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	<title>Fascio e Martello &#187; Arcigay</title>
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	<description>l&#039;informazione alternativa a Palermo</description>
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		<title>Palermo e il SiciliaPride 2010 &#8211; Gallery</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 10:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>C. Di Gesaro e F. Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Galleria Fotografica]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/06/DSC_0233-640x480.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-15822" title="DSC_0233 [640x480]" src="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/06/DSC_0233-640x480.jpg" alt="" width="623" height="426" /></a>Allegria, colore, simpatia e musica. E&#8217; stato questo il gay pride palermitano a trent&#8217;anni dall&#8217;apertura del primo circolo dell&#8217;Arcigay in Italia. Sono state circa 10 mila le persone, secondo l&#8217;Arcigay e il coordinamento Stop omofobia, che si sono radunate in piazza Magione e poi hanno proseguito lungo il corteo che ha attraversato buona parte del centro cittadino.<span id="more-15821"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dieci carri molto colorati e a ritmo di musica dance hanno attraversato alcune vie fino in piazza Verdi, davanti al teatro Massimo, dove un dibattito ed un piccolo spettacolo di intrattenimento hanno poi concluso le tante manifestazioni organizzate negli ultimi giorni per l&#8217;evento. In strada gay, lesbiche, transessuali ma anche tanti eterosessuali con i propri bambini.</p>
<p style="text-align: justify;">Madrina della giornata è stata l&#8217;ex parlamentare tras gender Vladimir Luxuria.&#8221;Alcuni amici quando hanno saputo che ero stata invitata a Palermo mi hanno raccomandata di stare attenta. Ma a cosa? Ho risposto &#8211; ha detto Luxuria all&#8217;Ansa &#8211; Io sono felice si essere oggi qui e non a Pontida, dove la gente in testa invece delle piume ha le corna&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">In abito lungo color fucsia e con un ombrellino arcobaleno per ripararsi dal sole, Luxuria è stata accolta dalla folla festante. &#8220;Questo Gay Pride &#8211; ha sostenuto &#8211; è l&#8217;occasione per rilanciare il dibattito sui diritti di gay, lesbiche e trans. Ma é anche una data storica, perché per la prima volta si tiene in una città importante come Palermo&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">[nggallery id=28]</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>50mila a Roma contro l&#8217;omofobia</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 16:24:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Tranchina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Decisamente poco attenzionata dai media nazionali (il TG1 di Minzolin ne ha trasmesso qualche immagine commentata dal conduttore &#8211; senza un vero servizio), si è svolta a Roma la manifestazione nazionale contro l’omofobia, alla quale hanno aderito i principali movimenti LGBTQ (lesbo, gay, bisex, trans gender and queer), registrando circa 50.000 presenze, secondo la stima [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.fascioemartello.it/9067/50mila-a-roma-contro-lomofobia/">50mila a Roma contro l&#8217;omofobia</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.fascioemartello.it">Fascio e Martello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2009/10/uguali.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9066" title="uguali" src="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2009/10/uguali-150x150.jpg" alt="uguali" width="150" height="150" /></a>Decisamente poco attenzionata dai media nazionali (il TG1 di Minzolin ne ha trasmesso qualche immagine commentata dal conduttore &#8211; senza un vero servizio), si è svolta a Roma la manifestazione nazionale contro l’omofobia, alla quale hanno aderito i principali movimenti LGBTQ (lesbo, gay, bisex, trans gender and queer), registrando circa 50.000 presenze, secondo la stima resa nota da ArciGay.<span id="more-9067"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In testa al corteo Dino, il giovane aggredito il 22 agosto scorso davanti al GayVillage; fu quello il primo di una serie di gravi episodi che hanno rivelato come il rifiuto della “diversità” di orientamento sessuale, spinto fino alla violenza (quasi) omicida, sia un problema di non poco conto per la società italiana. La manifestazione di ieri ha comunque scelto una chiave soft e ottimista, vagheggiata già dal titolo &#8211; “Uguali” &#8211; e dal logo che irride il segnale di divieto d’accesso, proponendo un più rassicurante fondo blu (proprio dei segnali d’obbligo) e la banda centrale raddoppiata, a rappresentare proprio il segno matematico di uguaglianza. I toni festosi e irriverenti che caratterizzano i pride e che, declinati nei fotogrammi più sguaiati, sono costantemente strumentalizzati dall’establishment del nostro paese (pervadendo l’opinione pubblica, finanche nei settori più ecumenici) sono stati deposti per recuperare  &#8211; più opportunamente &#8211; una dimensione di pro-positività, così come consta dalla corona di testimonianze che hanno incorniciato l’evento.<br />
