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	<title>Fascio e Martello &#187; Nino</title>
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		<title>No bavaglio: Di Matteo, &#8220;la mafia ha sempre desiderato il silenzio&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 16:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>C. Di Gesaro e F. Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Si è svolta questa mattina la manifestazione contro la legge bavaglio organizzata dal centro studi &#8220;Pio La Torre&#8221;. L&#8217;evento, al quale anche fascioemartello.it ha aderito ufficialmente, ha visto prensenti diversi ospiti ed un lungo cartello di sigle che lo hanno sostenuto. Circa duecento le persone che hanno presenziato al sit-in con in mano gli ormai [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.fascioemartello.it/15987/no-bavaglio-di-matteo-la-mafia-ha-sempre-desiderato-il-silenzio/">No bavaglio: Di Matteo, &#8220;la mafia ha sempre desiderato il silenzio&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.fascioemartello.it">Fascio e Martello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/06/CIMG3461.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15988" title="CIMG3461" src="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/06/CIMG3461-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Si è svolta questa mattina la manifestazione contro la legge bavaglio organizzata dal centro studi &#8220;Pio La Torre&#8221;. L&#8217;evento, al quale anche fascioemartello.it ha aderito ufficialmente, ha visto prensenti diversi ospiti ed un lungo cartello di sigle che lo hanno sostenuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Circa duecento le persone che hanno presenziato al sit-in con in mano gli ormai celebri post-it gialli antibavaglio.  A parlare per primo, dopo il presidente del &#8220;Pio La Torre&#8221; Vito Lo Monaco, è stato il Pm Nino Di Matteo che si è detto &#8220;confortato&#8221; nel vedere la &#8220;sensibilita&#8217; sul tema da parte della gente che in un sabato di piena estate si è ritrovata in via Magliocco per protestare contro il bavaglio.<span id="more-15987"></span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sappiamo bene che la mafia ha sempre voluto e desiderato il silenzio&#8221;- ha continuato &#8211; Di Matteo. &#8220;Noi magistrati siamo molto  preoccupati, avvertiamo il dovere etico, prima che la legge sulle  intercettazioni venga approvata in Parlamento, di denunciare quali  potrebbero essere le gravi conseguenze in materia di efficacia delle  indagini sulla criminalita&#8217; comune e sulla criminalita&#8217; mafiosa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i partecipanti all&#8217;evento tanti esponenti del Partito Democratico. Tra loro anche il capogruppo all&#8217;Ars <a href='http://www.antonellocracolici.it' rel='external ' title=''>Antonello Cracolici</a> ed il senatore Lumia che poco dopo hanno guidato la <a href="http://www.fascioemartello.it/compagni-che-si-dividono-un-bluff-la-storia-del-pd-sicilia/">convention sul <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a> Sicilia </a>e polemizzato con il segretario regionale Giuseppe Lupo presente al no bavaglio day ed assente al loro convegno.</p>
<p>Pubblichiamo l&#8221;intervento integrale del Pm. Nino Di Matteo (video).</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="623" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/X16K7hH3Jc0&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="623" height="344" src="http://www.youtube.com/v/X16K7hH3Jc0&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object width="623" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mreqyiHQzxE&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/mreqyiHQzxE&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="623" height="344"></embed></object></p>
<p>[nggallery id=29]</p>
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		<title>Dell&#8217;Utri: assoluzione ad personam?</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 22:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Travaglio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Testo: Buongiorno a tutti, questa settimana si chiuderà probabilmente in appello davanti alla Corte d’Appello di Palermo, il processo a Marcello Dell&#8217;Utri per concorso esterno in associazione mafiosa, è un processo che all’inizio in primo grado aveva due imputati: Marcello Dell&#8217;Utri e Gaetano Cinà, furono condannati entrambi nel dicembre 2004, Dell&#8217;Utri a 9 anni per concorso [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.fascioemartello.it/15936/dellutri-assoluzione-ad-personam/">Dell&#8217;Utri: assoluzione ad personam?</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.fascioemartello.it">Fascio e Martello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/06/passaparola_21-6-10.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15937" title="passaparola_21-6-10" src="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/06/passaparola_21-6-10-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>Testo:</em><br />
Buongiorno a tutti, questa settimana si chiuderà probabilmente in  appello davanti alla Corte d’Appello di Palermo, il processo a Marcello  Dell&#8217;Utri per concorso esterno in associazione mafiosa, è un processo  che all’inizio in primo grado aveva due imputati: Marcello Dell&#8217;Utri e  Gaetano Cinà, furono condannati entrambi nel dicembre 2004, Dell&#8217;Utri a 9  anni per concorso esterno in associazione mafiosa, Cinà a una pena  lievemente inferiore per partecipazione a associazione mafiosa.<span id="more-15936"></span><br />
<strong>Dell&#8217;Utri, una sentenza &#8220;politica&#8221;</strong><br />
Cinà  è uno dei tanti personaggi che secondo i giudici di Palermo sono  mafiosi, Cinà era della famiglia mafiosa di Malaspina imparentato  tramite la moglie con i vecchi boss, poi deposti dai corleonesi nei  primi anni 80 e cioè Stefano Bontate e Mimmo Teresi, Cinà poi è morto e  quindi non compare più nel processo di appello dove è rimasto soltanto  Dell&#8217;Utri che è accusato di concorso esterno.<br />
L’appello lo ha fatto lui chiedendo di essere  assolto e l’appello lo ha fatto anche la Procura generale di Palermo,  dove il Procuratore generale Nino Gatto ha chiesto che la piena gli sia  aumentata da 9 a 11 anni, ritenendo proprio lieve quella inflittagli in  primo grado.<br />
