Intervista a Veronica Moncada, la voce di “Ca mma ra tà”

| |

Veronica MoncadaVeronica Moncada è una palermitana d’eccezione: a 21 anni di età vanta già un corposo curriculum musicale e artistico, avendo partecipato a numerosi eventi canori e teatrali in Sicilia e non soltanto. Per i più è la voce di “Ca mma ra tà”, deliziosa parodia del successo sanremese di Arisa, nata quasi per gioco sul blog Rosalio e poco dopo riarrangiata dai musicisti del Palermo Art Ensemble.

Parodia ma anche satira, neppure tanto sottile, nei confronti dell’attuale amministrazione comunale di Palermo, al punto da essere diventata “inno” della manifestazione del 18 aprile contro il malgoverno cittadino. Al termine della quale la stessa Veronica, da piazza Pretoria, si è esibita in un’improvvisazione spontanea e divertita.

La contatto e accetta di buon grado la mia intervista. E incontrandola, noto da subito come nelle sue parole si intreccino umiltà e risoluta energia. Lo stesso equilibrio fra sogni e lucidità, tra “follia” e senno che, penso fra me e me, l’ha portata dov’è adesso.

D: Il tuo curriculum su MySpace parla di musica, ma anche di teatro e recitazione. Parlaci un po’ del tuo percorso fino ad oggi, magari partendo dall’inizio: come hai scoperto la tua vocazione artistica?

R: Capii di aver passione per la musica già ai tempi delle medie, quando la scuola, all’interno dei laboratori di lingua inglese, organizzava opere teatrali come il “Fantasma dell’Opera”, a cui partecipai per il coro. Da lì iniziai a studiare canto moderno e lirica, dapprima solo come hobby.

Il mio primo incontro con il teatro risale invece alle superiori, e precisamente alle rappresentazioni del “Moulin Rouge” e della “Vedova Allegra”, tenutisi presso i più importanti Teatri cittadini come il “Teatro Zappalà” e il “Politeama”. Sono state esperienze che, oltre a rivelarmi la passione per la recitazione, mi hanno molto fatta crescere: ho acquisito più sicurezza in me stessa.

Dopo il diploma iniziai a studiare canto moderno, e, registrate le mie prime “demo”, le ho inviate “a tappeto” a tutte le case discografiche che conoscevo. La “Suonimmagini” di Franco Caminiti, casa editrice di Villa Cortese (Milano) fu l’unica a farsi sentire: “Le faremo sapere presto”. Dopo un po’ presi il telefono e li chiamai io stessa: parlai con Caminiti e cercai di convincerlo che ero più che determinata.

Ricordo che per “mettermi alla prova” mi raccontò che il giorno prima gli si era presentata una giovane band. «Preferireste – aveva chiesto loro – che vi incidessi il cd o che vi pagassi dei nuovi scooter?» «La seconda!» avevano fatto i ragazzi in coro. Quando pose la stessa domanda a me, seppi subito cosa rispondergli. Fu il primo passo verso un rapporto di fiducia reciproca che dura tuttora e che sta per portare all’uscita del mio primo album.

D: Come sei giunta a parodiare Arisa in “Ca mma ra tà” e ad esibirti poi in piazza Pretoria per la manifestazione del 18 aprile contro il malgoverno cittadino?

R: Poco tempo fa gli amici del Palermo Art Ensemble mi hanno contattata proponendomi di cantare su loro base la “canzone” che Tommaso Santoro del blog Rosalio aveva dedicato al nostro sindaco, ispirandosi al successo sanremese di Arisa. Amo le parodie quando non sono volgari e soprattutto quando possono, in qualche maniera, contribuire a far riflettere, per cui ho accettato subito la proposta: abbiamo inciso presso lo studio “Music Box” di Palermo ed è stato molto divertente.

Alla manifestazione mi sono proposta spontaneamente di cantare “Ca mma ra tà”: volevo far sentire dal vivo le parole alla gente, testimoniare la mia e la loro partecipazione. Penso che così il messaggio sia arrivato meglio.

