Da questa mattina una folla di giornalisti si trova presso l’aula bunker del palazzo di Giustizia di Torino è cominciato alle 9:40 la deposizione del pentito Gaspare Spatuzza al processo di appello a carico del senatore Marcello dell’Utri (Pdl), accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Sono più di 100 giornalisti, oltre a cameramen e fotografi, tra cui alcuni stranieri stranieri.
Grazie ai video di skytg24, all’adnkronos e all’ansa vi aggiorneremo quasi in diretta sulle fasi della deposizione.
Ore 9:42 – Dell’Utri, aspettative eccessive.
«Intorno alla deposizione di Spatuzza ci sono aspettative eccessive: si sta enfantizzando una cosa certamente importante ma che non ha il rilievo eccezionale che le è stato dato e tutto questo toglie serenità». Lo ha detto il Procuratore generale di Palermo Nino Gatto prima dell’inizio dell’udienza del processo d’appello al senatore Marcello Dell’Utri.
Ore 9:51 – Difesa di Dell’Utri chiede revoca deposizioni Spatuzza
È cominciato con la richiesta di revoca dell’ammissione della deposizione del pentito Gaspare Spatuzza il processo d’appello a Torino al senatore Marcello Dell’Utri, accusato di concorso in associazione mafiosa. A sorpresa, prima che il collaboratore salisse sul banco dei testi, l’avvocato Alessandro Sammarco ha chiesto ai giudici della seconda sezione della Corte d’appello di revocare l’ordinanza con cui avevano ammesso la testimonianza dell’ex boss. «Quello che sta accadendo in questo processo – ha spiegato – è del tutto anomalo. Il dibattimento era giunto al termine, quando è stato inondato da quintali di documenti relativi a temi diversi da quelli trattati in primo grado».
ore 9:54 – LEGALE DELL’UTRI, ANOMALO QUELLO CHE ACCADE IN QUESTO PROCESSO/ È UN DIBATTIMENTO DI PRIMO GRADO CHE SI GIUDICA IN APPELLO
«Quello che sta accadendo in questo processo è anomalo». Lo ha detto l’avvocato Alessandro Sammarco, uno dei legali del senatore (SAMMARCO). «È un processo di primo grado che si giudica in appello. C’è qualcosa che non va -ha aggiunto Sammarco- il processo era già terminato e aveva già avuto i suoi sviluppi si stava avviando già a conclusione. La Procura generale doveva solo presentare le richieste. Il processo è stato inondato di carte e documenti di richiesta su temi che sono diversi. Oggi si parla di altri fatti ma si giudica sul processo di primo grado. Insomma, c’è un processo di primo grado che si sta innestando in modo anomalo sul processo di primo grado». «Questa anomalia – ha proseguito il legale – porta ad una grave incostituzionalità: si perde un grado di giudizio, affrontiamo un nuovo giudizio di primo grado ma in appello, tutta la difesa di primo grado viene amputata e abbiamo perso anche le indagini preliminari»
Ore 10:37 – LEGALE DELL’UTRI, SPATUZZA NON BOMBA ATOMICA MA SOLO PETARDO = DIFESA CHIEDE IN SUBORDINE A REVOCA DEPOSIZIONE ACQUISIZIONE VERBALI
«Che scoppi la bomba atomica, tanto sarà un petardo». Lo ha detto l’avvocato Antonino Mormino, uno dei legali del senatore Marcello dell’Utri. «C’è un evidente carattere di inattendibilità delle dichiarazioni del collaborante Gaspare Spatuzza rispetto agli aspetti centrali delle indagini, cioè l’indicazione del senatore Marcello Dell’Utri e del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi come collusi con la mafia nella questione delle stragi mafiose», ha aggiunto ancora Mormino. «C’è un reiterato atteggiamento negativo da parte di Spatuzza sulla conoscenza di referenti politici, di Graviano, su nomi, rapporti collusivi, tutto quello che non offre il quadro complessivo della situazione – dice – Se la Corte dovesse decidere di ascoltare il pentito Spatuzza. Consentire l’acquisizione formale di tutte le dichiarazioni di Spatuzza in modo che così emergano le menzogne, le manipolazioni della verità così come risultano da questi verbali – ha detto ancora Mormino – Se vogliamo perseguire un obiettivo di verità, facciamolo».
