>, mimetizzato  a regola d&#8217;arte tra le gorgonie, elegante nel nuoto e invisibile ad  un occhio poco allenato. Ancora più difficile da individuare, sempre  per via del suo mimetismo, è la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lophius_piscatorius" target="_blank">rana  pescatrice</a>, un  pesce abituato a starsene acquattato sul fondo in attesa di una preda.  Grossi scorfani rossi, cernie molto scaltre, saraghi fiduciosi e dentici  timidissimi completano un quadro già molto allettante. Ma per vederli  dovremmo avere l&#8217;occhio allenato e, soprattutto, farci seguire da una  guida locale. Il rischio è infatti quello di non trovarsi al posto  giusto nel momento giusto e imbattersi nello spiacevole incontro con  le forti correnti dello Stretto. Le correnti di marea del canale son  da temere durante l&#8217;immersione in questo piccolo ma incredibilmente  vivo fazzoletto di mare; al tempo stesso sono fonti di vita per il continuo  rimescolamento dell&#8217;acqua che generano costantemente.</p>
<p style="text-align: justify;">Continuando  a pinneggiare faremo finalmente ingresso nello stretto vero e proprio,  nuotando sopra una frana di massi accatastati alle pendici del Monte  Scrisi. Le grandi pietre cadono ora su un fondale di detriti e ciottoli,  dove l&#8217;acqua è limpida tutto l&#8217;anno per via delle correnti e dove nuotare  senza il rischio di essere trascinati via diventa sempre più difficile.  Le profondità sono subito notevoli e la vita è rigogliosa a partire  da pochi centimetri sotto la superficie. Quest&#8217;ultima propaggine della  Costa Viola lascia adesso il passo agli arenili sabbiosi tra Villa San  Giovanni e Reggio Calabria. Da scaltri osservatori di superficie noteremo  subito qualcosa di singolare: il fondo del mare è in forte pendenza  verso l&#8217;abisso praticamente a partire dal bagnasciuga, con discese vertiginose  di sabbie solcate e spazzate dall&#8217;andirivieni delle correnti. E così  fino Capo D&#8217;Armi, confine meridionale dello Stretto. Man mano che ci  spostiamo verso sud noteremo, tra l&#8217;altro, i continui cambiamenti della  vita animale, legati alla tipologia del sedimento e alla presenza o  meno di scogliere artificiali poste a protezione dei litorali. Nelle  acque di Pellaro, una delle località a sud del canale, nuotano  in branco i pesci trombetta. Si tratta di particolari pesciolini della  stessa famiglia degli ippocampi che solitamente amano starsene al di  sotto dei cento metri, anche se nello stretto meridionale fanno eccezione  alla regola, nuotando fin quasi sotto la superficie. Non è da escludere  l&#8217;incontro con i cavallucci marini, ormai improbabile ma non impossibile;  l&#8217;impatto umano lungo la costa ne ha ridotto drasticamente la presenza  in quest&#8217;ultimo decennio.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui in poi,  tutto il litorale ionico della Calabria meridionale, tra le province  di Reggio e Crotone, è caratterizzato da fondali sabbiosi o fangosi,  con poche aree rocciose o scogli isolati. Nuoteremo quindi rapidamente  verso il promontorio di Le Castella, soffermandoci doverosamente  a Soverato per osservare l&#8217;ultima colonia di cavallucci ancora  presente in pochi metri d&#8217;acqua. Lungo il percorso ionico la nostra  attenzione finirà certamente su qualcuno dei numerosi relitti di navi  dell&#8217;ultima guerra, che riposano adagiati sul fondo fangoso ospitando  molte specie animali e vegetali; l&#8217;acqua potrebbe essere torbida, caratteristica  tipica di questi ambienti, limitando all&#8217;estate il periodo adatto a  una perlustrazione piacevole. Una costa particolarmente movimentata  ci aspetta una volta doppiato il promontorio di Le Castella, dove una  serie di cale sabbiose, incorniciate da scoglire di natura argillosa  o tufacea, offre lo spunto per fermarsi e godere degli splendidi panorami,  con mille sfumature di colore sulla superficie del mare, riflesso degli  ambienti sommersi antistanti e poco profondi.</p>
<p style="text-align: justify;">Capo Rizzuto  e capo Cimiti presentano fondali misti, con roccia, sabbia e posidonia.  Uscendo circa seicento metri dalla costa la profondità oscilla intorno  ai quindici metri e si scorgono facilmente notevoli esemplari di saraghi  maggiori. Le alghe sono qui particolarmente rigogliose e riscoprono  le rocce creando l&#8217;habitat ideale per giovani cernie e pesce stanziale.  A Capo Colonna una frana e le numerose anfrattuosità danno vita ad  un tipo di ambiente detto in gergo &#8216;grotto&#8217;; con un pizzico di fortuna  incontreremo molti tipi di cernie, che trovano il luogo ideale per soggiornare  e riprodursi proprio tra le cavità più contorte. Anche nelle acque  di Capo Colonna è presente la Posidonia oceanica, con estensioni anche  notevoli. Di fronte Capo Bianco, nuoteremo insieme a un branco  stanziale di lucci argentei: molti individui sfliano intorno al subacqueo   attonito, affinacati e sincronizzati nei loro spostamenti. Facilmemente  si lasceranno osservare da molto vicino e non è raro restare letteralmente  al centro di una &#8216;giostra&#8217; di pesci che ti girano intorno. Un&#8217;esperienza  entusiasmante, come tante nei mari di Calabria.</p>
<p>2° Videoclip (Il più bello)</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="470" height="405" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://www.youtube.com/v/ZXA9_nY4sW8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZXA9_nY4sW8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="470" height="405" src="http://www.youtube.com/v/ZXA9_nY4sW8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" wmode="transparent" data="http://www.youtube.com/v/ZXA9_nY4sW8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1"></embed></object></p>