Con ogni probabilità  giovedì ci sarà l’ultima udienza con le ultime  dichiarazioni di Dell&#8217;Utri dove la requisitoria del PM e dopo l’arringa  dei suoi difensori e poi la Corte d’Appello si ritirerà in Camera di  Consiglio. E&#8217; una sentenza che ovviamente è importante, molto  importante, è importante dal punto di vista giudiziario, ma soprattutto  importante dal punto di vista politico perché Dell’Utri a differenza di  Scajola e di pochissimi altri non è stato scaricato da Berlusconi, anzi è  stato continuamente difeso anche in pubblico da Berlusconi, viene  continuamente difeso dai giornali del centro-destra, viene difeso dalla  maggioranza con decisioni che vedremo anche tra poco e che condizionano  questo processo e quindi il suo ruolo politico non è soltanto  archeologia, non stiamo parlando soltanto del padre fondatore, del  partito Forza Italia, ma stiamo parlando di uno dei personaggi più  importanti e più influenti di questo stesso partito. Anche se questo  partito in Sicilia si è sdoppiato, c’è chi vede la mano di Dell&#8217;Utri  dietro le manovre di Miccichè insieme al Governatore Lombardo per creare  un centro-destra diverso in Sicilia, quindi c’è chi dice che  addirittura il <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a>l a Palermo è diventato un altro rispetto al <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a>l a Roma  e c’è uno scontro molto duro tra il <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a>l che si riconosce nelle  posizioni di Renato Schifani e del Ministro Alfano e il <a href='http://www.partitodemocratico.it' rel='external ' title=''>Pd</a>l che invece  si riconosce nelle posizioni di Miccichè, dietro Miccichè di Dell&#8217;Utri,  Alfano e Schifani sono ostilissimi alla Giunta Lombardo, mentre invece  si è creata questa curiosa alleanza che va dagli amici di Dell&#8217;Utri e  Micciché ai finiani, al PD che sostengono invece la Giunta Lombardo che  si propone come l’alfiere del partito del sud in contrapposizione con il  partito del nord che è il blocco d’ordine che comanda il governo  centrale con l’asse Berlusconi – Bossi.<br />
Dato che Dell&#8217;Utri è sempre lì e non è stato scaricato, le conseguenze  di una sua condanna o di una sua assoluzione saranno anche conseguenze  politiche, visto anche il ruolo politico che tutt’oggi Dell&#8217;Utri  ricopre. Non riepiloghiamo ovviamente perché l’abbiamo già fatto tante  altre volte il percorso del processo, le accuse, basta ricordare che le  accuse non sono frutto delle parole dei pentiti, il processo Dell&#8217;Utri è  un raro caso di processo per concorso esterno in associazione mafiosa  che si farebbe ugualmente anche se non esistesse nessun pentito, perché  esistono prove documentali di suoi rapporti con mafiosi nel corso degli  ultimi, almeno, 30 anni, intanto le prove sono state dalle dichiarazioni  dello stesso Dell&#8217;Utri che ammette di avere frequentato con rapporti di  amicizia e anche oltre, che di amicizia mafiosi conclamati come  Mangano, come Cinà, come tanti altri. Recentemente ci siamo occupati del  caso Garraffa, quando addirittura risulta che il boss di Trapani,  Virga, andò a chiedere dei soldi a questo imprenditore Garraffa perché  Dell&#8217;Utri reclamava da lui dei soldi addirittura in nero, usare un boss  per il recupero crediti evidentemente non è una cosa normalissima e è un  fatto notorio, ci sono le agende di Dell&#8217;Utri che dimostrano la sua  frequentazione con Mangano ancora nel novembre 1993 mentre stava  nascendo Forza Italia alla vigilia delle elezioni del 1994, ci sono gli  appunti ritrovati nel libro mastro della famiglia mafiosa di San  Lorenzo, capeggiata da Salvatore Biondino, l’autista tutto fare di Totò  Riina, in quel libro mastro erano segnate le entrate della famiglia di  San Lorenzo e erano da una parte le entrate dovute alle estorsioni, al  pizzo pagato dai commercianti alla cosca e dall’altra parte, in un’altra  colonna c’erano i regali e di regalo ne era segnato soltanto uno e era  scritto in quella colonna “Can 5 1990” e poi una cifra che era  evidentemente un quantum che veniva versato per esigenze del gruppo  Fininvest, ci sono le intercettazioni telefoniche che documentano come i  mafiosi si attivassero, gli amici di Provenzano, per fare eleggere  Dell&#8217;Utri nel 1999 alle elezioni europee dopo che la Camera aveva appena  respinto la richiesta di autorizzazione all’arresto spiccata dai  giudici di Palermo, proprio per l’affare Garraffa, ci sono le  intercettazioni telefoniche tra il boss Guttadauro ed il mafioso Aragona  che parlano a casa di Guttadauro di come Dell&#8217;Utri abbia preso i voti  della mafia dopo avere fatto un accordo con il boss Gioacchino Capizzi  nel 1999 e poi non si sia più fatto vivo e quindi l’esigenza di tornare a  parlare con lui, c’è Aragona che dice di essere stato addirittura  invitato, Aragona è il medico mafioso che Procura un alibi falso a  brusca e per questo è stato condannato per mafia, e che dice di essere  stato invitato da Dell&#8217;Utri nella sua biblioteca a Milano in Via Senato  per la presentazione del libro di Contrada.<br />
Ci sono altri riscontri oggettivi su questo e poi ci sono le parole di  Ciancimino che però come vedremo tra un attimo non sono entrate nel  processo Dell&#8217;Utri per una molto discutibile decisione della Corte  d’Appello. E’ un processo molto solido, basta leggersi la sentenza di  primo grado, eppure è un processo che naturalmente è suscettibile di  essere riformato, addirittura ribaltato tant’è che gli Avvocati di  Dell&#8217;Utri non fanno mistero di una certa fiducia nella Corte d’Appello  di Palermo per un’assoluzione, vedremo, naturalmente non siamo qui a  fare i pronostici, devo dire che i segnali che vengono da quel processo  vanno nella direzione delle aspettative di Dell&#8217;Utri e cioè la Corte non  ha fatto mistero di una certa insofferenza nei confronti degli  argomenti dell’accusa e quindi ha autorizzato queste aspettative  positive per Dell&#8217;Utri e negative per la Procura generale.</p>
<p><strong>Chi sono i giudici di Dell&#8217;Utri</strong><br />
Questa  sentenza sta arrivando naturalmente in un clima surriscaldato perché ci  sono tentativi di condizionamento, ci sono tentativi di condizionamento  che sempre ovviamente si verificano quando si è alla vigilia di una  sentenza così importante.Basterà  ricordare che nel dicembre 2004, quando i giudici erano appena entrati  in Camera di Consiglio a Palermo, i giudici del Tribunale,  Pierferdinando Casini, allora Presidente della Camera, si sentì in  dovere di telefonare a Dell&#8217;Utri la sua amicizia e la sua solidarietà e  poi di farlo sapere con un comunicato su carta  intestata della  Presidenza della Camera in cui diramava a urbi ed orbi la notizia che il  Presidente della Camera, la terza carica dello Stato, aveva fatto gli  auguri e aveva dato solidarietà e amicizia a un signore che di lì a poco  sarebbe stato giudicato per mafia e che sarebbe stato poi, questo non  si poteva ancora sapere, condannato a 9 anni per concorso esterno in  associazione mafiosa.<br />
Fu un’interferenza gravissima alla vigilia della sentenza sui giudici, i  giudici quando uscirono con la sentenza seppero che non stavano  soltanto condannato , l’amico di Berlusconi, ma stavano anche  condannando Dell&#8217;Utri l’amico di Casini, la presi non ebbe seguito  naturalmente perché ci fu ugualmente la condanna, ma la pressione  comunque ci fu, adesso le pressioni sono ricominciate.<br />