Ore 1o:50 – LEGALE DELL’UTRI, PROCESSO PARALLELO ANCHE SU BERLUSCONI
«Assistiamo ad un processo parallelo, quello pubblico mediatico dove non interviene solo il sistema dell’informazione, ma la fonte anomala dell’informazione, che è il magistrato che conduce l’indagine e che da una serie di indicazioni che noi conosciamo attraverso la stampa. Qui trattiamo del rapporto di Dell’Utri, anzi in prima battuta di Berlusconi, come collusi con il sistema mafioso nell’ambito delle stragi mafiose del ’93-’94». Lo ha detto l’avvocato Antonino Mormino, uno dei legali del senatore Marcello Dell’Utri (Pdl), parlando ancora davanti alla Corte d’Appello di Palermo in trasferta a Torino. Parlando ancora del processo, Mormino aggiunge: «Il materiale introdotto nel dibattito processuale attraverso il deposito di atti apre nuovi scenari ed è necessario che la corte nel prenda atto. Ciò avviene attraverso la produzione degli atti, lo spostamento radicale dell’oggetto dell’indagine del processo. Qui non parliamo più della generica collusione mafiosa tra il senatore dell’Utri e il sistema mafioso, ma di una più vasta situazione collusiva. Qui si parla delle stragi mafiose». E ancora: «C’è un reiterato atteggiamento negativo da parte di Spatuzza sulla conoscenza dei referenti politici, dei rapporti collusivi». Il legale ha poi ribadito la richiesta di acquisire formalmente tutte le dichiarazioni rese dal pentito Spatuzza: «In questo modo emergono le menzogne, le manipolazioni della verità, così come risultano da questi verbali. Se vogliamo perseguire un obiettivo di verità, facciamolo».
Ore 10:51 – PG REPLICA A DIFESA
Nega l’autorizzazione all’acquisizione di tutte le dichiarazioni rese dal pentito Gaspare Spatuzza e si oppone alle istanze dei difensori il procuratore generale di Palermo, Nino Gatto, pubblica accusa al processo d’appello al senatore del PdL Marcello Dell’Utri, in corso davanti ai giudici palermitani, in trasferta a Torino. I legali dell’imputato hanno chiesto la revoca dell’ordinanza ammissiva della deposizione del pentito Gaspare Spatuzza e, in subordine, hanno chiesto, prima dell’esame del collaboratore di giustizia, l’acquisizione al dibattimento di tutte le dichiarazioni da questi rese. Il Pg si è opposto alla richiesta di revoca ed ha chiesto alla Corte di dichiarare manifestamente infondata un’eccezione di incostituzionalità della norma sulla rinnovazione parziale del dibattimento nel corso del giudizio d’appello. Ha, inoltre, negato il consenso all’acquisizione dei verbali del pentito, tranne che la difesa non acconsenta all’ingresso nel processo delle rivelazioni degli altri collaboratori di giustizia sentiti a riscontro di Spatuzza e di un’altra serie di atti d’indagine.
Ore 10:55 – DELL’UTRI: SPATUZZA HA INTERESSE A BUTTARE GIÙ GOVERNO CHE LOTTA CONTRO
«La mafia ha l’interesse a buttare giù un governo che sta lottando contro la mafia». Lo ha detto il senatore Marcello Dell’Utri in una breve pausa del processo d’appello a suo carico in corso a Torino per questioni di sicurezza. «Spatuzza non è un pentito dell’antimafia, ma della mafia. Il governo Berlusconi è quello che più si è impegnato nella lotta a Cosa Nostra»: lo ha detto il sen.Marcello Dell’Utri, parlando con i giornalisti durante una pausa del processo davanti alla corte d’appello di Palermo, riunita a Torino, nel quale è imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. «Sono tranquillo – ha aggiunto – ma assisto ad uno spettacolo incredibile. Mi sento a teatro, ma il protagonista-imputato non sono io, è un altro».
Ore 11:01 – GIUDICI IN CAMERA CONSIGLIO PER ECCEZIONI
La II Sezione della Corte d’Appello di Palermo, in trasferta a Torino per il processo al senatore Marcello Dell’Utri, è in camera di consiglio per decidere sulle eccezioni sollevate dai legali dell’imputato. I difensori del senatore hanno chiesto ai giudici di revocare l’ammissione dell’esame del pentito Gaspare Spatuzza, prevista per oggi, e hanno sollevato un’eccezione di legittimità costituzionale della norma sulla rinnovazione parziale del dibattimento nel secondo grado di giudizio.