<p>3° VideoClip</p>
<p style="text-align: center;">
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="470" height="405" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://www.youtube.com/v/xoLL5OJCYb4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/xoLL5OJCYb4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="470" height="405" src="http://www.youtube.com/v/xoLL5OJCYb4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" wmode="transparent" data="http://www.youtube.com/v/xoLL5OJCYb4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1"></embed></object></p>
<p>4° Videoclip</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="470" height="405" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://www.youtube.com/v/7guPI4exHt4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7guPI4exHt4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="470" height="405" src="http://www.youtube.com/v/7guPI4exHt4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" wmode="transparent" data="http://www.youtube.com/v/7guPI4exHt4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1"></embed></object></p>
<p>5° Videoclip</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="470" height="405" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://www.youtube.com/v/MF4H-vjt5Z0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/MF4H-vjt5Z0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="470" height="405" src="http://www.youtube.com/v/MF4H-vjt5Z0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" wmode="transparent" data="http://www.youtube.com/v/MF4H-vjt5Z0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1"></embed></object></p>
<p>L'articolo <a href="http://www.fascioemartello.it/15059/calabria-sommersa/">Calabria ‘sommersa’</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.fascioemartello.it">Fascio e Martello</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fascioemartello.it/15059/calabria-sommersa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il mare ed i suoi &#8216;rumori&#8217; millenari</title>
		<link>http://www.fascioemartello.it/13850/il-mare-ed-i-suoi-rumori-millenari/</link>
		<comments>http://www.fascioemartello.it/13850/il-mare-ed-i-suoi-rumori-millenari/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 May 2010 09:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucio Ruffa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[colline]]></category>
		<category><![CDATA[costa selvaggia]]></category>
		<category><![CDATA[danilo]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[emigranti]]></category>
		<category><![CDATA[finiscono]]></category>
		<category><![CDATA[katia]]></category>
		<category><![CDATA[la spiaggia]]></category>
		<category><![CDATA[occhi]]></category>
		<category><![CDATA[poeta]]></category>
		<category><![CDATA[respiro]]></category>
		<category><![CDATA[rosea]]></category>
		<category><![CDATA[rumore del mare]]></category>
		<category><![CDATA[stanza]]></category>
		<category><![CDATA[suono]]></category>
		<category><![CDATA[tasca]]></category>
		<category><![CDATA[tropeaperamore]]></category>
		<category><![CDATA[uomini di mare]]></category>
		<category><![CDATA[variazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fascioemartello.it/?p=13850</guid>
		<description><![CDATA[<p>A tutti gli uomini di mare, agli emigranti in terre d’America, a Danilo, Katia e Marinita. Un bambino si porta una conchiglia all’orecchio per sentire il rumore del mare. Un gesto antico, diffuso in tanti luoghi della Terra. Le grandi conchiglie degli oceani cantano l’immensità dell’Atlantico, del Pacifico e dell’Indiano. Le piccole conchiglie mediterranee sussurrano [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.fascioemartello.it/13850/il-mare-ed-i-suoi-rumori-millenari/">Il mare ed i suoi &#8216;rumori&#8217; millenari</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.fascioemartello.it">Fascio e Martello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/05/Gozzo-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13851" title="Gozzo 3" src="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/05/Gozzo-3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><em><strong>A tutti gli uomini di mare, agli emigranti in terre d’America, a Danilo, Katia e Marinita. </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Un bambino si porta una conchiglia all’orecchio per sentire il rumore del mare. Un gesto antico, diffuso in tanti luoghi della Terra. Le grandi conchiglie degli oceani cantano l’immensità dell’Atlantico, del Pacifico e dell’Indiano. Le piccole conchiglie mediterranee sussurrano motivi confidenziali, ma altrettanto profondi e coinvolgenti. Un rumore che evoca un golfo conosciuto, un approdo abituale, oppure al contrario una costa selvaggia, un porto inospitale. Mari assolati e placidi di Maggio, vaporosi specchi azzurri d’agosto, acque tempestose d’ottobre, grigie distese gelide di gennaio.