D: La sua presenza di oggi qui, in via D’Amelio vuol dire che lei si dissocia da chi definisce Mangano un eroe?
R: ma non mi dissocio da oggi, mi sono dissociato da sempre. E’ un insulto alla coscienza dei siciliani definire Mangano un eroe perché è un mafioso conclamato. Non esprimo alcuna solidarietà neanche verso il Senatore Dell’Utri visto che ha avuto una condanna a 7 anni per associazione mafiosa, in Cassazione potrà cercare di portare ulteriormente le sue ragioni, ma su Mangano è fuori discussione che mi dissocio non da oggi ma da sempre.
Una risposta che faceva già presagire quello che poi sarebbe accaduto. La corrente finiana adesso spinge sulla questione morale all’interno del Pdl e la cosa non piace ai tanti pezzi da 90 che probabilmente più per condizione personale, che per forma mentis, sono convintamene garantisti fino al 3° di giudizio e forse più. D’altra parte lo hanno scritto pure all’articolo 1 dello statuto: “Il Popolo della Libertà è un movimento di donne e uomini che credono nella libertà e vogliono rimanere liberi…”. Quindi potrebbe trattarsi solo di coerenza dal loro punto di vista.
Improvvisamente si apre uno squarcio di luce che ha accecato i tanti vampiri della politica, posti li ad occupare poltrone, presumibilmente per sfuggire alle patrie galere.
Così vengono minacciate, velatamente, epurazioni ed espulsioni da un partito a statuto speciale, come il Pdl, che all’art. 45 prevede l’espulsione per gravi motivi, come la prova “che sia stata commessa una infrazione disciplinare o un atto comunque lesivo della integrità morale del Popolo della Libertà o degli interessi politici dello stesso..” ed evidentemente, l’aver chiesto una maggiore pulizia della classe dirigente politica, rientra tra questi elementi di sovversione dello statuto e del regolamento del partito. Intanto Fini, pur proponendo una pax estiva al Premier, continua a ritenere necessaria l’assunzione di un codice etico nel Pdl e una revisione del suo vertice con regole di vera democrazia interna. La cosa ovviamente non ha ricevuto le risposte desiderate anzi ha fatto infuriare ancora di più i berluscones e, mentre da un lato si tentava timidamente di ristabilire un equilibrio minimo per scongiurare l’ormai quasi inevitabile crisi di Governo, dall’altro, Bersusconi e i suoi, in un vertice notturno e segretissimo, deliberava(no) la probabile espulsione dei deputati finiani Italo Bocchino, Carmelo Briguglio e Fabio Granata e forse anche quella del presidente della Camera Gianfranco Fini.
C’è aria di tempesta dunque e si annuncia un ferragosto bollente anche se c’è chi crede che, per portare avanti il Pdl e questo Governo, basteranno le due teste di serie Berlusconi e Bossi. Staremo a vedere.
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