Ore 11:08 – PG PROCESSO DELL’UTRI NEGA CONSENSO AD ACQUISIZIONE VERBALI
Il sostituto procuratore generale di Palermo Antonio Gatto, che rappresenta l’accusa nel processo a carico del senatore Marcello Dell’Utri (Pdl), accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, ha negato il suo consenso all’acquisizione dei verbali del pentito di mafia Gaspare Spatuzza, così come chiesto dalla difesa del politico. «Mi riservo di sentirlo in dibattimento», ha detto a margine del processo. Il presidente della corte d’Appello Claudio Dall’Acqua è adesso entrato in camera di consiglio per decidere sul proseguimento del dibattimento.
Ore 11:16 – DELL’UTRI, I GRAVIANO? MAI CONOSCIUTO NESSUNO DICHIARAZIONI CIANCIMINO MI FANNO RIDERE
«I Graviano? Non li ho mai conosciuti, io non conosco nessuno». Lo ha detto il senatore Marcello Dell’Utri. «Provenzano? Sta scherzando», ha aggiuto rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se conoscesse questi personaggi. «Io conoscevo Vittorio Mangano – ha affermato Dell’Utri – punto e basta». Il senatore del Pdl, che partecipa all’udienza del processo nei suoi confronti che è stato trasferito per motivi si sicurezza da Palermo a Torino, ha poi negato di avere ricevuto messaggi mafiosi: «Ma quali messaggi? Le dichiarazioni di Ciancimino mi fanno ridere…»
Ore 11:18 – PG PROCESSO DELL’UTRI, NELLE CARTE NUOVE ILLUSTRA COLLUSIONE SENATORE
«Con le nuove carte arrivate dalle Procure si illustra come è avvenuta la collusione dell’imputato». Lo ha detto il sostituto procuratore generale di Palermo Antonino Gatto, che rappresenta l’accusa nel processo a carico del senatore . Durante una pausa del processo il magistrato ha ribadito che la «legge ammette l’ammissione di nuove prove ed è quello che ha fatto la corte d’appello di Palermo ammettendo la deposizione del collaboratore Gaspare Spatuzza. Il processo che stiamo facendo riguarda proprio Dell’Utri accusato di collusioni politico-mafiose». A chi gli chiedeva un commento su quanto detto da Dell’Utri («Spatuzza è un pentito dalla mafia e non dell’antimafia»), Gatto ha detto: «chiedetelo a lui quello che voleva dire, io non saprei…».
Ore 11:26 DELL’UTRI, POSSIBILE CHE BOSS ABBIANO VOTATO PER NOI. D’ALTRONDE HANNO VOTATO ANCHE PER ORLANDO
«Ma che ne so? Può essere anche che la mafia ha votato nel 2001 per noi, purtroppo non gli hanno ancora tolto il diritto di voto. Ma, d’altronde, ha votato anche per Orlando». Così, il senatore Marcello Dell’Utri, in una pausa del processo a Torino, ha replicato ai giornalisti che gli chiedevano se nel 2001, quando l’allora partito di Forza Italia vinse le politiche in Sicilia con 61 seggi a 0, potrebbe ssere stata votata pure dai boss.
Ore 11:27 DELL’UTRI, CON QUESTE ACCUSE PERSONA NORMALE O IMPAZZISCE O SI SPARA
«È una cosa fuori dal mondo. Si rischia di impazzire». Così il senatore Marcello Dell’Utri in una pausa del processo d’appello in corso a Torino risponde a chi gli domanda come si senta rispetto alle accuse che gli vengono mosse da alcuni pentiti. «Non è una bella cosa, devo fare un lavoro su di me molto difficile per non somatizzare tutte queste cose che sono cose gravissime. Una persona normale o impazzisce o si spara. E io invece non sono normale, cioè non mi sparo », ha concluso.
Ore 11:54 – CORTE RESPINGE ISTANZA DIFESA
La seconda sezione della Corte d’appello di Palermo ha respinto l’istanza di revoca della testimonianza del pentito Gaspare Spatuzza presentata dai legali del senatore del Pdl Marcello Dell’Utri sotto processo per concorso in associazione mafiosa. Dopo una camera di consiglio durata circa mezz’ora la Corte di Appello di Palermo, riunita nell’aula bunker del Palazzo di Giustizia di Torino, ha rigettato la richiesta avanzata dalla difesa di Marcello Dell’Utri di non ascoltare oggi il pentito Gaspare Spatuzza. Il presidente della corte Claudio Dall’Acqua ha quindi confermato l’ordinanza emessa lo scorso ottobre, che prevede la deposizione del pentito. La corte ha quindi dichiarato inammissibile l’eccezione di incostituzionalità avanzata questa mattina dalla difesa del senatore. «L’esame di Spatuzza – ha detto Dall’Acqua – non può che riguardare fatti riferibili all’imputato. I rilievi di incostituzionalità sono manifestamente infondati».
