In uno dei post precedenti avevo già parlato di alcune tipologie di abbigliamento del grezzo, in questo articolo dunque vi aggiornerò su una nuova tipologia di accessorio per grezzi. Parliamo della scarpa da “fusball” , meglio conosciuta come scarpa da calcetto o calcio.
So già che quello che sto per raccontarvi non è capitato a tutti, queste sono prelibatezze per pochi. Figuratevi che per scrivere questo post ho dovuto aspettare ben 28 anni, insomma una vita prima che anche mi si aprissero le porte della conoscenza. Ero convinto che fosse una leggenda ed invece adesso ho pure la prova fotografica. Finalmente dunque posso raccontarlo!
Siamo a Palermo, anno del signore 2008, festa del 18° compleanno di Claudia, mia sorella, la penultima della specie Di Gesaro, ci troviamo alla discoteca “Kandisky Florio”, anzi “discotaca” per non perderci il gusto di capire bene chi sono i partecipanti.
Claudia all’epoca era una sorella “tipa toca-accollativa-troppo dieci”, dunque non poteva permettersi il lusso di non festeggiare il proprio diciottesimo in un locale alla moda, frequentava una scuola “alternativa”, si alternativa avete capito bene, alternativa allo studio, l’alberghiero.
I compagni di classe dunque possiamo immaginarli con molta facilità; sono classificabili tra tutte le varie tipologie di giovani palermitani, dai cagnoli ai fighetti, dagli aspiranti tronisti di Maria De Filippi ai brufolosi figli di papà, insomma ci sono proprio tutti, l’alberghiero è una scuola sia per chi è appassionato di cucina sia per i tanti appassionati del “non fare niente” ma pigliati un diploma.
Ma torniamo alla festa, come usanza vuole in questi casi, a questi eventi vengono invitati proprio tutti quelli che si conoscono, mai fare disparità, e dunque Claudia alla sua di festa ha invitato qualsiasi persona di età non superiore ai 50anni e/o compagno d’istituto che si trovasse a passare davanti la porta della classe, accettati anche quelli che passano per sbaglio o solo per guardare le cosce della compagna disinibita.
L’ora di arrivo dei compagni è prevista intorno alle ore 21:00. Io arrivo accompagnato da tutta la famiglia e dopo aver effettuato i classici rituali da festa, consegna torta e spumante ai camerieri per metterli in frigo, ci piazziamo davanti l’ingresso del locale in attesa dell’arrivo degli invitati.
Dopo pochi minuti comincia la sfilata, passano tutti sotto le grinfie affettuose di mia sorella, tra un “ciaooooooo” e “un mi che sai elagante” (non sono errori di battitura), un abbraccio con bacio e scroscio e riposizionamento d’attesa. Insomma tutto andava come nel più classico dei compleanni noiosi di neo maggiorenni.
Mi continuavano a sfilare davanti decine di persone sconosciute, tutte vestite in modo alternativo alla sobrietà, ragazzine “acciurate”, ragazzine “cu culu i fuora”, ometti ed omoni “chini ri puntini”… e così via.
Apro una parentesi, dovete sapere che è usanza tra i giovani grezzi di sesso maschile, di età superiore ai 15 anni e fino ai 30, andare davanti alla scuole superiori ad abbordare fanciulle. Capita a molti papà di ritrovarsi una figlia “zita” ad un signor nessuno coi capelli gellati e magari di vedersela passare in sella ad un Liberty senza frecce o seduta al lato passeggero di una fiat Punto con impianto stereo da concerto rock. Chiusa la parentesi.
Stavo per addormentarmi in piedi quando ad un un certo punto ho come una illuminazione, stava entrando una coppia; lui un esemplare puro di maschio grezzo: corporatura grissino panificio, braccia e gambe tubolari, capello gellato scolpito con riga al centro, liscio e solidificato sulla fronte, felpa bianca “Made in Cina”, jeans blu “Morrison”, gli unici jeans larghi “mezza botte” alla vita e “passero” sulle gambe, al piede invece la mitica scarpa da “Fusball”, nera a strisce bianche, tacchetto basso e di marca sconosciuta.
Si muove con il passo felpato, entra in sala, non viene considerato da nessuno dei presenti, solo io sembro avere interesse per lui. Lei, la ragazza, non è utile descriverla ai fini di questo racconto.
Ecco finalmente che si materializza la mia prova, la scarpa da futsball non è più una leggenda metropolitana e finalmente l’ho fotografata e portata in testimonianza di una futura ricerca storica.
Su Grezzopedia da oggi potrete leggere :
Scarpa da Fusball, calzatura sportiva per tutte le occasioni, matrimoni compresi.
La scarpa da fusball venne introdotta come indumento da tascio verso gli anni novanta. Fu il vero cult per i ragazzi di borgata messi alle strette dalle famiglie.
I picciotti con poche lire posti davanti al bivio dovevano scegliere la calzatura della stagione. L’acquisto doveva rappresentare una soluzione comoda per tutta l’annata, sportiva per la scuola ed elegante per le situazioni importanti.
Ma tra la scarpa cosiddetta da tennis o il mocassino da usare “tutti i giorni” come poteva avere dubbi un ragazzo? Nacque allora la necessità di trovare una via di mezzo e dunque si decise per la mitica scarpetta bicolore, “elegante” (ce l’aveva pure Zola), sobria quanto basta, sportiva e sempre alla moda, così nacque l’era della SCARPA DA FUSBALL!
N.B.
I grezzi amano partecipare a matrimoni e feste, quindi non è impossibile che quanto leggerete in queste poche righe prima o poi accada anche a voi.
N.B. 2
Grezzopedia, il glossario degli usi e costumi del grezzo, è una raccolta ideata da Carmelo Di Gesaro
N.B.3
Le foto sono puramente a titolo esemplificativo
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da premettere che in quella festa… buona parte li ho invitati io …. lui nn faceva parte dei miei …. per questo hai prestato più attenzioni per lui ahahaha
Infatti farò un articolo anche su di voi… ho proprio delle belle immagini con dei balletti
Forse c’é in programma di aprire una rubrica tipo “CASA DI GESARO” ?