<span id="more-13850"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per chi è cresciuto in riva al mare, il rumore diventa indispensabile al vivere. Così, quando ci si allontana dalla riva, si percepisce, consciamente o inconsciamente una mancanza. Se la fantasia è insufficiente, non rimane che tenere a portata di mano, sulla scrivania, sul comodino o magari in tasca, una conchiglia per poter evocare quel necessario suono. Nino Perdetti, un poeta nato in un piccolo paese posto sulle prime colline appenniniche che s’affacciano sull’Adriatico, ha paragonato la conchiglia ad un angelo morto, caduto ad ali aperte sul quel piccolo deserto che è la spiaggia. Dentro alla conchiglia c’è un’anima, rosea o madreperlacea, che sussurra il rumore del mare, un suono che aritmicamente invita a un viaggio infinito. Chiudendo gli occhi, nel chiuso di una stanza, la conchiglia chiude l’orecchio al mondo. S’aprono allora le porte di un meraviglioso luogo, il ritmo dell’onda ci pervade, rimaniamo incantati dal respiro del mare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quanti sono i rumori del mare? E’ impossibile elencarli tutti. Ci sono quelli abituali a chi passeggia lungo le rive o quelli conosciuti solo da chi naviga. Il più comune è certo quello dell’onda che raggiunge la riva, nelle sue molteplici variazioni. Piccole onde, invisibili pieghe della superficie, finiscono silenziose la loro corsa sulla spiaggia nelle giornate serene. Increspature praticamente invisibili; eppure instancabilmente, con il loro andare e venire muovono granelli di sabbia. Dai delicati equilibri di questi spostamenti, dipendono le sorti delle spiagge, del loro avanzare ed arretrare. Nei giorni di tempesta, al contrario, il rumore delle onde diventa un fragore assordante. I cavalloni spumeggianti che s’infrangono contro una falesia, sono l’immagine simbolica per eccellenza del titanico conflitto tra la terra e il mare. I processi marini erosivi qui si manifestano in tutta la loro potenza. Se, come ci insegnano i geologi, il mare è il più giovane della Terra, ai piedi delle falesie l’esuberanza del primo la si percepisce direttamente. Qui infatti la lotta tra i due stati del pianeta, quello liquido e quello solido, ha un unico vincitore: il mare. Il rumore delle onde diventa allora l’espressione sonora della sua insuperabile potenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi il mare lo naviga diventano famigliari anche i rumori dei suoi abitanti, di quegli animali che regolarmente o occasionalmente lo accompagnano nelle lunghe traversate. I suoni dei delfini e delle balene da millenni affascinano l’uomo: i loro canti sono diventati leggendari. Solo recentemente se ne stanno indagando le molteplici funzioni dall’ecolocalizione, alla riproduzione, ad altre necessità legate alla socialità. Altrettanto suggestivi sono i canti degli uccelli marini: gabbiani, sterne e berte. Queste ultime sono uccelli pelagici con grande apertura alare, le uniche procellarie del Mediterraneo, che frequentano isole e scogli impervi solo durante la riproduzione. In questa fase si riuniscono in colonie numerose e rompono il loro proverbiale silenzio. La leggenda vuole che questi uccelli siano la reincarnazione delle anime dei marinai di Diomede, eroe omerico. Le loro grida lamentevoli non sarebbero altro che il pianto per il loro valoroso comandante, la cui memoria ogni anno puntualmente celebrano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma i rumori del mare sono anche quelli prodotti dal lavoro dell’uomo, quelli dalle navi piccole e grandi, mosse da remi, vele o motori. Cigolii di bozzelli e catene, tonfi di ancore, sciabordii di velieri e vapori, voci di prodieri e coffisti, comandi di nostromi e rais.</p>
<p style="text-align: justify;">Preferiva il rumore del mare, anche Dino Campana, un altro grande poeta che veniva dagli appennini. Uomo dal destino tragico, che mise in poesia la dimensione orfica del mare. Alcuni suoi canti evocano un infinito spazio acqueo di libertà: la lucente superficie del Mar Ligure che fu per lui, come per tanti italiani, la porta aperta di atri mondi. Il poeta ci parla di vele che schioccano, secche frustate prodotte da un vento che le gonfia inutilmente. Vele che, inermi sulla spiaggia o in rada, scalpitano come cavalli al palo. Rumore di vele lasciate ad asciugare dopo una navigazione difficile o appena issate, in febbrile attesa di prendere il mare.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando il veliero è in navigazione al contrario le sue vele sono silenziose, se ben regolate. Una vela a setto spinge la barca senza alcun rumore, lascia cantare la prua che, infaticabilmente, fende il mare. Il rumore di una barca a vela è quello dello sciabordio dello scafo che scivola sulle onde. Un tempo il marinaio delle notti serene, in cui lo zeffiro accarezza dolcemente le acque, poteva sopirsi mantenendo semplicemente l’orecchio in ascolto. La vela è capace di parlare; la balugina o l’inferitura allertano il timoniere dei cambiamenti. Una deviazione minima di rotta, una momentanea bizzarria del vento, un’onda che sposta la prua, si traducono sempre in rumore anomalo di vele. Quando il buio limita la vista, allora l’udito diventa il senso principale di un navigante, uomo che innanzitutto ‘sente’ il vento, il mare e la voce della sua nave.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Dino Campana il rumore del mare cadenzava il tempo dei ricordi. In un canto il poeta, steso sulla riva, chiacchera con un amico ‘scalognato’, conosciuto anni prima in pianura e ritrovato oltreoceano. Parla da un tempo che ha ormai preso una precisa dimensione, quello della confidenza che si dilata oltremisura. E’ il rumore delle onde che si frangono sui ciottoli della spiaggia a distoglierli dal loro parlare. Ricordano un oceano attraversato ai primi del Novecento, quando s’imbarcarono per andare a scoprire l’America. Quanto mare hanno visto, quanto rumore e quante voci hanno ascoltato, in quelle notti sul ponte di una nave che trasportava un’Italia misera e affamata. Pianti e grida di bambini, racconti e progetti di adulti, ricordi e nostalgie di vecchi. S’andava lenti, per giorni e giorni; si navigava in dorati silenzi, intervallati da brevi scali cadenzati dal cigolio delle catene.