Ore 11:56 – SPATUZZA IN AULA PER DEPORRE
Cominciata nell’aula bunker 1 del palazzo di giustizia di Torino la deposizione del pentito di mafia Gaspare Spatuzza, citato come teste al processo d’appello al senatore Marcello Dell’Utri dal pg. Il pentito depone dietro un paravento bianco, col volto coperto da un passamontagna, circondato da alcuni agenti.
Ore 12:03 – PENTITO SPATUZZA, DOPO STRAGI MAFIOSE CI SIAMO SPINTI OLTRE
«Ho fatto parte dagli anni Ottanta al Duemila di un’associazione terroristico-mafiosa denominata Cosa nostra. Dico terroristica per quello che mi consta personalmente, perchè dopo gli attentati di via D’Amelio e Capaci, ci siamo spinti oltre, come l’attentato al dottor Costanzo (Maurizio ndr)»
Ore 12:27 – PENTITO SPATUZZA, DOPO STRAGI CAPACI E VIA D’AMELIO ABBIAMO GIOITO
«Oggi posso dire che vigliaccamente, dopo la strage di Capaci abbiamo gioito e altrettanto vigliaccamente lo abbiamo fatto anche dopo la strage di via D’Amelio». È uno dei passaggi della deposizione del pentito di mafia Gaspare Spatuzza davanti ai giudici.
Ore 12:29 – PENTITO SPATUZZA, STRAGI ’93 NON FURONO SOLO DI COSA NOSTRA
«Giuseppe Graviano durante un incontro avvenuto nel ’94 mi disse “è bene che ci portiamo un pò di morti dietro, così chi si deve dare una mossa se la da…”. Me lo disse quando io feci delle rimostranze al suo progetto di uccidere ‘”u bel pò di carabinieri”». Lo ha detto il pentito di mafia Gaspare Spatuzza deponendo al processo Dell’Utri, in trasferta a Torino. «Dissi a Graviano che ci stavamo portando un pò di morti che non ci appartenevano, pensavo ad esempio ai cinque morti che c’erano stati tra milano e Firenze, tra cui la bellissima bambina fiorentina -aggiunge- Era un terrorismo che a noi non apparteneva. Ma Graviamo mi disse che era bene che ci portassimo dietro questi morti». Poi, il pentito di mafia, rispondendo al pg Antonino Gatto che gli chiede se ci fossero collusioni tra la mafia e la politica, ricorda che nel luglio del ’93, mentre si trovava a Roma per l’attentato da compiere «alla chiesa San Giovanni, Giuseppe Graviano mi fece consegnare cinque lettere a Fifetto Cannella da imbucare la sera prima dell’attentato. E questo per me era un’anomalia, che noi informassimo qualcuno sull’attentato».
Ore 12:39 – SPATUZZA CITA BERLUSCONI
«Graviano mi disse che avevamo ottenuto tutto quello e questo grazie alla serietà di quelle persone che avevano portato avanti questa storia, che non erano come quei quattro ‘crastì socialisti che avevano preso i voti dell’88 e ’89 e poi ci avevano fatto la guerra. Mi vengono fatti i nomi di due soggetti: di Berlusconi, Graviano mi disse che era quello del Canale 5». Lo ha detto il pentito Gaspare Spatuzza nel corso della sua deposizione.
Ore 12:44 SPATUZZA, NEL 1987 SOSTENEMMO PSI
«Nell’87 Giuseppe Graviano mi disse che dovevamo sostenere i candidati socialisti alle elezioni. All’epoca il capolista era Claudio Martelli. A Brancaccio facemmo di tutto per farli eleggere e i risultati si videro: facemmo bingo».
Ore 12:59 – DELL’UTRI;SPATUZZA,CON LUI E BERLUSCONI PAESE IN MANO
Oltre al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il pentito Gaspare Spatuzza a Torino cita anche l’imputato, il senatore Marcello Dell’Utri. «C’è di mezzo un nostro compaesano, Dell’Utri», ha detto Spatuzza, citando Graviano. «Grazie alla serietà di queste persone – ha aggiunto – ci avevano messo praticamente il Paese nelle mani».