Tra quelli che sono accusati di avere fatto pressione ci siamo anche noi  de Il Fatto quotidiano e io per un articolo che ho fatto su L’Espresso,  cosa ho scritto? Ho scritto una cosa che mi sembrava ovvia e cioè che  era abbastanza arduo motivare una sentenza di assoluzione dopo che la  Cassazione ha annullato la sentenza della Corte d’Appello di Milano che  due anni fa aveva derubricato da estorsione tentata a minacce gravi  l’episodio Garraffa, Dell&#8217;Utri che manda il boss Virga a riscuotere un  credito in nero per conto di Dell&#8217;Utri e quindi essendo stato  derubricato a un reato meno grave il reato era stato dichiarato coperto  da prescrizione, la Corte di Cassazione ha detto: no, quell’episodio non  può essere configurato come minacce gravi o le minacce non ci sono  state, ma nel processo si è dimostrato che c’erano, se c’erano quelle  minacce erano finalizzate a un’estorsione, a ottenere un vantaggio  indebito con l’intimidazione e quella si chiama “tentata estorsione”  tentata perché poi i soldi Garraffa non li ha pagati e quindi i giudici  di appello, dice la Cassazione, devono rifare il processo, tenendo conto  che o non ci sono minacce o se si ritiene che ci siano minacce e la  corte ha già ritenuto che fossero dimostrate, allora quelle minacce si  chiamano tentata estorsione e la tentata estorsione non è prescritta e  quindi ovviamente invece della prescrizione ci dovrebbe essere una  condanna, dicevo che sarà difficile motivare una sentenza di  assoluzione, visto che la Cassazione che è il Tribunale più alto  rispetto alla Corte d’Appello, ha già stabilito che Dell&#8217;Utri ha  commesso un’estorsione mafiosa tramite il boss Virga nel 1990/1991  quindi meno di 20 anni fa, quindi se già fosse stabilito che ancora nel  1990/91 aveva questi rapporti di scambio di favori con la mafia, il  reato di associazione mafiosa in concorso esterno non potrebbe essere  dichiarato neanche prescritto, non solo non ci potrebbe essere  l’assoluzione, quindi avevo semplicemente detto che questa area di  assoluzione che tira in appello, poteva essere ribaltata da questo  macigno che è il pronunciamento recentemente emesso dalla Corte Suprema  di Cassazione, questa è una pressione sui giudici? No, è semplicemente  un giornalista che fa il suo lavoro e analizza i fatti leggendo le  carte.<br />
Un’altra presunta pressione, pensate che siamo stati addirittura  accusati da Belpietro di fare delle minacce mafiose ai giudici della  Corte d’Appello, “Pizzini del Fatto ai giudici di Dell&#8217;Utri, Travaglio  &amp; C. sentono odore di assoluzione per Dell&#8217;Utri e gettano ombre sui  magistrati” il tono è quello mafioso del dire e non dire del mascariare,  dello sfigurare le persone. In realtà a cosa si riferisce oltre che a  quel mio articolo su L’Espresso? Belpietro si riferisce a un articolo  pubblicato da due giornalisti molto in gamba, tra i più informati che  abbiamo a Palermo e che lavorano fortunatamente per Il Fatto quotidiano  Peppino Lo Bianco e Sandra Rizza che molti di voi conoscono perché sono  autori del libro “L’agenda Rossa di Borsellino” e appena da pochi  giorni, di un altro libro meraviglioso che sto leggendo e che vi  consiglio, ma ne sapete qualcosa perché il blog di Grillo lo ha già  presentato questo libro che si intitola “L’Agenda nera della seconda  Repubblica” e in questo libro Sandra e Peppino raccontano tutti i  retroscena delle stragi, delle trattative e quindi i depistaggi dello  Stato e che stanno venendo fuori finalmente grazie alle rivelazioni di  Massimo Ciancimino e di Gaspare Spatuzza.<br />
Cosa hanno scritto Lo Bianco e Sandra Rizza su Il Fatto quotidiano  l’altro giorno? Quello che a Palermo circola e che nessuno ha avuto il  coraggio di scrivere tranne Lirio Abbate che ne ha parlato su  L’Espresso, Lirio Abbate sapete chi è, un giornalista valoroso che vive  sotto scorta dopo avere pubblicato insieme a Peter Gomez il libro “I  complici” in cui si parla di rapporti mafia – politica. Cosa gira in  questi giorni a Palermo? Girano voci su tutti e 3 i giudici della Corte  d’Appello di Palermo, noi non abbiamo dato sfogo alle voci, non abbiamo  dato sfogo ai pettegolezzi, non abbiamo fatto ricorso all’insinuazione  come scrive Belpietro dire e non dire, no, noi abbiamo detto quelle che  sono non le voci ma i fatti, poi le voci ciascuno se le giudica come  vuole, i fatti riguardano i 3 giudici della Corte d’Appello, nella  riforma delle intercettazioni vogliono vietare ai giornalisti di  pubblicare i nomi e le facce dei giudici e dei pubblici Ministeri,  perché? Perché non tutti i giudici e i pubblici Ministeri sono uguali,  ci sono quelli buoni, quelli cattivi, quelli così e così, i giornali  hanno il compito di fare le pulci ai potenti, compresi i magistrati, se  c’è qualcosa da dire la si dice, perché? Perché la giustizia è  amministrata del popolo e il popolo deve sapere, a nome del popolo e il  popolo deve sapere da chi viene amministrata, non sono cose gravissime  naturalmente quelle che sono state scritte su questi 3 giudici, sono  delle cose che fra un attimo vi spiegherò perché potrebbero essere  importanti.<br />
A titolo di cronaca si dice che uno dei 3 componenti del Collegio,  Sergio La Commare era stato censurato dal Consiglio Superiore della  Magistratura perché una quindicina di anni fa era stato sorpreso a  mandare un bigliettino a un Pubblico Ministero, lui era giudicante,  l’altro era il requirente, in cui dovendo fare una lunga camera di  Consiglio e leggersi una montagna di carte, aveva chiesto al PM di  fargli un riassunto perché non voleva affogare nelle carte, questo fu  visto come un atto di non terzietà ma di rapporto troppo vicino al  Pubblico Ministero da parte del giudice, quindi si ritenne che questo  magistrato, magistrato naturalmente onesto, non stiamo parlando di  disonestà o incapacità, una leggerezza fu, se vogliamo, però la  leggerezza fu censurata dal Csm perché si ritenne che con quel  bigliettino il giudice avesse mancato ai propri doveri di imparzialità e  quindi da Palermo fu trasferito a Trapani.<br />
L’altro giudice a latere di questo processo si chiama Salvatore Barresi,  quest’ultimo era componente del Consiglio giudicante in primo grado al  Tribunale, adesso è in Appello, Andreotti e c’è chi ritiene che sia  stato decisivo per la sentenza di primo grado che assolveva Andreotti  per insufficienza di prove, sentenza poi fatta a pezzi dalla Corte  d’Appello di Palermo che la ribaltò, dichiarando prescritto e non invece  inesistente il reato fino al 1980, conferma poi in Cassazione.<br />
Perché  si è parlato di questo Barresi, non certamente perché abbia  assolto Andreotti è un suo diritto – dovere se riteneva fosse giusto,  poi processualmente  si è verificato che era sbagliato assolverlo ma di  errori giudiziari ce ne sono tanti, anche le assoluzioni dei colpevoli  sono errori giudiziari, non soltanto le condanne degli innocenti, anzi  l’esperienza insegna che sono molto più frequenti gli errori giudiziari  di questo tipo, le assoluzioni dei colpevoli, ma in ogni caso l’ha fatto  in coscienza, quindi se riteneva che fosse giusto ha fatto bene anche  se poi è stato smentito.<br />
Qui si parla di Barresi perché il figlio di Ciancimino tra le mille cose  che ha raccontato su suo padre, ha raccontato anche che da giovane  prima di diventare magistrato questo Barresi frequentava il tavolo da  poker di casa Ciancimino perché era compagno di scuola di uno dei figli  di Vito Ciancimino, l’altro, quello che adesso credo faccia l’Avvocato e  si chiama Giovanni. C’è qualcosa di male nel fatto che andava a casa di  un suo compagno di scuola anche se era la casa di Ciancimino? E’ vero  che si sapeva chi era Ciancimino ma evidentemente il giovane Barresi non  immaginava che un giorno sarebbe diventato magistrato e che quindi  quella frequentazione gli sarebbe stata contestata, anche lì non c’è  nessun reato, nessun illecito, nulla che pregiudichi la sua correttezza e  la sua immagine etc..<br />