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraversare l’Atlantico a bordo di un piroscafo, significava viaggiare di un popolo minuto, di operai, contadini, donne con bambini attaccati al seno. Edmondo De Amicis, attraversò l’oceano, imbarcandosi a Genova sul piroscafo Galileo diretto a Buenos Aires. In quei viaggi, ai rumori del mare, si aggiungevano quelli degli emigranti italiani. Provenivano da diverse contrade, tutti accomunati dalle miserevoli condizioni che li spingevano a lasciare le loro terre per cercare fortuna in uno sconosciuto continente. Mantovani che sopravvissero all’umido e freddo inverno bollendo tuberi neri, calabresi che vivevano di un pane di lenticchie selvatiche, somigliante ad un impasto di segature di legna, mota ed erbe di campo, pugliesi poveri mangiatori di panrozzo e di acqua e sale. Tutta gente di terza classe che vedeva per la prima volta il mare, costretta dalla miseria a navigarlo per venti giorni. Settimane di sofferenza, in cui la buia ed umida stiva si trasformava in un infernale dormitoio, dove stavano corpi su corpi, in un concerto di lamenti, rantoli e tossi, che si mescolavano a miasmi e olezzi difficilmente immaginabili.</p>
<p style="text-align: justify;">All’emigrante di ieri come a quello di oggi, il mare è sempre apparso come la dolorosa via per una terra migliore, un orizzonte dal rumore pauroso e sinistro. “E faceva spavento, respiro di quella belva che era il mondo, il suono del mare: un respiro che veniva a spegnersi ai loro piedi”. Con questa prima impressione, Leonardo Sciascia incomincia il racconto delle peripezie di un gruppo di siciliani sulla spiaggia fra Gela e Licata, per prendere il mare alla volta della sognata America.</p>
<p style="text-align: justify;">Secoli prima, in condizioni altrettanto inumane viaggiavano sulle galee veneziane i pellegrini diretti in Terrasanta. Anch’essi popolavano il ventre della nave, accalcati gli uni sugli altri; vivevano una vicinanza spesso insopportabile, che si faceva ancor più inumana di notte, magari col maltempo.  Con movimento cadenzato dal ‘comito’ centinaia di remi tiravano la galea sulla rotta prestabilita, verso destinazioni lontane anche migliaia di miglia dal porto di partenza. Millecinquecentosettantasette miglia separano Venezia da Giaffa, una grande distanza che a metà del Cinquecento richiedeva circa un mese di viaggio, di cui i due terzi passati in mare. Purtroppo da Genova, ancora più lontani erano gli empori posti sulle sponde orientali del mare Nero, a Maurocasto, Balaclava e Caffa, o ancor più ad oriente quello di Tana, fiorente città sul mar d’Azov. Il ritmico rumore dei remi che s’immergevano, spingeva sull’acqua e riemergevano, cadenzava i giorni e le notti di bonaccia o, ed era ancora peggio, quelli con vento contrario. Remare per settimane significava sudare, calli alle mani, pieghe sui glutei, dolori lancinanti alle braccia e alla schiena. Duri i banchi, ancor più duri i remi. La storiografia e la letteratura hanno dedicato grande attenzione alle vicende dei Dogi e delle famiglie nobili, i veneziani Dondolo o i genovesi Doria. Praticamente scomparsa  è la memoria dei remieri, che hanno mosso le galere da guerra o commerciali . S’è perso nell’aria il rumore dei remi che per secoli tuffandosi in acqua hanno portato da una sponda all’altra le navi di Venezia, Genova, Amalfi e Pisa. Le Repubbliche marinare seppero costruire il loro primo e più vivo sulla forza dei loro rematori, sul loro sudore, sulla loro infaticabile vitalità. Le ricchezze che permisero le edificazioni dei meravigliosi capolavori architettonici delle quattro città, sono anche il frutto di chi, per scelta o per forza, consumò la sua vita al remo.</p>
<p style="text-align: justify;">Differenti le condizioni e le mansioni di lavoro, comuni le sofferenze dei marinai che a partire dalla metà dell’Ottocento si occuparono di alimentare le macchine dei moderni vapori. La fatica del remo o della vela venne sostituita da quella della pala, lo strumento con cui si muoveva il carbone necessario ad alimentare i fuochi delle caldaie. Il duro lavoro di molti marinai venne trasferito sotto coperta, nel ventre infuocato delle ‘mostruose’ nuove navi. A nulla valse l’opposizione di una generazione cresciuta su coperte, alberi e pennoni, perché inesorabilmente, dapprima i battelli mossi da pale, poi da eliche, si diffusero e sostituirono completamente i velieri. Nella descrizione di Victor Hugo sono riassunti rumori e suggestioni di chi, per la prima volta, osservava sgomento la moderna nave, una ‘massa informe, mostruosa, che fischiava e sputava, una cosa orrenda, che rantolava come una bestia e fumava come un vulcano, una specie di idra che perdeva bava tra la schiuma, trascinava la nebbia, e si avventava della direzione della città con spaventoso batter di pinne e con fauci da cui scaturivano fiamme’.</p>
<p style="text-align: justify;">Rumori di onde, conchiglie, cetacei ed uccelli, a cui si sovrappongono quelli di catene, bozzelli, remi, vele e motori; suoni ascoltati direttamente o fattisi racconto, poesia, canzone, leggenda, magari solo immaginati sognando il mare.</p>
<p style="text-align: justify;">[nggallery id=13]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.fascioemartello.it/13850/il-mare-ed-i-suoi-rumori-millenari/">Il mare ed i suoi &#8216;rumori&#8217; millenari</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.fascioemartello.it">Fascio e Martello</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fascioemartello.it/13850/il-mare-ed-i-suoi-rumori-millenari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un San Valentino «gattopardesco»</title>
		<link>http://www.fascioemartello.it/12081/un-san-valentino-gattopardesco/</link>
		<comments>http://www.fascioemartello.it/12081/un-san-valentino-gattopardesco/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 10:58:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucio Ruffa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Agazio Loiero]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[Primarie]]></category>