Nel suo racconto il pentito Spatuzza riferendosi alla «serietà delle persone che avevano portato avanti quella cosa», riferisce che Graviano gli disse «persone che non erano come quei quattro ‘crastì socialisti che nell»88 e nell«89 si erano presi i voti e poi ci avevano fatto la guerra». Al procuratore generale che gli chiede se aveva mai sentito nominare Dell’Utri prima di quell’occasione, Spatuzza risponde di no. «E Berlusconi?», aggiunge il procuratore. «Di Berlusconi sapevo che era il proprietario di canale 5», risponde Spatuzza, che poi alla domanda se era a conoscenza di interessi politici di Berlusconi e Dell’Utri in quel momento risponde di no. E «no» è anche la risposta alla domanda se durante quel colloquio chiese altre spiegazioni.
Ore 13:02 – SPATUZZA, COSÌ FALLÌ L’ATTENTO ALL’OLIMPICO DI ROMA
«Era già tutto pronto per l’attentato allo stadio Olimpico di Roma per uccidere i carabinieri , ma all’ultimo minuto quando Benigno premette il telecomando, fortunatamente, grazie a Dio, il telecomando non funzionò». «Benigno (picciotto di mafia, ndr) continuò a premere il telecomando ma non succedeva niente -prosegue- per l’Olimpico dovevamo usare una tecnica esplosiva che non avevano mai usato neppure i talebani, mettendo tondini di ferro, oltre all’esplosivo, per aumentare la deflagrazione». E sempre Spatuzza a ricordare che l’attentato andava fatto «al termine della partita all’Olimpico. Dopo il fallito attentato tornammo a Palermo».
Ore 13:15 - SPATUZZA, NEL 2004 VOLEVO DISSOCIARMI MA C’ERANO TROPPI PROBLEMI
«Nel ’99 in carcere chiesi a Filippo Graviano notizie sulla dissociazione da Cosa nostra e lui mi spiegò che non ci interessava la dissociazione dei magistrati “perchè alla fine sappiamo quello che vogliono” e la questione si chiuse lì. Poi, nel 2004, sempre nel carcere di Tolmezzo, ci ritroviamo con Filippo Graviamo egli chiesi di nuovo della dissociazione. Lui mi disse ‘non ci interessa nulla, tutto deve venire dalla politicà». «Nel 2005 io dovevo fare un colloquio investigativo con l’allora Procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna, che ha visto la mia disponibilità – ha aggiunto – ma non me la sentivo di collaborare perchè c’erano problemi familiari. Infatti sono stato rinnegato dalla mia famiglia per la scelta che ho fatto, e solo Dio sa la pena che ho nel cuore. Poi c’è la questione di via D’Amelio. E sapevo i problemi che avrei dovuto affrontare anche per il problema della politica». E ha concluso: «Nel 2004 non ho parlato con Filippo Graviano nè del signor Berlusconi nè del signor Dell’Utri».
Ore 13:26 – SPATUZZA, L’INCONTRO AL BAR DI VIA VENETO QUANDO SPATUZZA CITA BERLUSCONI E DELL’UTRI
È un incontro avvenuto nel ’94 al bar Doney di Via Veneto, a Roma, prima del fallito attentato all’Olimpico, l’episodio centrale della deposizione, ancora in corso davanti alla corte d’appello di Palermo, in trasferta a Torino, del pentito Gaspare Spatuzza. Spatuzza si incontra, in quella occasione, con Giuseppe Graviano, che «aveva un atteggiamento gioioso, come chi ha vinto all’enalotto o ha avuto un figlio». «Ci siamo seduti – dice Spatuzza – e disse che avevamo chiuso tutto e ottenuto quello che cercavamo e questo grazie alla serietà di quelle persone che avevano portato avanti questa storia, che non erano come quei quattro ‘crastì socialisti che avevano preso i voti dell’88 e ’89 e poi ci avevano fatto la guerra. Mi vengono fatti i nomi di due soggetti: di Berlusconi…, Graviano mi disse che era quello del Canale 5, aggiungendo che di mezzo c’è un nostro compaesano, Dell’Utri. Grazie alla serietà di queste persone – prosegue Spatuzza, citando Graviano – ci avevano messo praticamente il Paese nelle mani».