Tra un attimo vi dico perché è interessante scriverla questa cosa, vi  dico nel frattempo però quello che si è detto e scritto in questi giorni  sul Presidente della Corte d’Appello che sta giudicando Dell&#8217;Utri e  cioè Claudio Dall’Acqua è un magistrato importante, assolutamente al di  sopra di ogni sospetto, ha due figli però, le colpe dei padri non  possono ricadere sui figli e viceversa naturalmente, però uno dei figli  lavorava nell’azienda Abitalia che era collegata all’Edilia Venusta, una  società che è stata espulsa per mafia dalla Confindustria siciliana  perché il titolare, tale Rizzacasa è stato arrestato pochi giorni fa per  riciclaggio, il figlio del giudice si è subito dimesso da questa  azienda.</p>
<p><strong>Strani movimenti a Palermo</strong><br />
L’altro  figlio, Fabrizio è diventato qualche tempo fa, quando già il padre  stava giudicando , Segretario Generale del Comune di Palermo, si dirà un  iter automatico di carriera?No,  è stato chiamato fiduciariamente in quell’incarico, Segretario Generale  del comune capoluogo della Sicilia dal Sindaco Cammarata, Cammarata è  un fedelissimo di Micciché, quindi naturalmente molto legato alla parte  dellutriana del Popolo della Libertà che ha chiamato il figlio del  giudice che sta giudicando Dell&#8217;Utri a fare il Segretario Generale del  suo comune e questa è la cosa interessante per cui se ne è parlato,  scavalcando altri pretendenti a quella carica che erano considerati più  anziani e esperti di lui e quindi questa cosa ha fatto molto discutere,  del resto noi non sappiamo per quale motivo naturalmente ci sia stata  questa chiamata diretta, può darsi che il figlio del giudice sia il più  bravo tra i segretari comunali del mondo, certamente questo episodio non  è che sia molto simpatico, anche perché viene dopo qualche mese da  un’altra decisione della maggioranza di centro-destra nei confronti non  del figlio, ma proprio del giudice, e stava giudicando anche lì in  Appello Dell&#8217;Utri in un altro processo, il Presidente della Corte  d’Appello di Palermo l’anno scorso ha abbandonato il processo di appello  per la calunnia aggravata da finalità mafiose, Dell&#8217;Utri era imputato  di avere orchestrato un complotto di falsi pentiti che incontrava anche  personalmente per screditare i veri pentiti che accusano lui e non solo  lui, accusano anche tutto il gota di Cosa Nostra in tanti altri  processi, il reato era calunnia aggravata, è stato assolto in primo  grado, la sentenza non è che fosse granché, infatti la Procura l’ha  appellata e in appello si è ritrovata di fronte a questo Presidente che  era noto per la sua severità, tant’è che aveva riformato in peggio la  sentenza Andreotti e aveva anche condannato Contrada nel secondo  appello, quindi era considerato un duro.<br />
Sono riusciti a liberarsi di questo giudice come? Promuovendolo  consulente della Commissione parlamentare antimafia, infatti poco prima  della fine di questo processo di appello il giudice ha lasciato il  processo e il processo ha dovuto ricominciare da zero, quindi questi  interventi durante i processi a Dell&#8217;Utri sui giudici o su loro  familiari non sono interventi isolati e è per questo che qualcuno ha  storto il naso per questa promozione del figlio del Giudice Dall’Acqua  che stava giudicando Dell&#8217;Utri, il che naturalmente non vuole dire che  il Giudice Dall’Acqua non sia imparziale, ci mancherebbe altro noi siamo  sicuri che lo sarà come anche i due giudici a latere, però conoscere i  giudici e sapere da dove vengono, è importante soprattutto quando ci  sono interessi politici che si intrecciano.<br />
Perché  è interessante che si parli soprattutto a proposito di questa  antica e giovanile frequentazione di cui parla il figlio di Ciancimino?  Noi non conosciamo la versione del giudice Barresi, è importante  perché la Corte d’Appello di Palermo nel processo Dell&#8217;Utri ha rifiutato  di sentire il figlio di Ciancimino, quindi inevitabilmente a qualcuno è  venuto di pensare che uno dei 3 giudici frequentava casa Ciancimino,  poi improvvisamente il figlio di Ciancimino diventa un testimone  potenziale nel processo Dell&#8217;Utri, il giudice insieme agli altri due gli  dicono: no, tu no, tu non vieni a testimoniare in questo processo.<br />
L’altro giorno sdegnati da quelle che ritengono delle accuse che mettono  in dubbio la loro correttezza, i 3 giudici di appello sono usciti dalla  Camera di Consiglio con un comunicato, una cosa che non era mai  successa in processo, ma ho visto che non ha destato la minima  discussione eppure è una cosa meno inusuale, non so se sia una cosa che  si può fare, però l’hanno fatta e non ricordo precedenti, sono usciti  dalla Camera di Consiglio e aprendo l’udienza hanno letto questo  comunicato che diceva “Siamo indifferenti alle pressioni mediatiche e  rispondiamo solo di fronte alla legge e alla nostra coscienza” credo che  anche l’opinione pubblica abbia diritto naturalmente a qualche risposta  e quindi credo che se qualcuno riterrà di doverla dare, la dovrà dare  immediatamente naturalmente i 3 giudici del processo Dell&#8217;Utri sono  stati difesi dal membro laico del Csm di stretta osservanza  berlusconiana, Gianfranco Anedda, è uno che si rifiuta sempre di votare i  documenti a tutela di magistrati insultati da Berlusconi o da altri  esponenti del Polo, invece questa volta ha proposto di fare una pratica a  tutela dei magistrati della Corte d’Appello perché ha detto: ci sono in  giro insinuazioni che gettano discredito sulla magistratura giudicante,  finalmente visto che le hanno fatte i giornali e le hanno fatte nei  confronti di giudici che evidentemente Dell&#8217;Utri spera favorevoli a sé,  allora il polista Anedda finalmente è pronto a votare una dichiarazione  di solidarietà a 3 giudici, meno male su 9 mila giudici italiani ne ha  trovati 3 che gli piacciono, il problema è che questa volta non hanno  subito nessun attacco politico, nessun insulto, nessuno li ha pedinati  per vedere di che colore hanno i calzini, abbiamo semplicemente  raccontato 3 circostanze vere, quindi né insinuazioni né altro, che  infatti neanche nel comunicato dei giudici sono state minimamente  smentite, il comunicato dei giudici si limita a dire che loro sono  imparziali e non si fanno condizionare e noi ne siamo felici, ci  mancherebbe altro del resto!<br />
Non mi pare ci sia da vantarsi di essere imparziali visto che è il  dovere di ogni magistrato. Le vere pressioni, le vere intimidazioni nei  confronti dei giudici del processo Dell&#8217;Utri vengono da altre parti, da  parti politiche e dalla parte politica di Dell&#8217;Utri, dai suoi giornali e  dai suoi colleghi parlamentari e Ministri; la prima intimidazione è  quella che ha coinvolto, massacrato Massimo Ciancimino per avere osato  parlare. Tra qualche giorno ve lo raccomando, l’ho visto ieri e mi ha  molto colpito, uscirà insieme a Il Fatto quotidiano in edicola, un Dvd  che si intitola “Sotto scacco” l’hanno curato due giornalisti Marco  Lillo e Udo Gumpel e riguarda i temi di cui stiamo parlando: stragi,  trattative, Ciancimino, Spatuzza, ci sono molte cose inedite,  interessanti, si fa un po’ il punto della situazione, è una bella  sintesi un po’ di meno di due ore di quello di cui stiamo parlando,  naturalmente con interviste inedite, documenti, è veramente importante  per certi versi e anche agghiacciante, in questo Dvd c’è una lunga  intervista a Massimo Ciancimino che racconta tutti gli incontri di suo  padre con Provenzano, con il Generale Mori etc., fa vedere la casa, i  luoghi e a un certo punto dice: è strano questo paese perché  continuamente mi sento ripetere: perché hai deciso di parlare? E quando  non parlavo, prima, fino a due anni fa, nessuno mi aveva mai chiesto:  perché non parli?<br />