		<category><![CDATA[regionali]]></category>
		<category><![CDATA[regione calabria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fascioemartello.it/?p=12081</guid>
		<description><![CDATA[<p>E così, felici e contenti, innamorati o finti innamorati, la &#8220;grande&#8221; tradizione dell&#8217;amore all&#8217;insegna del santo di Terni, dell&#8217;opulente e ricco occidente postulatore dell&#8217;amore a mille rivoli e a centomila facce, ha consumato uno dei suoi rituali più attesi. In ogni dove dell&#8217;Italia nostra ogni coppia, volente o nolente è stata contagiata dal rituale. Ognuno [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.fascioemartello.it/12081/un-san-valentino-gattopardesco/">Un San Valentino «gattopardesco»</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.fascioemartello.it">Fascio e Martello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/02/Agazio-Loiero.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12082" title="Agazio Loiero" src="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/02/Agazio-Loiero-190x300.jpg" alt="" width="190" height="300" /></a>E così, felici e contenti, innamorati o finti innamorati, la &#8220;grande&#8221; tradizione dell&#8217;amore all&#8217;insegna del santo di Terni, dell&#8217;opulente e ricco occidente postulatore dell&#8217;amore a mille rivoli e a centomila facce, ha consumato  uno dei suoi rituali più attesi. In ogni dove dell&#8217;Italia nostra ogni coppia, volente o nolente è stata contagiata dal rituale. Ognuno a modo suo&#8230;E cosi sia&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Schede elettorali al posto delle classiche e ormai scontate rose rosse per il popolo del <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a>. Felici e contenti, dicevamo. Tutti tranne uno. Parlo della mia Calabria, ovviamente. L’escluso è Franco Bruno, che ha pagato il suo essere ex pd diventando pure ex candidato alla consultazione di domenica, non nasconde la sua amarezza: «Purtroppo, dobbiamo aver equivocato in molti sulle dichiarazioni che  affermavano si trattasse di primarie di coalizione». E si consola esercitando l’ironia: «Siamo di fronte al primo esperimento mondiale  &#8211; sostiene il senatore dell’Api &#8211; di “primarie con lo sterzo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Partecipazione, risultati e percentuali devono garantite in anticipo per evitare che interventi dal centro sconfessino le scelte già compiute». Così glissa il bell&#8217;uomo calabro-lucano dal petto sempre gonfio e dalla faccia sempre triste. Ma che vuoi Franco&#8230;cosa ti aspettavi da questo PD&#8230;.tu sei il  primo ad averne teorizzato l&#8217;evoluzione, in anticipo, da profeta quasi.<span id="more-12081"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Le primarie in Calabria si sono svolte all&#8217;insegna della più assoluta farsa e dell&#8217;assoluto pilotaggio loieriano, che è riuscito per l&#8217;ennesima volta a mettere tutti al loro posto. Meno Franco Bruno, come dicevo. Dissidenti, scontenti, delusi e collusi al Loiero pensiero, al Loiero agire. Tutti in riga e via..</p>
<p style="text-align: justify;">Ieri, domenica 14 Febbraio 2010, l&#8217;imperativo categorico era &#8220;andate e votatemi tutti&#8230;questo è il mio corpo chi lo mangerà vivrà ancora per altri  5 anni e potrà ritornare ad accomodarsi sulla sua bella poltrona&#8221;&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;">E mentre nel<a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a>l c’è chi parla di «carnevalata», Fernanda Gigliotti, ve la ricordate quella del dissenso più acceso, coordinatrice dell’area Marino in Calabria, in una letteraaperta a Pier Luigi Bersani e a Carletto Guccione afferma: «La saggia decisione di Pippo Callipo di dire di no all’ipocrita e gattopardesca esibizione democratica delle primarie calabresi (&#8230;) è un segno di serietà politica e di rispetto dell’intelligenza di tutti noi che conosciamo come funzionano le primarie nel <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a> di casa nostra. Meno male che c&#8217;è lei, ci sentiamo consolati, noi che a questo loierismo non abbiamo mai creduto, noi che a questo signore di Catanzaro, reduce pluridecorato della prima repubblica non vogliamo più credere. L&#8217;unico che è riuscito a superare e a far  dimenticare nei quarantanni passati dall&#8217;istituzione delle Regioni, il peggior Governatore calabrese che il Brutium, ovvero la Calabria Ultra e Citra abbia mai avuto: Giuseppe Chiaravalloti.</p>
<p style="text-align: justify;">Bersani sa bene che la Calabria non è la Puglia o l’Umbria e che qui le primarie possono essere un modo per non scegliere, per non cambiare».</p>
<p style="text-align: justify;">Dal canto suo, Bersani, incontrando a Roma Guccione, fa sapere che i tentativi di allargare la coalizione sono ancora in corso, ma che in ogni caso domenica il <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a> avrà il suo candidato. Al qual proposito, per Agazio Loiero “hip hip hurrà”, gridava due giorni fa Damiano Gagliardi; ma le dichiarazioni del “tifoso” assessore non piacciono ai compagni del coordinamento regionale di “Rifondazione comunista in movimento”, che affermano: «Sono distanti dalla nostra cultura, dalla linea e dalla pratica politica, dalla nostra ideologia, da qualsivoglia cultura democratica e dal modo di intendere il partito, il ruolo degli organismi dirigenti, il ruolo delle istituzioni e nelle istituzioni. La sua è una cultura feudale nel rapporto con chi sta in alto e con chi sta in basso nelle istituzioni, nei partiti e nella società». Meno male che ci sono loro. I COMPAGNI di base&#8230;altrimenti chi lo frenerebbe questo assessore tuttodunpezzo, che scarrozza fra aereporti e fiere turistiche nazionali ed internazionali, tra finte battaglie, come quella sulla Nave dei Veleni e</p>