Una vera “voglia di futuro”, insomma, come desiderio individuale dei partecipanti e comune denominatore di una mobilitazione che non ha riguardato segnatamente la comunità omosessuale &#8211; come è stato per le iniziative locali delle ultime settimane. Si scende in piazza anzitutto come cittadini di una nazione laica, membri di una democrazia pluralista che non teme forme alternative di affettività (e perché non fermarsi allo stadio certamente non meno nobile della sessualità?), ma prende atto di esse nella qualità di fenomeni già integrati nel tessuto sociale, ma non ancora sanciti sotto il profilo morale &#8211; se è lecito parlare di una “morale di stato”, dunque non confessionale &#8211; e, men che meno, giurisdizionale. Si può forse leggere così il fastidio della piazza al messaggio inviato dal ministro Carfagna, la quale, peraltro, ha fatto da pochi giorni conoscere l’adesione del suo dicastero ad una più generica campagna contro la violenza che interesserà le scuole italiane a partire da questo mese (iniziativa promossa, però, dalla collega Gelmini).<br />
Nell’attesa che l’aggravante di omofobia e trans fobia al reato di violenza passi all’esame delle Camere, il movimento LGBTQ ha sicuramente incassato un successo quantomeno intrinseco: essersi mostrato coeso al di là delle sfumature associazionali &#8211; così come sottolineato dal messaggio conclusivo di Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay &#8211; e capace di parlare alla cittadinanza con un linguaggio meno esibito, forse, e certamente più “politico”.</p>
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		<title>A Palermo per dire no all&#8217;omofobia</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 05:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Liliana Billitteri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Palermo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Erano un migliaio venerdì 18 settembre a sfilare in corteo a Palermo contro l’omofobia. Una significativa partecipazione, oltre le aspettative degli stessi organizzatori. “Stop omofobia” è il titolo della manifestazione promossa dalle associazioni palermitane Articolo Tre, Arcigay, Agedo e Arcilesbica “Lady Oscar “, primo corteo organizzato a Palermo dalle associazioni LGBT. Un’allegra e colorata serpentina [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.fascioemartello.it/8700/a-palermo-per-dire-no-allomofobia/">A Palermo per dire no all&#8217;omofobia</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.fascioemartello.it">Fascio e Martello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8699" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-8699" title="omofobia" src="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2009/09/omofobia-300x225.jpg" alt="Il corteo. Foto A. Passalacqua" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Il corteo. Foto A. Passalacqua</p></div>
<p style="text-align: justify;">Erano un migliaio venerdì 18 settembre a sfilare in corteo a Palermo contro l’omofobia. Una significativa partecipazione, oltre le aspettative degli stessi organizzatori. “Stop omofobia” è il titolo della manifestazione promossa dalle associazioni palermitane  Articolo Tre, Arcigay, Agedo e Arcilesbica “Lady Oscar “, primo corteo organizzato a Palermo dalle associazioni LGBT.<br />
Un’allegra e colorata serpentina partita da Piazza Sant’Oliva, storico luogo di aggregazione del mondo omosessuale di Palermo, aperta da Massimo Milani e Gino Campanella, una coppia di gay palermitani famosi per essersi provocatoriamente sposati dieci anni fa proprio a Piazza Pretoria, luogo di conclusione della manifestazione di venerdì.<br />
Persone di tutte le età, uomini e donne, omosessuali ma non solo&#8230; tante famiglie con bambini, genitori che forse sperano che i loro figli possano crescere in un mondo dove la tolleranza non sia un valore da mettere in discussione e dove non si assista più ad episodi di violenza omofoba come quelli avvenuti  nelle ultime settimane in tutta Italia.<span id="more-8700"></span><br />
«[…] non abbiamo nulla di cui vergognarci, non abbiamo nulla da nascondere nel segreto  delle nostre case: abbiamo invece il diritto di vivere liberamente la nostra vita alla luce del sole. E vogliamo che questo diritto ci venga riconosciuto innanzitutto dalle nostre Istituzioni.» è quanto si legge nel documento politico di lancio della manifestazione.<br />
Le comunità e le associazioni  omosessuali chiedono, non solo il «diritto alla serena e piena affermazione di sé in ogni luogo ed in ogni ora del giorno», ma chiedono soprattutto che anche l’Italia, come il resto d’Europa ha già fatto, si doti di una legge contro l’omofobia che riconosca l’aggravante della discriminazione fondata sull’orientamento sessuale.<br />
Alla manifestazione hanno aderito, tra gli altri, il Partito Democratico di Palermo e tutti i partiti del centro-sinistra, i Radicali e numerosissime sigle tra cui la Cgil, i Cobas, Giustizia e Libertà Palermo, Un’Altra Storia e molte altre.<br />
Il corteo si è concluso davanti Palazzo delle Aquile al grido di “Stop omofobia”, sotto un colorato striscione appeso dal balcone del palazzo comunale.</p>
<p style="text-align: justify;">Al termine della manifestazione Claudio Lo Bosco, attivista dell’associazione Articolo Tre parla di «un momento storico importante soprattutto per il grande riscontro che abbiamo avuto in città. Chiediamo a questo punto – prosegue Lo Bosco – alle istituzioni e al Prefetto l’avvio di un tavolo di confronto».</p>
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