D: Poco fa hai accennato al tuo primo disco, di prossima uscita. Dicci qualcosa in più: di che genere sarà? Sei anche autrice delle canzoni?

R: Il disco sarà tendenzialmente di genere pop. I brani sono di Franco Caminiti, l’arrangiamento di Silvano Belfiore. Un singolo del cd è già disponibile sul mio MySpace: è il brano “Icaro”. Per il resto ci saranno brani inediti e cover.

D: Cos’è per te cantare?

R: Per me cantare è emozione. Il canto ci consente di esprimere tutte le emozioni che sperimentiamo giorno dopo giorno. Ogni periodo della mia vita, infatti, ha una colonna sonora. Nella mia esistenza la musica esprime, se non tutto, tanto.

D: Lavori per una casa discografica milanese, e questo ti obbliga a vivere per interi periodi lontano dalla Sicilia. Un passaggio frequente per chi voglia intraprendere seriamente la carriera artistica, ma come vivi la separazione dalla tua terra?Veronica Moncada

R: Per me vivere bene significa anzitutto poter agire per realizzare i propri sogni, e per questo servono inevitabilmente dei sacrifici. Per me è semplicemente questo, è un lavoro e un impegno e come tale lo vivo. Di certo mi mancano spesso gli amici, mi manca il bel tempo della Sicilia. Però sono contenta così perchè sono tutte cose che servono per crescere. E anche se non dovesse arrivare maggior successo, mi va bene lo stesso perchè ho già avuto tanto.

D: Cosa ti senti di dire a chi in Sicilia desidera intraprendere una carriera in campo musicale?

R: Non dire mai “domani lo faccio”, né aspettare passivamente di essere “scoperti”: cercare invece di impegnarsi attivamente, possibilmente non mettendo mai dei punti di arrivo e pretendendo sempre più da sé stessi. E cercare, ahimè, di uscire dalla Sicilia.

D: Chi senti di dover ringraziare per ciò che oggi hai conquistato?

R: Devo ringraziare i miei genitori che mi hanno sostenuta in questo percorso molto difficile e burrascoso, naturalmente il mio discografico Franco Caminiti, che mi sta offrendo la possibilità di realizzare il mio piccolo sogno, semplicemente credendo in me. Ringrazio anche tutte le persone che mi sono state accanto e soprattutto una persona speciale che nell’ultimo anno mi ha sempre appoggiata e ha fatto davvero tanto per me, e siccome non ho avuto mai l’opportunità di dirgli “grazie” penso sia questo il momento per farlo.

D: Per finire una domanda “scomoda”: nessuno mai ha provato a scoraggiare le tue ambizioni?

R: In effetti una persona c’è stata: la mia professoressa di italiano alle superiori. Faceva parte di quella schiera di docenti legati a una idea molto “accademica” e tradizionale della scuola: “leggi, ripeti e impara”. Non condivideva il fatto che dedicassi tanto tempo a un’attività come il teatro. Ma io non mi sono mai fatta scoraggiare, tant’è che all’esame finale di maturità ho portato Teatro, senza la sua approvazione. E con grande soddisfazione ho avuto il massimo dei voti all’orale!

Grazie di tutto, Veronica, e un “in bocca al lupo” per il tuo futuro!

Popularity: 35% [?]

Visite Ottenute: 983 visite

Tags: , , , , , , , , ,

1 Risposta for “Intervista a Veronica Moncada, la voce di “Ca mma ra tà””

  1. Palma Sicuro scrive:

    E’ emozionante rendersi conto dell’importanza dell’esperienza scolastica nella formazione artistico-musicale di Veronica.Parlo da ex-docente del citato “Laboratorio in lingua” delle medie che , realizzando un vero e proprio musical interpretato interamente dagli alunni, ha “stregato” Veronica rivelandone doti ed attitudini.Negli anni molti alunni di quel Laboratorio hanno deciso di intraprendere la carriera artistica (teatrale o musicale)quale principale attività lavorativa e anche Veronica ha capito , da quel punto in poi, quale strada percorrere nonostante si sia spesso rivelata tortuosa e ripidissima.
    Auguro a Veronica una splendida carriera.

Commenta la notizia