<p style="text-align: justify;">dichiarazioni stampa a iosa, nell&#8217;eroico tentativo di ridare una prospettiva turistica a questa regione, martoriata e violentata non solo dalle navi dei veleni, ma dai veleni tout court, primo fra tutti quello storico, antropologico, difficile da estirpare: il male oscuro, la &#8216;ndrangheta con la 38  special e quella con &#8220;la penna&#8221;, per dirla alla Pippo Callipo. Ma per favore amici e com-pagni. Un tempo un certo pudore lo avevate. Oggi nemmeno quello.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è  bastata nemmeno la richiesta di ieri a far desistere il popolo di Loiero. Mi riferisco a quella del PM di Catanzaro per il processo denominato Why Not. Bene, per il nostro Agazio, la richiesta di pena è di quelle blande, di quelle leggere: solo un anno e sei mesi. Cosa volete che siano per uno che è sopravvissuto a tutto e a tutti e che dai felini,  ha ereditato la caratteristica principale: vivere per sette vite. Si, cari amici, di questo si tratta.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Agazio Furioso e incazzoso è anche un gatto. I gatti, si dice e ci credo, hanno sette vite. Lui lo ha confermato ieri. Plebiscito alle primarie, tutti al loro posto, Adamo, Bova, Censore, Lo Moro, tutti avranno la loro bella poltrona ed il popolo che 2 mesi fa applaudiva per cinque minuti di fila  la proposta che il &#8220;mitico&#8221; Nicola Adamo osava pronunciare in quel di Lamezia, &#8220;fai un passo indietro caro Loiero&#8221;, oggi è felice e contento. Ma è san Valentino, il giorno degli innamorati d&#8217;Italia e quindi tutto si spiega. Scopelliti ringrazia e sorride.</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.fascioemartello.it/12081/un-san-valentino-gattopardesco/">Un San Valentino «gattopardesco»</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.fascioemartello.it">Fascio e Martello</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fascioemartello.it/12081/un-san-valentino-gattopardesco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Considerazioni a voce alta sull’ectoplasma chiamato PD in crisi di identità cronica</title>
		<link>http://www.fascioemartello.it/12007/considerazioni-a-voce-alta-sull%e2%80%99ectoplasma-chiamato-pd-in-crisi-di-identita-cronica/</link>
		<comments>http://www.fascioemartello.it/12007/considerazioni-a-voce-alta-sull%e2%80%99ectoplasma-chiamato-pd-in-crisi-di-identita-cronica/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 23:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucio Ruffa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Bersani]]></category>
		<category><![CDATA[D'Alema]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fascioemartello.it/?p=12007</guid>
		<description><![CDATA[<p>Da quando Nanni Moretti chiedeva a Massimo D’Alema di dire «Qualcosa di Sinistra» è passata molta acqua sotto i ponti. Da allora ad oggi sono stati chiamati numerosi leader alla guida del partito e mai nessuno è riuscito finalmente a dire qualcosa di Sinistra. Non l’ha fatto Walter Veltroni che aveva l’ambizione di fare un [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.fascioemartello.it/12007/considerazioni-a-voce-alta-sull%e2%80%99ectoplasma-chiamato-pd-in-crisi-di-identita-cronica/">Considerazioni a voce alta sull’ectoplasma chiamato PD in crisi di identità cronica</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.fascioemartello.it">Fascio e Martello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-12008" title="bersani-con-sigaro" src="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/01/bersani-con-sigaro-184x300.jpg" alt="bersani-con-sigaro" width="184" height="300" />Da quando Nanni Moretti chiedeva a Massimo D’Alema di dire «Qualcosa di Sinistra» è passata molta acqua sotto i ponti. Da allora ad oggi sono stati chiamati numerosi leader alla guida del partito e mai nessuno è riuscito finalmente a dire qualcosa di Sinistra. Non l’ha fatto Walter Veltroni che aveva l’ambizione di fare un grande <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a> e alla fine il partito ha fatto a meno di lui. Il progetto di Veltroni era quello di fare un grande partito riformista e, per realizzarlo, ha scelto una via scomoda e difficile da percorrere: sbarazzandosi di tutti quei partiti e partitini zavorra, ed alleandosi solo con il partito dell’ex pm Di Pietro. Un partito questo, che da allora ad oggi, si è ingrossato a dismisura, guarda caso, rosicchiando voti solo al <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a>. Insomma anche Walter non fu in grado di dire una cosa di Sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il tramonto dell’ex sindaco di Roma, fu chiamato alla guida del <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a> Dario Franceschini. L’unica cosa che si ricorda di Franceschini è il giuramento sulla Costituzione e l’infelice frase «Fareste educare i figli da Berlusconi?». Il resto, nulla. Niente. Zero assoluto. Non una frase, un pensiero, una enunciazione, un atto nel quale c’era qualcosa di Sinistra. Il colpo di grazia, lo scialbo e incolore segretario a tempo del <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a>, lo ha dato nel corso delle votazioni contro lo Scudo fiscale. Franceschini, in quella circostanza, non era in aula. Da qualche mese, alla guida del <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a>, c’è un leader di provata esperienza, uno di quelli che è cresciuto a pane e politica. <span id="more-12007"></span>Secondo voi in questi pochi mesi il neo segretario Pierluigi Bersani ha detto qualcosa di