Ore 13:30 SPATUZZA, PENTITO GRAZIE A FEDE MI SONO TROVATO A UN BIVIO: SCEGLIERE DIO O COSA NOSTRA
«Il mio pentimento è la conclusione di un bellissimo percorso spirituale cominciato grazie al cappellano del carcere di Ascoli Piceno. È lui che mi ha fatto studiare la teologia. A quel punto mi sono trovato ad un bivio: scegliere Dio o Cosa nostra». Lo ha detto il pentito Gaspare Spatuzza deponendo, a Torino, al processo Dell’Utri. «Nel gennaio del 2008 – ha aggiunto – ho deciso di fare il passo definitivo e ho chiesto, tramite un agente della polizia penitenziaria di cui mi fidavo, di incontrare il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. L’incontro avvenne a marzo. Io gli dissi che non chiedevo niente allo Stato, che le istituzioni sapevano cosa avrebbero fatto di me. Ma non nego che avevo molta paura». «Se avevo messo la mia vita nelle mani del male, perchè ora non dovrei essere disposto a perderla per fare il bene?». Il pentito, che sta raccontando la sua conversione religiosa, ha riferito di avere sostenuto sei esami in una scuola teologica e di avere chiesto perdono alla Chiesa per le sue colpe.
Ore 13:35 – SPATUZZA, TEMEVO PARLARE DI BERLUSCONI
«I timori di parlare del presidente del Consiglio Berlusconi erano e sono tanti. Basta vedere che quando ho cominciato a rendere i colloqui investigativi con i pm mi trovavo Berlusconi primo ministro e come ministro della Giustizia uno che consideravo un “vice” del primo ministro e di Marcello Dell’Utri». Il pentito di mafia Gaspare Spatuzza solo in un’occasione avrebbe parlato di Silvio Berlusconi. A riferirlo è stato lo stesso Spatuzza che ascoltato in aula a Torino ha detto: «I ragazzi vicino a noi, in particolare Pietro Romeo e Francesco Giuliano mi spronavano per capire, mi facevano domande sugli attentati e io gli dissi di stare tranquilli che eravamo in buone mani. Gli dissi -ha aggiunto- che c’era di mezzo Silvio Berlusconi». Alla domanda del procuratore generale se avesse fatto anche il nome di Dell’Utri, Spatuzza ha risposto “no”.
Ore 13:41 – SPATUZZA, MIA MISSIONE È RESTITUIRE VERITÀ ALLA STORIA
«La mia missione è restituire verità alla storia e non mi fermerò di fronte a niente». «È una mia missione per dare onore a tutti quei morti, a tutta quella tragedia. È mio dovere dare un contributo. Se ho messo la mia vita nelle mani del male, perchè non la devo perdere per il bene?» si è chiesto ancora Spatuzza aggiungendo: «Il mio desiderio è chiedere perdono a tutti per il male che ho fatto».
Ore 14:19 – DELL’UTRI, PER SPATUZZA IO E BERLUSCONI EFFERATI DELINQUENTI
«Secondo Spatuzza io e Berlusconi saremmo dei delinquenti sanguinari». Lo ha detto il senatore Marcello Dell’Utri commentando, durante una breve pausa del processo, le ultime dichiarazioni rese in aula dal pentito di mafia Gaspare Spatuzza. «Spatuzza non ha detto niente di più e niente di meno di quello che aveva già detto ai magistrati», ha aggiunto Dell’Utri.
Ore 14:20 – DELL’UTRI, CHI C’È DIETRO SPATUZZA? CHE NE SO, PERSONE, I PM… /OGGI C’È MALTEMPO E DOMANI CI SARÀ BEL TEMPO
«Che ne so io chi ci sta dietro Spatuzza. Ci sono delle persone, i pm, che ne so io. Ma non fatemi dire altro, non dicendo dico tutto». Lo ha detto Marcello Dell’Utri a margine del processo a suo carico che si sta svolgendo in trasferta a Torino. Poi riferendosi ancora alle dichiarazioni di Spatuzza, ricorre ad una metafora: «Cosa volete che vi dica? Oggi c’è maltempo e domani ci sarà bel tempo».