Strano un paese dove si chiede a uno: perché fai il suo dovere di  cittadino testimone? Perché quando un Magistrato gli fa una domanda lui  risponde? E porta documenti? E’ considerato strano chi non è omertoso in  Italia, siamo un paese dove evidentemente la mafia ha già vinto perché  la regola dell’omertà è considerata normalità, addirittura abbiamo  Mangano definito eroe perché non ha parlato, mentre Ciancimino che non è  un pentito ma che parla, è un testimone oculare, viene continuamente  perseguitato da questa domanda: perché parli? Ciancimino parla, parla e  per questo viene massacrato mediaticamente e politicamente, però i  giudici non solo non lo massacrano ma lo ritengono attendibile, tant’è  che qualche mese fa, il 27 gennaio la seconda sezione del Tribunale di  Palermo ha consacrato, stiamo parlando del Tribunale di Palermo, non  della Procura, non dell’accusa, i giudicanti stiamo dicendo, ha  condannato a 10 anni e 8 mesi per mafia uno dei tanti deputati regionali  di Forza Italia, Mercadante e tra gli accusatori attendibili c’era il  figlio di Ciancimino, ha scritto il Tribunale di Palermo “ritiene il  Tribunale di poter esprimere un giudizio di alta credibilità su quanto  dichiarato da Massimo Ciancimino per il suo racconto fluido e coerente,  senza contraddizioni di sorta e poi soprattutto perché ogni circostanza  riferita ha trovato ulteriori precisazioni e argomentazioni a riscontro.  Quello che è certo e può indiscutibilmente affermarsi nel presente  processo è che egli (il figlio di Ciancimino) ebbe realmente modo di  assistere a incontri tra il padre e Provenzano che parlavano di affari,  appalti, mafia e politica. La vicinanza di Massimo Ciancimino al padre  ha fatto di lui un testimone, se non un protagonista di riflesso di  incontri e episodi oggi al centro di interesse investigativo in quanto  utile a ricostruire il perverso sistema di frequentazioni, alleanze e  accordi politico – istituzionali che fece dei corleonesi un centro di  potere oltre che un gruppo di assassini senza scrupoli capaci di  condizionare la storia politico – sociale e economica della Sicilia e in  parte della Repubblica agli anni 70 a buona parte dei 90” questo scrive  un Tribunale che ha giudicato già in primo grado le parole di  Ciancimino.</p>
<p><strong>Testimoni che non possono  testimoniare</strong> (<a onclick="document.getElementById('_p4_').style.display='block'" href="http://www.beppegrillo.it/#*p4*"><span style="text-decoration: underline;">espandi</span></a> | <a onclick="document.getElementById('_p4_').style.display='none'" href="http://www.beppegrillo.it/#_p4_"><span style="text-decoration: underline;">comprimi</span></a>)<br />
La Procura di Palermo ha chiesto di sentire Ciancimino nel processo  Dell&#8217;Utri, i 3 giudici Dall’Acqua, La Commare e Barresi hanno detto di  no e hanno detto di no perché?E’  legittimo, è il giudice che decide quali testimoni entrano e quali no  nel processo, le parti chiedono, il giudice decide, però bisogna vedere  come decide e come motiva la sua decisione perché poi la decisione è  ovviamente opinabile, la si può commentare se la si conosce. In questa  ordinanza fiume di 9 pagine i giudici del processo Dell&#8217;Utri dicono che  non si può sentire Ciancimino per la progressione, l’irrisolta  contraddittorietà e la genericità delle sue dichiarazioni, come  conoscono le dichiarazioni di Ciancimino i giudici di appello se non le  hanno mai ascoltate in aula? Le giudicano da quello che hanno letto sui  giornali? Da quello che hanno saputo in televisione? Dai sentito dire?  Come fai a giudicare inattendibile o contraddittorio o generico un  testimone se non lo senti? Chi te l’ha detto che è generico? Giudichi i  verbali raccolti dal PM che ti sono stati trasmessi per chiedere di  sentirlo? I verbali davanti un PM non hanno mica nessun valore di prova  nei processi, da quando abbiamo il 111 della Costituzione nuova  versione, dal 1999/2000 tutto ciò che non avviene dentro l’aula del  Tribunale non vale, quindi le dichiarazioni di Ciancimino avranno un  valore soltanto quando saranno rese sul banco dei testimoni nel processo  Dell&#8217;Utri, solo lì i giudici potranno decidere se è attendibile,  inattendibile, generico o processo, contraddittorio o coerente,  progressivo o immediato, gli facciano le domande giuste, vedono le  risposte e poi giudicano, come fanno a saperlo prima? Prima di sentirlo?  Come fai a giudicare un testimone se non l’hai mai visto in faccia a  parte eventualmente quando andavi a giocare a carte?<br />
Questa è  la domanda che ci si pone, quindi non è solo una decisione  opinabilità, ma una decisione sconcertante quella di tenere fuori un  testimone che peraltro il Tribunale ha già ritenuto attendibile in un  altro processo, ma quando parlava dello stesso contesto di cui parla  anche a proposito dei rapporti politici di suo padre e dei corleonesi,  questa è la ragione fondamentale per cui è utile andare a vedere chi  sono i giudici della Corte d’Appello, per capire perché hanno preso una  decisione così sconcertante non bisogna ovviamente tralasciare nulla,  bisogna andare a vedere chi sono per magari capire cosa dicono, queste  non sono insinuazioni o pizzini o messaggi o condizionamenti, si chiama  diritto di cronaca, dovere di cronaca, se avessero sentito Ciancimino e  l’avessero dichiarato inattendibile nella sentenza ne avremmo preso  atto, come abbiamo preso atto del fatto che invece il Tribunale l’ha  ritenuto attendibile, ma se non lo senti come fai a sapere che è  inattendibile? E’ per questo che qualcuno si è fatto l’idea che questa  Corte sia più incline all’assoluzione che non alla condanna, per questo  forse  si è fatto questa idea, poi magari è un’idea sbagliata,  intendiamoci, il processo si saprà come finisce quando verrà letta la  sentenza, però certamente una dichiarazione così stravagante,  strampalata merita attenzione, i giornali sono qua per criticarla anche  la Magistratura quando prende delle decisioni o espone delle tesi  balzane come quella che abbiamo appena letto.<br />
L’altro condizionamento oltre alle accuse infondate peraltro finora a  Ciancimino figlio, è la decisione del Ministero dell’Interno, della  Commissione che si occupa dei programmi di protezione per i pentiti e  per i testimoni di mafia, di non concedere il programma di protezione  pentiti a Gaspare Spatuzza, è una decise che arriva un anno dopo la  richiesta della Procura di Firenze, qualche mese dopo le richieste  analoghe delle procure di Caltanissetta, della superprocura nazionale  antimafia.<br />
Tutte ritengono che Spatuzza sia un pentito vero, che finora non è stato  mai smentito, anzi ogni volta che si sono trovati dei riscontri, quei  riscontri hanno confermato e non smentito le dichiarazioni di Spatuzza,  poi ci sono delle dichiarazioni che magari non possono essere né  confermate né smentite, se uno racconta quello che gli ha detto un  altro, o quell’altro conferma o altrimenti è la parola di Spatuzza che  non vuole dire che non è vera soltanto perché non è stata riscontrata,  ma naturalmente se non sarà riscontrata non potrà essere utilizzata nel  processo, noi non sappiamo se è vero che Graviano Giuseppe gli ha detto  che Dell&#8217;Utri e Berlusconi stavano mettendo lo stato nelle mani della  mafia, Graviano purtroppo non parla, il fratello di Graviano dice che  non ha mai sentito parlare di queste cose, Giuseppe ha preso tempo, ha  detto vedremo, in futuro forse potrei parlare, adesso non sono in  condizioni, prima mi levate il 41 bis, chi l’ha detto che quella  dichiarazione di Spatuzza è falsa? Al massimo non potrà essere usata se  non verrà riscontrata, ma per dire che è falsa ci vorrebbe la prova del  contrario ovviamente.<br />