Sinistra? Macché. Anzi, sembra che da quando c’è lui le cose nel partito si stiano ingarbugliando. In Puglia le primarie tra Vendola e Boccia, oltre a riproporre un film già visto cinque anni fa, mettono in luce divisioni su molti temi. E anziché unire gli elettori del <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a> e del Centrosinistra li divide ulteriormente. E’ così anche nel Lazio. La candidata del Centrosinistra alla regione Lazio, Emma Bonino, sembra più una candidatura imposta al <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a> che una scelta del partito. Non parliamo, poi, della incapacità, della impotenza, della debolezza che questo partito dimostra in Calabria. Non riesce a dire al presidente uscente Agazio Loiero di mettersi da parte, magari non per le sue inadempienze o perché ha mal governato, o perché diversi suoi assessori hanno avuto grane con la giustizia, o perché la sanità in Calabria fa acqua da tutte le parti, o perché non è stato fatto nulla per migliorare la viabilità, soprattutto la statale 106, detta strada della morte; ma perché è imputato in un processo in corso e, almeno per questo motivo, fino a quando non ci sarà una sentenza a suo favore, si deve fare da parte. E invece no. Bersani non solo non è riuscito a dire a Loiero di farsi da parte, ma sembra essere condizionato, pressato e stretto all’angolo del ring dalle oligarchie locali. Non è un buon segno questo, soprattutto per un partito che vuole candidarsi alla guida del Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.fascioemartello.it/12007/considerazioni-a-voce-alta-sull%e2%80%99ectoplasma-chiamato-pd-in-crisi-di-identita-cronica/">Considerazioni a voce alta sull’ectoplasma chiamato PD in crisi di identità cronica</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.fascioemartello.it">Fascio e Martello</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fascioemartello.it/12007/considerazioni-a-voce-alta-sull%e2%80%99ectoplasma-chiamato-pd-in-crisi-di-identita-cronica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Calabria al voto: atto terzo</title>
		<link>http://www.fascioemartello.it/12005/la-calabria-al-voto-atto-terzo/</link>
		<comments>http://www.fascioemartello.it/12005/la-calabria-al-voto-atto-terzo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 23:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucio Ruffa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Callipo]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[idv]]></category>
		<category><![CDATA[Loiero]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[Pdl]]></category>
		<category><![CDATA[regione calabria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fascioemartello.it/?p=12005</guid>
		<description><![CDATA[<p>Assenza prolungata la mia, da questa piattaforma assai interessante e stimolante. Assenza, spero, che gli amici di Facioemartello vorranno giustificare. Dieci giorni di ritardo sullo scenario politico calabrese, in fermento come il luppolo prima di divenire birra, che mi sono forzatamente preso per tentare di organizzare un riscatto per la mia amata Tropea. Ed eccomi [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.fascioemartello.it/12005/la-calabria-al-voto-atto-terzo/">La Calabria al voto: atto terzo</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.fascioemartello.it">Fascio e Martello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-12006" title="calabria" src="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/01/calabria-186x300.jpg" alt="calabria" width="186" height="300" />Assenza prolungata la mia, da questa piattaforma assai interessante e stimolante. Assenza, spero, che gli amici di Facioemartello vorranno giustificare. Dieci giorni di ritardo sullo scenario politico calabrese, in fermento come il luppolo prima di divenire birra, che mi sono forzatamente preso per tentare di organizzare un riscatto per la mia amata Tropea.  Ed eccomi quindi a reportare gli avvenimenti più interessanti che ci porteranno da qui a poche settimane al voto per il rinnovo del Consiglio Regionale della Calabria. Eravamo rimasti al fatto che il centro-destra in Calabria avesse trovato il suo candidato alla presidenza: Peppe Scopelliti. Cosi è. Confermato!  Il “Peppone dello stretto” in questi giorni sta galoppando come un cavallo bianco dell’Arizona. Incamera dalla sua parte, una serie di sigle e di movimenti attivi in Calabria e ieri, a Rende, sigla l’accordo politico con gli uomini di Casini. L’asse è forte e a questo punto è quello che diviene il favorito: PDL-UDC e 12 sigle proiettano, insieme ai sondaggi sul sindaco più amato d’Italia, l’omone dal metro e novantacinque di statura,  quale favorito per la vittoria finale. Il centro-sinistra (mi scusino i lettori se continuo a chiamare così i poli, ma chi vi scrive non riesce ad accettare un bipartitismo assurdo e un bipolarismo di comodo), dalla sua arranca…ed arranca molto. L’unico a mostrare segni di reazione e di rigurgito politico di una certa brillantezza è Pippo Callipo che non è uomo di Di Pietro, come molti superficialmente hanno etichettato, ma imprenditore serio e strutturato nel ruolo,  da decenni. A darmi conferma di questa mia convinzione è Umberto De Rose, presidente di Confidustria Calabria, che dovrebbe assumere, secondo le indicazioni di Bersani il ruolo di guida della prossima ventura tornata elettorale, quella della coalizione opposta al PDL &amp; C. Il presidente di Confindustria sarebbe disposto ad accettare la proposta del <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a> nel caso in cui la sua candidatura risulti gradita anche a Pippo Callipo, imprenditore attualmente in corsa – come si diceva &#8211; per la presidenza della giunta. L’ “Agazio furioso” alias il governatore