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	<title>Fascio e Martello &#187; bizzarro</title>
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		<title>Ma vossia o signuri ci criri?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 23:03:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Guglielmo Lento</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Onorevole per caso]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La storia sempre si ripete Scava che ti scava,la miniera di aneddoti,il cui filone mai si esaurisce,sembra essere quella relativa alla mia ormai più che quarantennale vita di medico,con particolare riguardo, a quel trentennio trascorso alle Malattie infettive dell’ospedale di Gela. I casi strani in cui quotidianamente mi imbatto,là mi riportano. Anche oggi la strana [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.fascioemartello.it/13091/ma-vossia-o-signuri-ci-criri/">Ma vossia o signuri ci criri?</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.fascioemartello.it">Fascio e Martello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_13092" class="wp-caption alignleft" style="width: 142px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/04/massimo_russo_sorride_N.jpg"><img class="size-full wp-image-13092" title="Massimo Russo" src="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/04/massimo_russo_sorride_N.jpg" alt="" width="132" height="133" /></a><p class="wp-caption-text">Massimo Russo</p></div>
<p>La storia sempre si ripete</p>
<p style="text-align: justify;">Scava che ti scava,la miniera di aneddoti,il cui filone mai si esaurisce,sembra essere quella relativa alla mia ormai più che quarantennale vita di medico,con particolare riguardo, a quel trentennio trascorso alle Malattie infettive dell’ospedale di Gela.</p>
<p style="text-align: justify;">I casi strani in cui quotidianamente mi imbatto,là mi riportano.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche oggi la strana notizia letta su Repubblica,edizione di Palermo,di cui poi parlerò,a quegli anni mi riporta.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla mia esperienza di giovane trentacinquenne primario.<span id="more-13091"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Mio ospite,in corsia,era un parroco importante di un comune dell’hinterland gelese,vicario del Vescovo per quel Centro agricolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Affetto da brucellosi,malcurato,impressionato dalla sintomatologia soprattutto febbrile,si era ricoverato e le cose,almeno all’inizio,non andavano tanto bene.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiunque abbia il minimo di conoscenza della malattia sa quanto bizzarro ed imprevedibile sia il suo decorso,tanto che è stato detto che la sua regola è quella di non aver nessuna regola.</p>
<p style="text-align: justify;">Vecchi calembours di vecchi medici poco tecnologizzati,molto amanti della clinica e della semeiotica .</p>
<p style="text-align: justify;">Ma finalmente il caso ed il tempo volgevano al bello ed il monsignore campagnolo migliorava notevolmente anche se si sentiva molto debole e malfermo sulle gambe.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu allora che decisi di sferrare il colpo finale al batterio di provenienza Maltese.</p>
<p style="text-align: justify;">Era una domenica ed io feci apparecchiare un altare da campo nel lungo corridoio del reparto e mettere delle sedie ,nella mia immaginazione l’avevo trasformata nella navata centrale della Cattedrale normanna di Tropea.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu allora che sferrai l’attacco che ritenevo decisivo,mi recai dal sacerdote,portai i sacri paramenti,mi offrii come chierichetto e,vestendomi dell’autorità che in quel luogo avevo,rivolgendomi a lui:</p>
<p style="text-align: justify;">“Su vestiamoci,lei è digiuno,si sbrighi,fra cinque minuti celebreremo la messa”</p>
<p style="text-align: justify;">Il prete sbiancò  ma non ebbe il coraggio di contraddirmi,sia perché mi ero mostrato deciso,sia perché davanti al proprio terapeuta il paziente è sempre inerme e succubo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fece quello che io ordinavo,celebrò la Messa,ci comunicammo sotto le due specie,bevendo tutti allo stesso calice,alle spalle i pericoli della diffusione delle malattie che lì si curavano,quelle infettive.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine il prete era rincuorato mi guardò,grato,dicendo:</p>
<p style="text-align: justify;">“Non credevo ce l’avrei fatta,temevo di svenire, cadere”.</p>
<p style="text-align: justify;">Io quando mi rivolgo ai pazienti uso un linguaggio che è una mescolanza di italiano-siciliano-calabrese-etc.</p>
<p style="text-align: justify;">Così  feci in quella occasione:</p>
<p style="text-align: justify;">“Ma Vossia o Signori ci cridi,Parrì. E come pensa che Dio avrebbe consentito che un suo ministro si potesse trovare in difficoltà,celebrando il mistero della sua morte?”</p>
<p style="text-align: justify;">Non mi rispose come fa spesso un mio amico prete,parroco della parrocchia situata sulla stretta strada del mio studio medico:”Non mi rrubbari u misteri”</p>
<p style="text-align: justify;">Semplicemente disse :</p>
<p style="text-align: justify;">“Veru è”</p>
<p style="text-align: justify;">Questa scenetta mi ritorna in mente stamattina alla lettura delle dichiarazioni del magistrato Russo,temporaneamente assessore alla Sanità del governo Lombardo.</p>
<p style="text-align: justify;">In un intervista alla Repubblica il giudice afferma:</p>
<p style="text-align: justify;">“Si sta imbastendo un processo sul nulla……….ho sufficiente esperienza per documentarmi e per leggere le carte”.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche dubbio,poi,il magistrato-assessore l’avrà pure avuto tant’è che nel pomeriggio ha sentito il bisogno di precisare:</p>
<p style="text-align: justify;">“…Non mi sono mai sognato di dire che il processo di Catania sia basato sul nulla  perché – non conoscendo gli atti – non lo posso pensare…..”</p>
<p style="text-align: justify;">Allora come col Monsignore,ma non ho con lui la stessa autorità e lui,sicuramente,non si potrebbe mai trovare nei miei confronti in stato di soggezione Voglio porgli lo stesso quesito:</p>
<p style="text-align: justify;">“Giudici assessori,ma vossia nci credi a giustizia? Umana s’intende”</p>
<p style="text-align: justify;">Scusi e perdoni,la domanda fatta da uno ignorante di cose di giustizia potrà sembrarle ingenua,voglio fargliela lo stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Che lei sappia leggere le carte non ho dubbio alcuno. Ho certezza,però,che non può  leggere carte che non ha,che non può avere,e lei stesso lo afferma “…non conoscendo gli atti…” e poi non si intralcia né si anticipa il giudizio di un organo che vogliamo autonomo anche dai membri che vi fanno parte,ma che non sono chiamati in quel momento ad esprimere giudizi.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi auguro che il presidente Lombardo sia scagionato da tutto e presto,egoisticamente perché se no il partito in cui milito dovrebbe andare a nascondersi in una delle tante miniere dimesse della nostra isola. Che,sempre quel partito in cui milito, faccia male ad appoggiarlo è una mia opinione che si basa su mie considerazioni esclusivamente politiche,per nulla influendo sul giudizio la vicenda giudiziaria basata,come lei dice,sul nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">Un consiglio mi permetterei di darglielo,io al suo posto,da magistrato,monocratico in questo caso, non anticiperei giudizi che poi altri,collegialmente,avendo contezza di fatti e circostanze che né lei né io conosciamo,avranno modo di acclarare restituendo onore e dignità a chi li merita. Prudenza assessore,prudenza sempre,soprattutto per chi,come Lei, è uomo di giustizia e di governo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non me ne voglia e con simpatia.</p>
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