Ore 14:23 – DELL’UTRI, SPATUZZA HA DETTO COSE ALLUCINANTI
Il pentito di mafia Gaspare Spatuzza, che da circa due ore depone a Torino al processo a carico del senatore Marcello Dell’Utri (Pdl), accusato di concorso esterno in associazione mafiosa «ha detto delle cose allucinanti». È il commento a caldo dello stesso politico che, durante una pausa del processo, si ferma con i giornalisti. «A questo punto -ha detto ancora Dell’Utri- può venire chiunque a parlare su di me, possono venire dieci, cento Spatuzza. Ognuno viene qua e parla». E ha poi detto a chi gli chiedeva se conosce il boss Giuseppe Graviano: «Ma che ne so io chi è Graviano». E ha aggiunto: «Ognuno può venire a dire quello che vuole, siccome non c’è nulla e io ho la serenità, ma non ho altro».
Ore 14:27 – DELL’UTRI, SPATUZZA? FALCONE L’AVREBBE DENUNCIATO
«Spatuzza? Uno così Falcone l’avrebbe denunciato». Lo ha detto, dopo la deposizione del pentito Gaspare Spatuzza, il senatore del PdL, Marcello Dell’Utri.
«La deposizione di Spatuzza non ha costituito per me alcuna sorpresa. Mi aspettavo esattamente questo. Non ha detto nulla di più o di meno di quello che aveva già riferito ai pm». Ribadendo quanto già detto Dell’Utri ha aggiunto: «Il suo obiettivo è fare cadere il governo Berlusconi, non ci sono altre spiegazioni». Ai giornalisti che gli chiedevano se riteneva che dietro al collaboratore ci fosse qualcuno, Dell’Utri ha risposto: «Non lo so. Ci saranno i pm».
Ore 14:33 - DELL’UTRI, ALFANO HA FATTO SUA CARRIERA
«Il ministro Alfano legato a me un tubo… Alfano è un signore che ha fatto la sua carriera». Così, il senatore Marcello Dell’Utri replica alle dichiarazioni rese poco fa dal pentito di mafia Gaspare Spatuzza a Torino nel processo che vede imputato il politico per concorso esterno in associazione mafiosa. Spatuzza ha detto: «Avevo paura di pentirmi perchè il presidente del Consiglio era Silvio Berlusconi e il ministro era Alfano che è il vice di Dell’Utri». Quindi, Dell’Utri commentando ancora le parole di Spatuzza dice: «Sostiene che aveva paura di Berlusconi? Beh, finalmente fa paura a qualcuno»
Ore 15:18 – DELL’UTRI; RIPRESA UDIENZA
Dopo una breve pausa è ripresa nell’aula bunker di Torino l’udienza del processo al senatore Marcello Dell’Utri accusato di concorso in associazione mafiosa. Il difensore dell’imputato, Nino Mormino, ha appena comunciato il controesame del pentito Gaspare Spatuzza.
Ore 15:19 – PROCESSO DELL’UTRI, RIPRESA UDIENZA CON CONTROESAME DIFESA DEL PENTITO SPATUZZA
È ripresa pochi minuti fa davanti ai giudici della quarta sezione della Corte d’Appello di Palermo, in trasferta a Torino, l’udienza del processo a carico del senatore Marcello Dell’Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Dopo l’esame del pg Antonino Gatto al collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, tocca adesso alla difesa del senatore fare il controesame al pentito. È l’avvocato Antonino Mormino a fare le prime domande al collaboratore di giustizia. Il difensore ha chiesto a Spatuzza da quanti magistrati è stato sentito fino ad ora da quando ha deciso di collaborare con la giustizia.
Ore 15:53 – SPATUZZA, A STATO MAI CHIESTO NULLA
«Non ho mai chiesto nulla in cambio allo Stato e ho riferito quello che sapevo su Berlusconi e Dell’Utri solo il 16 giugno del 2009 ai magistrati di Firenze perchè, prima, temevo che si potesse dire che tiravo in ballo i politici per accreditarmi come pentito». Lo ha detto, durante la deposizione al processo Dell’Utri, il pentito Gaspare Spatuzza, rispondendo alle domande dell’avvocato dell’imputato, che gli faceva notare che prima del giugno 2009, interrogato dai pm di diverse Procure italiane, non aveva mai indicato Berlusconi e Dell’Utri come i referenti di Cosa Nostra.