Perché  Spatuzza viene lasciato senza programma di protezione? Dice il  sottosegretario che se ne occupa  Alfredo Mantovano che ha fatto delle  dichiarazioni tardive quelle su Dell&#8217;Utri, Berlusconi, la mafia e le  stragi, rispetto ai 6 che la legge del 2001 assegna come tempo massimo  per dire tutto, la legge fu fatta dal centro-sinistra, il padre vero di  quella legge fu Napolitano che come Ministro dell’Interno nel 1996/97  del primo Governo Prodi disse che erano troppi i pentiti di mafia, in un  paese dove ci sono 30 mila mafiosi lui disse che erano troppi i pentiti  che erano un migliaio, non troppi i mafiosi che mafiano e che tacciono,  erano troppi i pentiti che parlavano e quindi cominciarono a lavorare,  poi ci impiegarono un po’ di tempo, la legge fu poi tradotta in pratica  dal Ministro Fassino nel 2001 e votata da un’amplissima a maggioranza di  centro-destra e centro-sinistra, è una legge orrenda che ha dissuaso  dalla collaborazione centinaia di mafiosi, non si è più pentito  praticamente nessuno, a parte Spatuzza che non è un pentito di  connivenza, perché ormai ai mafiosi non conviene più pentirsi perché la  legge gli ha tolto tutti i benefici e gli ha dato pure questo timer di 6  mesi e non un minuto di più, per raccontare magari 40/50/60 anni di  vita mafiosa, come fa uno a ricordarsi tutto quello che ha fatto in 60  anni in 6 mesi?<br />
Spatuzza non è un pentito per convenienza, Spatuzza è un pentito che ha  avuto la folgorazione mistica, ha avuto un lungo percorso religioso con  il Vescovo de L’Aquila etc., quindi è una cosa molto diversa dagli altri  pentiti, l’hanno tenuto fuori perché dicono che ha parlato di  Berlusconi e di Dell&#8217;Utri oltre i 6 mesi, ma le 3 procure, più la  Procura nazionale antimafia conoscono la legge, lo sanno benissimo che  certe cose Spatuzza le ha dette dopo i 6 mesi, perché hanno chiesto lo  stesso di dargli la protezione? Perché visto che è assolutamente  impossibile perché in 6 mesi uno dica tutto, c’è un’interpretazione  della Cassazione che fa testo di quella legge che dice che nei 6 mesi il  mafioso deve sviluppare le cose che ha fatto lui e che sa lui di sua  scienza, all’inizio della collaborazione fa una dichiarazione di intenti  dove descrive gli argomenti, i punti, l’indice di quello che dirà e poi  deve cominciare a parlare delle cose che ha fatto lui o ha saputo lui  direttamente. Per le cose che ha saputo da altri, può anche continuare a  parlarne dopo, l’importante è che facciano parte, almeno nell’indice  delle cose che ha detto all’inizio nella dichiarazione di intenti.<br />
Spatuzza cosa ha fatto? Spatuzza, scrivono i giudici di Firenze, ha  compiutamente delineato lo scenario fin dai suoi primi interrogatori e  non ha mai revocato l’intenzione di parlarne, le successive indicazioni  circostanziali dallo stesso formulate, i nomi di Berlusconi e Dell&#8217;Utri,  appaiono quale completamento e sviluppo di un tema già ampiamente  annunciato, tant’è che il 16 giugno, Spatuzza inizia a collaborare  all’inizio del 2009, del 2009, quasi allo scadere dei 6 mesi, Spatuzza  dice: rivelerò nomi di politici o di altre personalità, ma dice: non  volevo rendere più importanti e interessanti le mie dichiarazioni prima  di una valutazione favorevole, lui ha detto: non volevo fare subito i  nomi di Dell&#8217;Utri… perché altrimenti diranno che ho dato in pasto questi  nomi ai magistrati per conquistarmi la protezione, quindi dico prima le  cose che ho fatto io, tipo la strage di Via D’Amelio al posto di  Scarantino che si è autoaccusato e che invece non c’entra niente e sono  stati trovati riscontri e adesso verrà revisionato quel processo, anche  se è ormai approdato a sentenza definitiva, perché abbiamo il galera  gente che non c’entra niente perché? Perché è stata condannata per avere  fatto le cose che invece ha fatto Spatuzza, quindi i giudici di Firenze  chiedono al governo, alla Commissione dei programmi di protezione di  dare la protezione a Spatuzza il 28 aprile 2009, Spatuzza stava  aspettando che gli dicessero ok, per poi dettagliare quei nomi di quei  politici affinché nessuno potesse dire che stava mercanteggiando la  protezione in cambio di, perché se lo diceva prima dicevano: eh, vedi  che questi l’hanno voluto premiare per avere fatto i nomi di Dell&#8217;Utri e  di Berlusconi? Invece lui ha prima voluto che si valutasse la serietà  della sua collaborazione per le cose che aveva fatto lui, la strage di  Via D’Amelio e tanti altri delitti che nessuno aveva mai risolto e che  lui ha aiutato a risolvere dicendo: li ho fatti io!<br />
Quindi una mossa che lui ha fatto ritardando questi nomi, ma dicendo che  li avrebbe fatti per dimostrare la sua assoluta buonafede e la sua  assenza di interessi biechi, allontanare il sospetto di possibili  strumentalizzazioni, gli è costata questa bocciatura perché dicono: non  li ha fatti subito, naturalmente se li avesse fatti subito avrebbero  detto che li aveva fatti subito per conquistarsi la protezione, mentre  in realtà la protezione è stata chiesta prima che lui facesse quei nomi,  quando i magistrati non sapevano ancora quali erano quei nomi e quindi  negare la protezione perché lui ha fatto i nomi dopo, è un assurdo  logico, oltre che giuridico perché la protezione è stata chiesta prima  che lui facesse quei nomi e che i magistrati sapessero quali erano quei  nomi, comunque è una decisione che come spiega l’Avvocato Li Gotti che è  un parlamentare dell’Italia dei Valori ma è soprattutto il più famoso  Avvocato di pentiti, è una decisione che non sta né in cielo e né in  terra perché non si è mai visto che il governo si sostituisce alla  Magistratura per decidere quale pentito è attendibile e quale no e  soprattutto quale pentito merita la protezione e quale no, ci  mancherebbe altro, stiamo parlando oltretutto del governo presieduto  dalla persona di cui Spatuzza fa il nome a proposito di quello che  successe nella stagione delle stragi.<br />
Quindi il conflitto di interessi è un apoteosi, una volta il pentito  parlava, i giudici lo riscontravano, il governo lo proteggeva e la mafia  lo minacciava, adesso è tutto più veloce perché la mafia non ha neanche  bisogno di minacciare Spatuzza in quanto lo minaccia già il governo  presieduto da colui che Spatuzza chiama in causa, non so se mi spiego,  queste sono le intimidazioni pesantissime che vengono fatte su un  testimone chiave dei processi di mafia, su un testimone importante del  processo Dell&#8217;Utri, non decisivo perché comunque Spatuzza dice quello  che hanno già detto altri 30 pentiti e è già stato riscontrato da vari  elementi oggettivi, ma in ogni caso immaginate un giudice in Camera di  consiglio che già sa che se riterrà attendibile Spatuzza, si attirerà  dietro le ire non solo di Dell&#8217;Utri, ma dell’intero governo che è  arrivato al punto di fare una mossa così azzardata, lasciare senza  programma di protezione un pentito che sta scardinando addirittura i  processi definitivamente chiusi per la strage di Via D’Amelio e per le  stragi del 1993, per fortuna questa decisione del Ministero può essere  impugnata davanti al Tar e credo che è quello che o faranno i difensori  di Gaspare Spatuzza.<br />