uscente, non si dà per vinto e pare stia pensando ad una contromossa: in tal senso un nome spendibile per la sua successione sarebbe quello del presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio. Ma andiamo con ordine. Rimettere a punto le idee ed i tasselli di un’intricata matassa pre-elettorale non è semplice nemmeno per me, che di queste cose, passo per veloce ed esperto anche se non è affatto vero. Credo che per le prossime ore ed i prossimi giorni, sarà l’accordo tra <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a> e Idv il tema principale. L&#8217;imprenditore vibonese Callipo, farebbe pensare con le sue dichiarazioni che  l’accordo ventilato da Bersani  non gli piace (per me bleffa): «La mia candidatura è una candidatura della società civile. Ringrazio l’Italia dei valori e “Per il Sud” per la disponibilità a sostenerla e farla propria e posso ora annunciare che con gli amici Radicali della lista Bonino-Pannella abbiamo raggiunto un’identica intesa della quale sono particolarmente lieto e grato». C’è poi chi, come Giuseppe Giordano, presidente del consiglio regionale di Reggio, osserva: «Ormai è tardi perché il <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a> pensi di fare un bagno catartico attirando Callipo nella sua tela. Si deve finire con il “loierismo”». <span id="more-12005"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma cosa fanno le altre componenti del centrosinistra calabrese?  Una parte scalpita, eccome se scalpita: «Il <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a> deve dirci se è in grado di assicurare alla coalizione una candidatura credibile e dignitosa», afferma spazientito il socialista Luigi Incarnato.</p>
<p style="text-align: justify;">Possibile anche una candidatura della Sinistra, dice. Fa risentire la propria voce Fernanda Gigliotti, consigliere nazionale del <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a>: «C&#8217;è un solo modo per rimettere in piedi un <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a> della Calabria allo stremo delle forze: il coraggio di una scelta chiara, pulita, trasparente e che, come Vendola in Puglia e Bonino nel Lazio, ci riporti alla luce e alla possibilità di batterci a viso scoperto e con orgoglio». Politichese….il nome dov’è?</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto si registrano nuovi cambi di casacca. Cose “assai serie”…. Il segretario cittadino di Crotone del <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a>, Dario Cerminara, si è dimesso dal partito e dal ruolo di segretari del PD cittadino di Crotone, ed ha aderito ai DemoKRatici, il soggetto politico costituito dal consigliere regionale Enzo Sculco, (indagato e poi anche condannato in primo grado e costretto alle dimissioni nel precedente Consiglio regionale) al centro nei giorni scorsi di una polemica accesa con Doris Lo Moro;  lui, insieme ad  Enzo Sculco e al suo movimento si è schierato dalla parte di Peppe Scopelliti, per la “felicità” di Angela Napoli che di sicuro “approverà” questa scelta. Soddisfatto per l&#8217;accordo &#8211; cui manca però il sigillo dell’ufficialità – con l’Udc è il dirigente del <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a>l Mimmo Barile, secondo il quale occorrerebbe «aprire una fase nuova dentro il centrodestra calabrese (questione di poltrone da concordare, solo piccoli dettagli); particolare attenzione va rivolta alla interlocuzione e alla dialettica con i socialisti, ineguagliabile griffe che negli anni per prima ha portato in politica il vento del cambiamento, della modernizzazione della politica e delle riforme». E i Socialisti uniti si fanno sentire con Saverio Zavettieri, che ripete: «Il futuro ci interessa, perché è lì che vogliamo trascorrere i nostri giorni». Il presente, intanto. Capigruppo al lavoro a palazzo Campanella. Tra i temi affrontati ieri l&#8217;abolizione del listino. Solo un accordo di massima al momento. Lavori rinviati dopo che la discussione si è arenata sull’emendamento presentato da Totò Borrello, mio caro ed ex amico di molte venture; misura che prevede l’innalzamento al 15% della soglia di sbarramento per le coalizioni. dice che la sua non è una proposta dell’oggi ma che è datata Luglio 2009, quindi non strumentalizzabile da nessuno; io la “pulce” però la metto lo stesso: era il tempo in cui aveva lasciato L’Udeur di Mastella allora non proprio con percentuali alte, nemmeno in Calabria. Franco Corbelli, leader del movimento Diritti civili, annuncia azioni clamorose quali l&#8217;occupazione della sede del consiglio regionale. Una battaglia, la sua, combattuta al fianco di Oliverio, molto attivo in questi giorni con la promozione del movimento anti-listino.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, dunque e pertanto, (così mi ha educato alla scrittura quel Rocco tanto amato), occorre il finale e la sintesi. Eccola: centrodestra favorito, con candidato e coalizione pronta insieme all’UDC quale maggior partito alleato ed un “Peppone” motivato e brillante; centrosinistra ancora con forti ritardi nelle scelte, con un’enorme ritardo nei tempi dell’organizzazione e senza candidato ufficiale  a tutt’oggi. Callipo è la vera  novità di questi mesi; questo io ho registrato e questo io vi trasmetto…. tutto il resto è noia…avrebbe glissato una nota canzone di Franco Califano….a presto carissimi.</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.fascioemartello.it/12005/la-calabria-al-voto-atto-terzo/">La Calabria al voto: atto terzo</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.fascioemartello.it">Fascio e Martello</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fascioemartello.it/12005/la-calabria-al-voto-atto-terzo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