Ore 15:58 – SPATUZZA, PARLATO SOLO ORA PERCHÈ NON VOLEVO USARE POLITICI PER ACCREDITARMI
Il pentito di mafia Gaspare Spatuzza ha deciso di parlare del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del senatore Marcello Dell’Utri soltanto nel giugno del 2009, cioè un anno dopo l’inizio della sua collaborazione perchè «non volevo apparire come qualcuno che usava soggetti della politica per essere acquisito come collaboratore di giustizia e per non dare adito a qualche ‘male linguaccià che poteva sostenere che pur di accrediarmi tiravo in ballo politici». Lo ha detto lo stesso pentito rispondendo alle domande della difesa del senatore Marcello Dell’Utri nel processo in cui il politico è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. «Io non ho chiesto niente allo Stato -ha proseguito Spatuzza- Nel giugno 2009 davanti ai magistrati di Firenze, era venuto il momento di svelare alcuni omissis a cui mi ero riservato in precedenza». È stata in quell’occasione che il collaboratore ha parlato di Berlusconi e Dell’Utri. «Prima di quella data -ha detto- non avevo mai fatto i nomi dei politici, avevo solo seminato indizi, come quello sulla Standa. Ho legato i nomi di Dell’Utri alla questione dei cartelloni pubblicitari, non ho detto che era coinvolto nelle stragi di mafia, altrimenti non era più un omissis»
Ore 16:09 – SPATUZZA, DOPO STRAGE VIA D’AMELIO GRAVIANO SI COMPLIMENTÒ
«Dopo la strage di via D’Amelio avvenuta il 19 luglio, il giorno successivo, il 20 luglio, Giuseppe Graviano si è complimentato perchè tutto era andato bene». Lo ha riferito il pentito di mafia Gaspare Spatuzza, nel corso del contro esame da parte degli avvocati del senatore Marcello Dell’Utri. Spatuzza ha poi aggiunto che in quell’occasione «Graviano spiegò che all’interno della famiglia c’era qualche malumore e mi disse di mettere da parte i miei risentimenti perchè dovevamo portare altre cose avanti»
Ore 16:17 - SPATUZZA,CONDANNATO PER 6 STRAGI E 40 OMICIDI
Io sono stato condannato per sei stragi e 40 omicidi». Lo ha detto il pentito Gaspare Spatuzza, teste al processo Dell’Utri, rispondendo a una domanda del legale dell’imputato, l’avvocato Alessandro Sammarco. Il legale, che stava ricostruendo i precedenti del collaboratore, ha esclamato: «Una brava persona». Osservazione duramente stigmatizzata dal presidente della Corte d’Appello di Palermo che celebra il processo, Claudio Dall’Acqua.
Ore 16:44 – LEGALE SPATUZZA, IL MIO CLIENTE HA DETTO LA SUA VERITÀ
«Il mio cliente dice la verità, dice la sua verità, poi sarà la Corte d’Appello a fare le sue valutazioni». Lo ha detto l’avvocato Valeria Maffei, legale del pentito di mafia Gaspare Spatuzza. «Il mio cliente -ha poi aggiunto- ha detto quello che sa». E alla domanda se non ritiene troppo generiche le dichiarazioni del collaboratore all’udienza del processo a carico di Marcello Dell’Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa ha detto: «Non posso rispondere».
Ore 16:55 – TERMINATO CONTRO ESAME PENTITO SPATUZZA
La Corte d’Appello di Palermo ha disposto al processo a Marcello Dell’Utri l’esame, mediante videoconferenza dei boss mafiosi Giuseppe Graviano, del fartello Filippo Graviano e Cosimo Lo Nigro. I tre boss verranno ascoltati alla prossima udienza nel processo a carico del senatore Marcello Dell’Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa che si terrà il prossimo 11 dicembre. I Graviano dovranno riferire su quanto raccontato oggi in aula dal pentito Gaspare Spatuzza, secondo il quale Giuseppe Graviano nel ’94 avrebbe parlato del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e di Marcello Dell’Utri. Con la decisione della Corte d’Appello di Palermo si è chiusa l’udienza di oggi che si è celebrata davanti ai giudici di Palermo in trasferta a Torino.
Ore 17:05 – DELL’UTRI; CONCLUSA UDIENZA, L’11 IN AULA I GRAVIANO
Si è appena conclusa l’udienza del processo per concorso in associazione mafiosa al senatore Marcello Dell’Utri celebrato a Torino. Dopo l’esame del pentito Gaspare Spatuzza, controesaminato dalle difese di Dell’Utri, la Corte ha deciso di non fare ulteriori domande al pentito, ha disposto la citazione dei boss Giuseppe e Filippo Graviano e ha rinviato il processo all’udienza dell’11 dicembre.
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