Quindi staremo a vedere, la sulla settimana probabilmente ci  ritroveremo, se la Camera di Consiglio non durerà molto, a commentare la  sentenza d’appello, confermando ancora una volta che fino a prova  contraria la fiducia nell’imparzialità dei giudici deve essere assoluta e  che quindi le cose che abbiamo scritto, che erano doverose, non mettono  minimamente in dubbio la loro buonafede e la loro imparzialità, semmai è  quella decisione di dire di no a un testimone come Ciancimino che fa  dubitare della serenità del giudizio dei giudici molto più che non le  loro vicende personali che non hanno nessun rilievo se non dal punto di  vista della curiosità e della cronaca.</p>
<p>Vi saluto,  raccomandandovi una cosa, questa settimana, è questione di ore ormai,  parte il sito de Il Fatto quotidiano, ilfattoquotidiano.it. Forse avete  già visto la campagna di pubblicità virale che abbiamo fatto, ci tengo  molto, mi permetto di suggerirvelo: il vostro primo sito, soprattutto  quelli che seguono il blog di Grillo continuerà a essere il blog di  Beppe, mi auguro che questo diventi il vostro secondo sito perché non è  più un luogo dove mettiamo qualche articolo uscito su Il Fatto  quotidiano, diventa una cosa completamente diversa. Diventa un vero e  proprio giornale on line che informa in presa diretta sui fatti del  giorno, non del giorno prima, e che ospiterà una piattaforma di blog di  personaggi che penso vi stupiranno e vi faranno piacere, magari qualcuno  vi farà pure incazzare. Ma soprattutto avrà delle rubriche alle quali  si potrà partecipare e interagire, per esempio vedrete come faremo i  controtelegiornali, smonteremo quasi in diretta i telegiornali per  smascherare ogni giorno le palle le raccontano e le cose che nascondono.  Questo è un piccolo assaggio di tante altre cose che troverete proprio  dalle prossime ore su ilfattoquotidiano.it, passate parola!</p>
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		<title>Altavilla Milicia, La Zagara proietta &#8220;Il Giudice Ragazzino&#8221;.</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 16:52:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Scirè</dc:creator>
				<category><![CDATA[Provincia di Palermo]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_14955" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/05/Livatino_Rosario-giudice.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-14955" title="rosario livatino" src="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/05/Livatino_Rosario-giudice-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Livatino Rosario </p></div>
<p>Domenica 30 maggio alle ore 21.00, presso l’anfiteatro comunale di Altavilla Milicia, si terrà la proiezione del film “Il giudice ragazzino”, in memoria di Rosario Livatino, il giovane magistrato ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990.</p>
<p style="text-align: justify;">L’evento, organizzato dall’Associazione di volontariato “La Zagara” in collaborazione con il Comune di Altavilla Milicia, rientra nell’ambito della seconda giornata della legalità, che si terrà il primo giugno, durante la quale p.zza Belvedere verrà intitolata a Rosario Livatino.<span id="more-14954"></span></p>
<p style="text-align: justify;">“Le nuove generazioni – dichiara Matteo Scirè presidente dell’Associazione “La Zagara”– hanno bisogno di modelli positivi. Proprio per questo, in vista della giornata della legalità abbiamo pensato di ricordare la figura di Rosario Livatino. Un giovane servitore dello Stato che credeva in un mondo migliore, libero dalle mafie. La sua testimonianza sia un esempio per i ragazzi di oggi e una fonte di impegno civile per la costruzione di una società fondata sulla legalità e lo sviluppo”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Con l’intitolazione di p.zza Belvedere al giudice Livatino e l’organizzazione della seconda giornata della legalità – dichiara Nino Parisi, presidente del Consiglio comunale – abbiamo voluto dare un segnale soprattutto ai giovani perché scoprano i valori e le storie dell’antimafia. Penso che sia fondamentale che le istituzioni, insieme alla società civile, investano energie e risorse per promuovere una cultura della giustizia e della libertà”.</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.fascioemartello.it/14954/altavilla-milicia-la-zagara-proietta-il-giudice-ragazzino/">Altavilla Milicia, La Zagara proietta &#8220;Il Giudice Ragazzino&#8221;.</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.fascioemartello.it">Fascio e Martello</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Fiumara D&#8217;Arte, la Piramide 38° parallelo di Nino Presti e Mauro Staccioli</title>
		<link>http://www.fascioemartello.it/12222/fiumara-darte-la-piramide-38%c2%b0-parallelo-di-nino-presti-e-mauro-staccioli/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 15:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>C. Di Gesaro e F. Scaglione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La piramide di Mauro Staccioli è l&#8217;ultima opera della Fiumara D&#8217;Arte, un&#8217;opera monumentale di 30 metri in cor-ten, che nasce sulla cima di Motta D&#8217;Affermo. Una grande piramide, una piramide che parla di illuminazione di coscienza, una coscienza che nella nostra società contemporanea è purtroppo implosa, è silente. E allora la piramide sta nascendo, infatti [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.fascioemartello.it/12222/fiumara-darte-la-piramide-38%c2%b0-parallelo-di-nino-presti-e-mauro-staccioli/">Fiumara D&#8217;Arte, la Piramide 38° parallelo di Nino Presti e Mauro Staccioli</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.fascioemartello.it">Fascio e Martello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/03/piramide.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12223" title="piramide" src="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2010/03/piramide-300x200.jpg" alt="Foto Fiumara D'Arte" width="300" height="200" /></a>La piramide di Mauro Staccioli è l&#8217;ultima opera della Fiumara D&#8217;Arte, un&#8217;opera monumentale di 30 metri in cor-ten, che nasce sulla cima di Motta D&#8217;Affermo. Una grande piramide, una piramide che parla di illuminazione di coscienza, una coscienza che nella nostra società contemporanea è purtroppo implosa, è silente. E allora la piramide sta nascendo, infatti un vertice della piramide è lungo 30 metri, gli altri 3 vertici sono di 23 metri. Al suo interno si trova una grande spirale concentrica realizzata con grandi monoliti ritrovati all&#8217;interno dello scavo e, il centro di questa spirale, corrisponde con il centro della piramide.<br />
Lei rinasce, emerge, ma al tempo stesso parla di una necessità di restituire alla nostra società un valore di impegno, di cambiamento. L&#8217;opera inaugurata il 21 marzo 2010, in coincidenza con il solstizio di primavera sarà visitabile al suo interno soltanto il 21 giugno di ogni anno in corrispondenza del solstizio d&#8217;estate.<span id="more-12222"></span></p>
