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Vite sospese. Dieci storie di resistenza contemporanea

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copertina.inddVenerdì 4 settembre alle ore 21.30 a Marsala (Tp),presso l’ex Convento del Carmine, avrà luogo la presentazione del libro “Vite sospese. Dieci storie di resistenza contemporanea” dell’autore Vincenzo Figlioli.
Nato da un viaggio-inchiesta nel centro di accoglienza di Perino, nella periferia marsalese, “Vite Sospese. Dieci storie di resistenza contemporanea” -  il nuovo libro della Navarra Editore, firmato da Vincenzo Figlioli – racconta le storie di dieci giovani migranti richiedenti asilo in Italia – la loro vita, i loro sogni, la situazione del loro paese e il trattamento ricevuto in Italia – e allo stesso tempo affronta gli aspetti giuridici legati alla tematica dei rifugiati e dell’asilo politico.

Vincenzo Figlioli è nato a Sondrio nel 1978, ma è cresciuto a Marsala (TP) dove tuttora vive. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Bologna, dal 2006 è iscritto all’ordine dei giornalisti pubblicisti. Ha collaborato con il quotidiano free press “Marsala C’è”, con il settimanale “QP – Il quarto potere” e con alcune emittenti radiofoniche e televisive, tra cui RMC 101 e Tele 8. Attualmente scrive per il quindicinale “L’isola” e collabora con il sito www.liberainformazione.org. Assieme all’amico Renato Polizzi, nel 2006 ha fondato la “Communico”, un’agenzia di comunicazione e promozione culturale con cui ha partecipato all’organizzazione del 1° Festival del Giornalismo d’Inchiesta “A chiare lettere”, a Marsala.

Dalla prefazione di Diego Cugia

Le “Vite sospese” di cui tratta questo libro meriterebbero quasi tutte uno sceneggiatore e un regista. Sabi, Betlemme, Aden e gli altri, con i loro destini storti, avranno comunque qualcosa di nobile da raccontare ai loro nipoti. Hanno dato la vita per vivere. Sono i cavalieri del terzo millennio. Fuggiti dai loro paesi, perseguitati dalle polizie locali, vittime d’ingiustizie politiche, di dittatori militari, di ras di quartiere, d’infamie di ogni genere, approdano in Italia, dopo aver trascorso la loro vita a scappare, come Karimi. E finiscono “dentro” un poco accogliente centro d’accoglienza, come un Alberto Sordi nero, “detenuto in attesa di giudizio”. In un’Italia che più emigrante non si può, che è stato accolta in America, in Australia, in Germania e in Svizzera per oltre un secolo, le loro vite rimangono più sospese che mai. È un brutto limbo col filo spinato, un’eterna attesa di rifarsi una vita, un muro burocratico, un ostracismo non dichiarato, a tenerli “dentro”.
Discuteranno del libro insieme all’autore

Maria De Vita, responsabile Centro di accoglienza di Perino
Ottavio Navarra, editore

Renato Polizzi, giornalista

Enzo Zerilli, presidente associazione “Amici del Terzo Mondo”

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