<p style="text-align: justify;">A settembre, a lavori ancora in corso, abbiamo incontrato l&#8217;ideatore dell&#8217;opera Nino Presti, e oggi vi proponiamo in esclusiva l&#8217;intervista rilasciata ai nostri microfoni, accompagnata dalle suggestive immagini date da un panorama straordinario e dalla magia di un&#8217;opera così imponente e  unica.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ethxreqKhgE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="385" src="http://www.youtube.com/v/ethxreqKhgE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Uomini senza qualità</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 23:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Guglielmo Lento</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Onorevole per caso]]></category>
		<category><![CDATA[gela]]></category>
		<category><![CDATA[guglielmo lento]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Questa estate è stata caratterizzata da servizi giornalistici che, probabilmente, cambieranno il corso della nostra vita o, molto più semplicemente, influiranno sulla cronaca. Probabilmente,nella Storia,quella con la S maiuscola, lasceranno solo un’esile traccia, una cacatina di mosca. La maggior parte degli articoli importanti riguardavano il “sexual Behavior” del grande leader. Da una parte pochi giornali [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.fascioemartello.it/7760/uomini-senza-qualita/">Uomini senza qualità</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.fascioemartello.it">Fascio e Martello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_7763" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-7763" title="DSC_0725" src="http://www.fascioemartello.it/images/stories/2009/08/DSC_0725-300x198.jpg" alt="Nino e Guglielmo" width="300" height="198" /><p class="wp-caption-text">Nino e Guglielmo</p></div>
<p style="text-align: justify;">Questa estate è stata caratterizzata da servizi giornalistici che, probabilmente, cambieranno il corso della nostra vita o, molto più semplicemente, influiranno sulla cronaca.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente,nella Storia,quella con la S maiuscola, lasceranno solo un’esile traccia, una cacatina di mosca.</p>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte degli articoli importanti riguardavano il “<strong>sexual Behavior</strong>” del grande leader.</p>
<p style="text-align: justify;">Da una parte pochi giornali nazionali dell’aria di opposizione ed una folla nutrita di giornali stranieri che lo accusavano sostenendo che chi teneva simili comportamenti, soprattutto quello di non rispondere alle domande legittimamente rivoltegli, non poteva governare uno degli otto paesi più industrializzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall’altro schiere di cortigiani che difendevano i suoi bizzarri comportamenti, definiti piccoli divertimenti di un grande che ogni tanto stacca la spina o, semplicemente tacciati di bugie e falsità.<span id="more-7760"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Anche noi, nel nostro piccolissimo, siamo caduti in questa trappola.</p>
<p style="text-align: justify;">Con più  e più articoli abbiamo commentato le vicende che riguardavano Lui, ma che avevano ricadute su di noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche noi ci siamo occupati dei potenti della terra, del potente della nostra terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un po di tempo non più. Come avrà notato chi ci segue, siamo ritornati all’antico vizio: <strong>la denunzia e la protesta</strong>, tendenti a far conoscere le brutture e le storture della nostra società.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella velata speranza si possa innescare una rivolta sociale dal basso, che disarcioni queste “<strong>tigri di carta</strong>”</p>
<p style="text-align: justify;">E ci è  scappato.</p>
<p style="text-align: justify;">Una frase cara a Mao, leader della Cina, quando la Cina era la Cina o non una specie di Nordest Italiano, moltiplicato per milioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora non ci interesseremo più (forse) degli uomini importanti,quelli dalle grandi qualità. Quelli che, a loro dire, sono in perfetta sintonia col Papa, sono i parroci che non lo sanno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci interesseremo degli uomini <strong>&#8220;senza qualità&#8221;</strong> , parafrasiamo Musil.</p>
<p style="text-align: justify;">Quelli che, facendo parte della massa, sono i protagonisti della storia, anche se non vengono poi citati nella storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Quelli che, alcune volte, appaiono solo fugacemente nella cronache, solo se colpiti da immani tragedie, subito dopo scompaiono.</p>
<p style="text-align: justify;">Come Nino, che vedete assieme a me nella foto, con una splendida e splendente camicia similhawaiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Di lui parleremo oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nino, dalla vicina Licata, veniva a Gela a vendere seppie.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui sposò  Silvana, venditrice ambulante di generi di abbigliamento, figlia d’arte.</p>
<p style="text-align: justify;">Li conoscevo, ma li ho conosciuti meglio quando,assieme a tanti ragazzi, molti dei quali non ci sono più, vennero a frequentare la Scuola <strong><em>“Preferisco Vivere”</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli insegnanti eravamo: Rosario, ora europrlamentare del PD, Enza mia moglie, allora ed ora, Aurora mia figlia allora neolaureata in Giurisprudenza ora magistrato al TAR Sicilia, io allora deputato&#8230;per caso, ora pensionato.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli altri ragazzi, a rischio in una città a rischio elevatissimo, ci venivano inviati dai servizi sociali, ed il giudice a chi di loro era agli arresti domiciliari concedava il permesso di uscire per frequentare le lezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Marito e moglie, il venditore di seppie e la venditrice ambulante, invece, avevano bisogno di conseguire la licenza media, indispensabile per poter accedere ad un qualche impiego pubblico, possibilmente fisso.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi preparavamo tutti, ragazzi e adulti, agli esami, anche se lo scopo che ci prefiggevamo era quello di offrire loro amicizia e solidarietà, non farli sentire diversi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nino e Silvana conseguirono la licenza, ma non raggiunsero lo scopo del posto, &#8220;u pusticeddu&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nino ora è  RMI (reddito minimo di inserimento) al consorzio di bonifica, Silvana fa parte di una cooperativa di assistenza agli anziani.</p>
<p style="text-align: justify;">Agli onori della cronaca sono arrivati,ora è passato un po di tempo,per la tragica violenta uccisione di un figlio per mano di mafia.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa una semplice storia di due miei e vostri concittadini. Gente semplice che “Certosa” sa solo che è la marca di un formaggio molle e che ritiene che Papi siano i successori di Pietro.</p>
<p style="text-align: justify;">La foto ritrae me e Nino nella Piazza di Gela,alla fine di un comizio tenuto da Veltroni e Saro,suo docente e mio collega docente in quella piccola amata e famosa scuola.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti e due sorridenti…fiduciosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Uomini “senza qualità”.</p>
<p style="text-align: justify;">Di questi, da ora in poi, ci vogliamo occupare.</p>
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